<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866</id><updated>2012-01-28T03:29:53.238-08:00</updated><category term='Ritratti'/><category term='Fotografia'/><category term='Intervista'/><category term='Recensione'/><category term='Ricordo'/><category term='Citazioni'/><category term='Pittura'/><category term='Racconto'/><category term='Video'/><category term='Articolo'/><category term='Reportage'/><title type='text'>BarbaraGreggio</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>91</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-1011199548001756998</id><published>2012-01-28T03:29:00.000-08:00</published><updated>2012-01-28T03:29:53.248-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Articolo'/><title type='text'>E-book vs. Libro</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-wPJERXwSJVQ/TyPbCatkiDI/AAAAAAAAAZE/leaDxomTvAI/s1600/LIBRO-pagine-al-vento.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/-wPJERXwSJVQ/TyPbCatkiDI/AAAAAAAAAZE/leaDxomTvAI/s1600/LIBRO-pagine-al-vento.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
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Questo articolo è stato scritto per la rubrica "Me, Myself &amp;amp; E-book" di M.Traverso.&lt;br /&gt;
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&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Steve Jobs aveva 56 anni, era affamato e folle. Non era un semplice visionario, ma un brillante imprenditore, per alcuni addirittura spietato. Voleva lasciare un segno sull'universo, non so se ci sia riuscito, ma il mondo senza di lui oggi non sarebbe lo stesso.&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;La tecnologia ingombrante e macchinosa che circondava l'uomo negli anni Settanta si è assottigliata e semplificata grazie al sogno di Jobs. Un mondo digitalizzato, immediato, intrigante, in grado di stare in una mano.&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;L'e-book è la conseguenza naturale di questa visione. Leggere su un tablet, sfiorare uno schermo come le pagine di un libro. Cambiare titolo, autore, senza nemmeno doversi muovere da dove si è. Sarebbe un'idea geniale, trasferire il mondo della cultura in una manciata di centimetri di tecnologia, in alta definizione. Lo sarebbe, certo, se solo il libro non rappresentasse un mondo non riproducibile in scala milionaria. L'oggetto che esce in tiratura limitata, sproporzionata, eccessiva o mondiale dalle tipografie, in realtà è solo l'inizio di una storia tutta privata. Il tablet non si piega, non si capovolge - aperto - su un cuscino, non si impila nei cartoni di un trasloco. Il tablet è uno, fermo e impassibile. Non cambia consistenza, non assorbe l'umidità di una vecchia soffitta, non si deforma di passione, furia e coinvolgimento. Resta lì e ti guarda, bianco e stanco, fino a che si esaurisce la batteria.&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Allo stesso modo, l'editoria digitale non migliora il livello culturale di un paese. Scrivere per piacere è un diritto di tutti, farlo per professione, avendo accesso alla grande distribuzione, è cosa riservata a pochi. A quelli che davvero ne sono capaci. Il proliferare di editoria a pagamento, di low cost, di scritto e buttato in rete, non è garanzia di libertà, ma solo di qualunquismo. Come ogni arte, anche la scrittura ha bisogno di tempo, riflessione, analisi. Senza il filtro dell'editore, dei suoi consigli, della sua visione esterna al testo, il lavoro dello scrittore non può ritenersi completo. L'arte di comporre su carta necessita di un occhio esperto e capace, così come il compositore si affida all'orecchio attento di un arrangiatore per dare il giusto ritmo alla propria musica. Un bell'abito, disegnato su carta e portato su stoffa, non ha valore se poi non è cucito bene, se invece di aderire ai fianchi cade informe fino a terra.&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;L'e-book – e con esso anche l’editoria digitale - è utile, ma non può sostituire il libro, proprio perché il bell'abito che è lo scritto non aderisce alla nostra vita se cade informe e senza misura sullo schermo di una tavoletta, anziché modellarsi sulla linea delle nostre mani.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;&lt;em&gt;Barbara Greggio&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-1011199548001756998?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/1011199548001756998/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2012/01/e-book-vs-libro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/1011199548001756998'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/1011199548001756998'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2012/01/e-book-vs-libro.html' title='E-book vs. Libro'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-wPJERXwSJVQ/TyPbCatkiDI/AAAAAAAAAZE/leaDxomTvAI/s72-c/LIBRO-pagine-al-vento.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-1256202540788499937</id><published>2011-11-22T00:46:00.000-08:00</published><updated>2011-11-22T00:46:22.963-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensione'/><title type='text'>"I pesci non chiudono gli occhi" di Erri De Luca</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-XPlDmmw3gJs/Tstg1rKSRgI/AAAAAAAAAXg/IDcsa79X4TE/s1600/i_pesci_non_chiudono_gli_occhi_erri_de_luca.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-XPlDmmw3gJs/Tstg1rKSRgI/AAAAAAAAAXg/IDcsa79X4TE/s320/i_pesci_non_chiudono_gli_occhi_erri_de_luca.jpg" width="256" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
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Questa recensione è stata scritta per Sul Romanzo.&lt;br /&gt;
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&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Oggi so che quell’amore pulcino conteneva tutti gli addii seguenti.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="rtejustify" style="font-size: 12px; line-height: 21px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 1em; text-align: justify;"&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Il ragazzino ha dieci anni, è introverso, riflessivo. Quando sta a casa piange, canta, butta fuori la malinconia che gli macera il petto. Vive con una sorella solare, esuberante, in grado di catalizzare l’attenzione di tutti, capace di adattarsi a ogni nuova situazione. L’estate lo porta su un’isola, solo con la madre. Ischia è sfondo e profumi, nella narrazione di De Luca. Non c’è linea di demarcazione tra sensazioni e pensieri. Gli occhi del protagonista si riempiono di sabbia e cielo, le descrizioni sono immagini nitide e luminose. Nello scorrere di giornate tutte uguali, solitarie e salmastre, il lettore ha la percezione di respirare la stessa aria che si respira sull’isola, pestando le orme lasciate sul bagnasciuga. Una lotta interiore divora l’animo del ragazzino. Da una parte il corpo che ancora mantiene fattezze infantili, dall’altra la mente veloce e arguta di un uomo che si affaccia all’età adulta. La faccia pulita, lo slancio delle gambe ancora troppo corto, il petto sottile e asciutto. Forse bisogna romperlo, quel corpo piccolo, per far uscire ciò che sta dentro. L’incontro con una ragazzina, bella come mai ne aveva viste, così diversa dalle compagne che incontrava ogni giorno in città, lo condurrà verso la realizzazione di questo folle pensiero. Lei è grande nella testa, ragiona come una scrittrice affermata, scrive di animali e di emozioni. Ogni gesto umano è specchio di un impulso primordiale, nelle facce di ogni persona c’è l’ombra di un equivalente animale. Il ragazzino è un pesce, ha occhi sgranati che non chiude mai. Lei conduce la piccola e dolce relazione in cui il giovane Erri si immerge.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="rtejustify" style="font-size: 12px; line-height: 21px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 1em; text-align: justify;"&gt;
&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Non avevo toccato niente di così liscio fino ad allora. Ora so neanche fino a oggi. Glielo dissi, che il suo palmo di mano era meglio del cavo della conchiglia, mentre risalivamo a riva, staccati.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="rtejustify" style="font-size: 12px; line-height: 21px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 1em; text-align: justify;"&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Un gruppo di ragazzi più grandi, uniti da maschile cameratismo, si accorge della ragazzina, bella e intrigante. Lei passeggia con Erri, Erri non può passarla liscia. Nella lotta per la conquista il gruppetto si accanisce sul singolo, la forza dei più sfoga sull’impassibilità del solo. Non si oppone, il ragazzino. Si lascia tumefare il volto, il naso sanguina e tutto in faccia e nel corpo gli duole. È un dolore dolcissimo e azzurro, quello che lo pervade fin nelle ossa. Nessuna denuncia, né ricerca di vendetta. Il corpo si è rotto, ora deve per forza uscire l’uomo. Un essere ancora sconosciuto, che del mondo degli adulti non sa quasi nulla. L’amore, che sua madre e suo padre hanno vissuto come in un romantico trattato, si scontra con l’emozione di stringere la mano liscia e morbida di una ragazzina senza nome. Baci che si protraggono per una notte intera, l’ultima prima della separazione, e che lasciano dentro il ricordo indelebile e inarrivabile di un amore senza ombre. Erri De Luca si lascia andare al racconto di un’estate unica nella sua vita, passata tra l’amore materno, per una madre che lui ha amato sempre senza riserve, e una giovane ragazza, quasi donna, di cui, a distanza di cinquant’anni, non riesce a ricordare il nome.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="rtejustify" style="font-size: 12px; line-height: 21px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 1em; text-align: justify;"&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Insieme a questo romanzo che odora di mare, è possibile acquistare il dvd “Di là dal vetro”, cortometraggio prodotto dal pastificio Garofalo. Erri De Luca, affiancato da una straordinaria Isa Danieli, si cimenta nel ruolo di attore. Una scena breve, eppure toccante. Il sogno di una notte, di una sirena che batte nel petto, il ritorno di una madre ormai scomparsa da lungo tempo. Da notare l’emozionante racconto&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Napòlide&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;, in cui De Luca si lancia nella descrizione di Napoli. Il napoletano, la sua lingua madre, quella che lui per tutta la vita ha utilizzato per parlare con la sua di madre. Non si tratta di un semplice dialetto, ma di una vera e propria parte di sé. Tutto ha un valore diverso, se detto in napoletano. Il prima e il dopo diventano&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;primm&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;e&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;dopp&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;, e contano molto più del presente, che è solo&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;mò.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;L’amore vale di più, perché è&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;ammore.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Il sangue, che è&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;o’sang&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;, e non vale niente. Essere nato e cresciuto in una città come Napoli, una terra di tellurici, è una fortuna che solo chi sta fuori può riconoscere. Il Vesuvio è come la Stella Polare, è il punto all’orizzonte che ogni napoletano conosce, e che, in qualsiasi angolo della città o della casa si trovi, sa indicare alla perfezione. Il mare, anche se grosso e cupo, è sempre simbolo di salvezza, via di fuga dalla terra e dal cielo che bruciano di fuoco. Un documento eccezionale, che abbraccia con calore un popolo che vive come parassita sulla bellezza di Napoli, che sempre ammira e mangia e rispetta la sua terra.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="rtejustify" style="font-family: Helvetica, Arial, FreeSans, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 21px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 1em; text-align: justify;"&gt;
&lt;i&gt;Barbara Greggio&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-1256202540788499937?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/1256202540788499937/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/11/i-pesci-non-chiudono-gli-occhi-di-erri.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/1256202540788499937'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/1256202540788499937'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/11/i-pesci-non-chiudono-gli-occhi-di-erri.html' title='&quot;I pesci non chiudono gli occhi&quot; di Erri De Luca'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-XPlDmmw3gJs/Tstg1rKSRgI/AAAAAAAAAXg/IDcsa79X4TE/s72-c/i_pesci_non_chiudono_gli_occhi_erri_de_luca.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-5226822156402064715</id><published>2011-10-06T01:15:00.000-07:00</published><updated>2011-10-06T01:19:30.991-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ricordo'/><title type='text'>Steve Jobs</title><content type='html'>&lt;br /&gt;
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&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-5vMqPv5QJq4/To1jnLDtrZI/AAAAAAAAAXQ/Y6kvbEGwLcI/s1600/steve-jobs-undead.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="184" src="http://1.bp.blogspot.com/-5vMqPv5QJq4/To1jnLDtrZI/AAAAAAAAAXQ/Y6kvbEGwLcI/s320/steve-jobs-undead.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=8ogACjJcNzc"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=8ogACjJcNzc&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-5226822156402064715?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/5226822156402064715/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/10/steve-jobs.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/5226822156402064715'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/5226822156402064715'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/10/steve-jobs.html' title='Steve Jobs'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-5vMqPv5QJq4/To1jnLDtrZI/AAAAAAAAAXQ/Y6kvbEGwLcI/s72-c/steve-jobs-undead.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-4356728164703835325</id><published>2011-10-05T02:19:00.000-07:00</published><updated>2011-10-05T02:19:49.474-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensione'/><title type='text'>"Storia della mia purezza" di Francesco Pacifico</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-HoPPFCgiQ1Q/Towe5w_DkfI/AAAAAAAAAXM/OniyL1y2ET0/s1600/storia_della_mia_purezza.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-HoPPFCgiQ1Q/Towe5w_DkfI/AAAAAAAAAXM/OniyL1y2ET0/s1600/storia_della_mia_purezza.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
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Questa recensione è stata scritta per Sul Romanzo.&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Helvetica, Arial, FreeSans, sans-serif; font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; line-height: 21px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Helvetica, Arial, FreeSans, sans-serif; font-size: small;"&gt;&lt;div class="rtejustify" style="margin-bottom: 0cm; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 1em; text-align: justify;"&gt;
“Storia della mia purezza” è un romanzo, ma potrebbe essere anche la sceneggiatura di un film. Piero Rosini, protagonista attivo e passivo, è un giovanotto di poche speranze, chiuso nel grigiore di un fervore cattolico che stenta a prendere fuoco. Ripudia - come nella più classica delle parabole - le ricchezze paterne, fugge al richiamo perverso della materialità concentrando tutte le sue energie sull’anima. Prega da solo, in chiesa, con un gruppo di amici (le “Teste Pensanti”). Ogni gesto, pensiero, azione involontaria, sembra finalizzato alla conquista del Paradiso, di un barlume di santità in grado di alleggerire la pesantezza del corpo.&lt;/div&gt;
&lt;div class="rtejustify" style="margin-bottom: 0cm; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 1em; text-align: justify;"&gt;
Ha una moglie bella, giovane e paziente, che accondiscende alla castità del marito senza troppa fatica. Orfana di madre, vive nell’attesa spaventosa che tutti i suoi cari muoiano, per lei un litigio non dura mai più di un minuto, la riconciliazione è un obbligo vitale, un obolo da pagare per avere la coscienza libera da eventuali sensi di colpa eterni.&lt;/div&gt;
&lt;div class="rtejustify" style="margin-bottom: 0cm; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 1em; text-align: justify;"&gt;
Ada, la sorella, cognata di Piero, segnerà l’inizio di una nuova vita, di un cambiamento più esteriore che interiore, di un viaggio verso una libertà difficile da conquistare. Libertà dalle paure, dai giudizi, dalle preghiere vaneggianti, dall’obbligo di essere un buon cristiano. Ada ha un seno florido, morbido e pieno, da toccare. E Piero, la cui fede ostinata impedisce l’azione adultera, guarda quel seno come un bambino in adorazione davanti la vetrina di un giocattolaio. Ada e le “tette di Ada” iniziano a combaciare, sovrapporsi, scambiarsi. Nella testa pulita, rigorosa e pura di Piero, instancabile neo convertito, Ada e le sue curve si insinuano come una goccia d’acqua che cade sulla testa e martella senza sosta, fino a scavare un buco nei pensieri. Piero non è solo casto, è anche stanco. Non c’è più desiderio nelle vene, i muscoli non riescono a tendersi di piacere, nemmeno all’idea di mettere su famiglia, una vera famiglia, con dei bambini, secondo la regola del buon cristiano. Le “tette di Ada” risvegliano briciole d’istinto, conducono la mano in basso, sull’inguine, alla ricerca di un misero segno di vita. Il frastuono emotivo che esplode nella testa di Piero si accompagna al dubbio, all’incertezza, a un lavoro difficile, pericoloso nel suo essere solo ombra.&lt;/div&gt;
&lt;div class="rtejustify" style="margin-bottom: 0cm; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 1em; text-align: justify;"&gt;
Un libro sul papa, una teoria azzardata, una serie di ricerche, di prese di posizione, di abnegazioni e confronti. Un libro che non porterà mai il suo nome, nemmeno in piccolo, tra i ringraziamenti, o nell’elenco dei curatori. Un libro in grado di scatenare una catena di equivoci lunga e variegata, con mogli che non sentono la mancanza dei mariti, amanti che non amano, amici che spariscono. Piero Rosini è l’emblema della confusione, del vorrei ma non posso. Fugge, da se stesso, da Roma – che poi è Porta di Roma – da un matrimonio che è vincolo eterno e sacro, da una fede che preme per esplodere e invece implode. Parigi contro Roma. Libertà contro reclusione. Piero cambia, poco alla volta, si apre al mondo, conosce personaggi singolari, macchiette che riempiono le sue giornate, donne che ammiccano, seducono, resistono. Lotta, vuole assaporare l’amore con una donna diversa da Alice, con un essere umano meno bello, meno aggraziato, eppure affascinante al punto tale da farlo vacillare ogni notte, in bilico su un divano letto aperto goffamente. Piero è uno e il suo contrario. Vigore nel corpo e buio della mente. Rosenzweil si sostituisce a lui, agisce come Piero vorrebbe ma non sa fare, osa, valica i confini del perbenismo, aggredisce le paure e le sconfigge. Ma è solo un alter ego, un doppio immaginario che non esiste e non resiste. Piero e l’antisemitismo, Piero e la fede, Piero e l’amore. Analizzando tutto, mette il naso ovunque, in ogni interstizio del suo animo e del suo corpo, studia gli altri, si avvicina e cerca di entrare nei loro pensieri. Alla fine, però si ritrae. A un passo dal traguardo getta la spugna. A un secondo dall’amore, quello vero, per Clelia l’ebrea, esce di scena.&lt;/div&gt;
&lt;div class="rtejustify" style="margin-bottom: 0cm; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 1em; text-align: justify;"&gt;
Cambio d’inquadratura. Moglie orfana, cognata con le “tette di Ada”, amici libertini e sorella colpevole parlano, rivisitano, avanzano ipotesi. Svelando retroscena e verità insospettabili.&lt;/div&gt;
&lt;div class="rtejustify" style="margin-bottom: 0cm; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 1em; text-align: justify;"&gt;
Un romanzo che è immagine, dettagli vivi, colori accecanti e odori pungenti. Lento quanto basta per essere sorseggiato come una bevanda calda, intrigante come un giallo che giallo non è. Una farfalla che vive un giorno e poi muore. In silenzio. Sentimenti contrastanti si animano durante la lettura: rabbia, allegria, fastidio. Un romanzo ben scritto, con una storia che in fondo non decolla mai, ma che si lascia leggere. Un po’ come Piero, che non vive ma si lascia vivere.&lt;/div&gt;
&lt;div class="rtejustify" style="margin-bottom: 0cm; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 1em; text-align: justify;"&gt;
&lt;i&gt;Barbara Greggio&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-4356728164703835325?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/4356728164703835325/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/10/storia-della-mia-purezza-di-francesco.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/4356728164703835325'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/4356728164703835325'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/10/storia-della-mia-purezza-di-francesco.html' title='&quot;Storia della mia purezza&quot; di Francesco Pacifico'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-HoPPFCgiQ1Q/Towe5w_DkfI/AAAAAAAAAXM/OniyL1y2ET0/s72-c/storia_della_mia_purezza.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-5045510833364334386</id><published>2011-09-23T02:41:00.000-07:00</published><updated>2011-09-23T02:41:57.511-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Articolo'/><title type='text'>26 anni senza Giancarlo</title><content type='html'>&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-skWnz2RHPio/TnxSjQ3glvI/AAAAAAAAAXI/bNAdGC4waI4/s1600/images.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/-skWnz2RHPio/TnxSjQ3glvI/AAAAAAAAAXI/bNAdGC4waI4/s1600/images.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 18px;"&gt;Questo articolo è stato scritto per Sul Romanzo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px; line-height: 32px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 18px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px; line-height: 32px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Il 23 settembre 1985 era un
lunedì. La città si tuffava nel mare, con le luci che cadevano sull’acqua e si
spingevano molli fino alla linea dell’orizzonte. C’era aria calda, dell’ultimo
vento d’estate. La strada che portava al Vomero intersecava Piazza Leonardo. La
voce che usciva dalla radio accesa si mescolava al fragore delle onde in
lontananza. Era buio, le giornate in quel finire di stagione si accorciavano
come le maniche di una vecchia camicia, ormai corte per un ragazzo che cresce.
La Mehari verde tagliava il vento, correndo sicura. Due uomini fumavano
nell’oscurità, posati a un muro. Orinavano, si facevano notare. Erano lì fermi
da un paio d’ore, in attesa che qualcosa accadesse. Il motore della Mehari si
spense, e il vuoto fu subito riempito da dieci colpi di pistola, sparati nel
buio di una notte appena iniziata. La notizia arrivò presto nella redazione de
Il Mattino. Una telefonata come tante, quando il giornale si deve chiudere e
mancano poche righe da riempire. Giusto per sapere se qualche fatto è accaduto.
E quel fatto, richiesto per prassi, senza alcuna convinzione, era accaduto, ed
era un fatto sconcertante. Giancarlo Siani, ventisei anni, era appena stato
trovato morto nella sua auto, ucciso da una scarica di pallottole alla testa.
«Giovane cronista assassinato a Napoli», avrebbero scritto il giorno dopo.
Giancarlo era un giornalista pubblicista, che agognava – come molti della sua
generazione – il tesserino. Scriveva di nera da Torre Annunziata, facendo vita
di redazione nella sezione distaccata de Il Mattino a Castellammare di Stabia.
Aveva iniziato con articoli sul mondo dei giovani, per poi passare a
L’osservatorio sulla camorra, diretto da Amato Lamberti. La notte in cui è
stato ucciso rientrava dalla redazione centrale de Il Mattino di Napoli, dove
era stato trasferito per una sostituzione estiva. Era un &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;abusivo&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;, uno senza regolare assunzione. Seguiva le notizie, le
evoluzioni della verità, con passione e dedizione. Firmava i suoi articoli e &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Allora la firma contava quanto l’amore e più
del resto*.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&amp;nbsp; Fu proprio quella firma,
nel fondo di un articolo datato 10 giugno 1985, a condannarlo a morte.
Valentino Gionta, potente boss di Torre Annunziata, era stato arrestato.
Giancarlo ne aveva scritto, l’indomani, ipotizzando un possibile tradimento tra
alleati. Nei tre mesi che seguirono, tra il 10 giugno e il 23 settembre, boss e
affiliati si riunirono, valutarono, pianificarono. Il verdetto fu
l’eliminazione del giovane giornalista. L’onta di un tradimento valse la vita
di Giancarlo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 200%;"&gt;
&lt;span style="font-size: 12pt; line-height: 200%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Il processo, iniziato con un
arresto lampo e una scarcerazione altrettanto lampo, fu lungo e travagliato.
Pentiti, arresti, condanne. Una sola certezza: Giancarlo è stato ucciso per
quello che ha scritto. Unico giornalista morto per mano della camorra. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 200%;"&gt;
&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; line-height: 200%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: orange;"&gt;Sono
passati ventisei anni dall’uccisione di Giancarlo Siani. Esattamente gli stessi
che lui aveva il giorno in cui è morto. Un doppio che trova da un lato la vita
intensa, passionale e colorata della sua presenza, e dall’altro i misteri, i
silenzi e le mezze verità della sua assenza. Come vive questa strana bilancia
del tempo?&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 200%;"&gt;
&lt;span style="font-size: 12pt; line-height: 200%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Paolo Siani – Fratello di
Giancarlo Siani&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Questi 26
anni senza Giancarlo pesano, mi pesano molto. Sento la sua mancanza, e non
riesco a rassegnarmi alla sua ingiusta morte. Per questo motivo cerco con tutte
le mie forze di tenerne vivo il ricordo e l'altra settimana 3 milioni e mezzo
di persone (un'enormità) ha potuto vedere su Rai 1 la sua storia raccontata da Marco
Risi nel film Fortapasc. Lui vive nel mio ricordo giovane, allegro e spensierato,
e molto impegnato a fare i suoi primi passi nel mondo del giornalismo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Giancarlo
quest’anno avrebbe 52 anni, ma la magia del cinema lo mostra in Fortapasc&amp;nbsp;giovane&amp;nbsp;ventiseienne,
mentre tutti noi siamo invecchiati e abbiamo ormai i capelli bianchi.&amp;nbsp;&amp;nbsp;Lui
voleva semplicemente fare il giornalista e raccontare quello che vedeva, senza
pregiudizi e con lealtà, ma la mano armata di due killer ha spazzato via i suoi
sogni, i nostri sogni.&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 200%;"&gt;
&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; line-height: 200%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: orange;"&gt;*Da
“L’abusivo” di Antonio Franchini ed. Marsilio:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 200%;"&gt;
&lt;span style="font-size: 12pt; line-height: 200%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;u&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: orange;"&gt;Daniela Limoncelli, collega di
Giancarlo Siani a Il Mattino&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 200%;"&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; line-height: 200%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;E io ho
un ricordo bellissimo, di una persona disponibilissima, allegra. Comunque di
una persona incosciente e responsabile, così come eravamo tutti incoscienti e
responsabili in quel periodo, a quell’età. E senz’altro con una grossissima
voglia di fare questo lavoro. Questo senz’altro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 200%;"&gt;
&lt;span style="font-size: 12pt; line-height: 200%;"&gt;&lt;u&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: orange;"&gt;Maria Rosaria Carbone e
Maurizio Cerino, dal libro &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;i&gt;&lt;u&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: orange;"&gt;Da Corleone a
Torre Annunziata. Il caso Siani.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 200%;"&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; line-height: 200%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Ci sono
anche altri killer. Giancarlo è stato ucciso dalla sua solitudine di giovane
corrispondente in una terra di camorra, dall’indifferenza di un sistema a volte
perverso, quello del mondo del giornalismo, per entrare nel quale o hai i tuoi
santi in paradiso o devi letteralmente sudare sangue.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; line-height: 200%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 200%;"&gt;
&lt;span style="font-size: 12pt; line-height: 200%;"&gt;&lt;u&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: orange;"&gt;Antonio Franchini&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 200%;"&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; line-height: 200%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Adesso
so che era un ragazzo assieme al quale avevo cercato di raggiungere una meta.
Il tempo ha fatto sì che del mio insuccesso io mi sia completamente
dimenticato,&amp;nbsp; mentre del suo, dovuto alla
morte, abbia continuato a interrogarmi fino quasi a perderne le ragioni
smarrendo così anche la radice del nostro rapporto. Ora, vedere che di quello
stesso genere di esclusione c’è ancora chi soffre mi convince che aver
condiviso un desiderio frustrato basta a concedere il diritto di parlare, e che
la condivisione della sconfitta può unire coloro che, come noi e come molti
della nostra generazione, sono i reduci da nessuna guerra.&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 200%;"&gt;
&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12.0pt; line-height: 200%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 200%;"&gt;
&lt;i&gt;Barbara Greggio&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-5045510833364334386?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/5045510833364334386/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/09/26-anni-senza-giancarlo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/5045510833364334386'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/5045510833364334386'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/09/26-anni-senza-giancarlo.html' title='26 anni senza Giancarlo'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-skWnz2RHPio/TnxSjQ3glvI/AAAAAAAAAXI/bNAdGC4waI4/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-80996540549749429</id><published>2011-09-01T01:54:00.000-07:00</published><updated>2011-09-01T01:54:14.400-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensione'/><title type='text'>"La vita accanto" di Maria Pia Veladiano</title><content type='html'>&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-2W_tubKa6uA/Tl9H8WUQw4I/AAAAAAAAAXE/GV3o31UxDP8/s1600/978880620598GRA.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-2W_tubKa6uA/Tl9H8WUQw4I/AAAAAAAAAXE/GV3o31UxDP8/s320/978880620598GRA.jpg" width="205" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="rtejustify" style="font-family: Helvetica, Arial, FreeSans, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 21px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 1em; text-align: justify;"&gt;
Rebecca è una bambina brutta, di una bruttezza che è difficile esprimere a parole. Non le manca nulla, sia chiaro, è solo che quello che ha ce l’ha al posto sbagliato, fuori asse, troppo grande o troppo piccolo. Naturale che la vita le si prospetti amara e solitaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così, almeno, vuole farci credere l’autrice, nel raccontare la quotidianità di questa bimbetta un po’ storta che si affaccia al mondo degli altri, con la speranza di non arrecare troppo disturbo. In realtà Rebecca, che poi tanto sola non è, compensa la terribile bruttezza del suo corpo con un talento fuori dal comune per la musica. Suona il piano fin da piccola, con l’audacia e la delicatezza di una grande artista. Ovvio, e un po’ scontato, che la bruttezza non abbia intaccato lo splendore delle sue mani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il riserbo che la protegge da sguardi indiscreti crea sconforto e rabbia nel lettore, viene quasi la tentazione di prendere per il bavero della giacca il padre della piccola, noto ginecologo della città, e scrollargli di dosso l’indolenza che lo caratterizza. Lo stesso dicasi per la madre, troppo fragile per accettare un destino tanto crudele da averla salvata dalla tara per poi tornare a infierire sulla sua creatura. Amore e silenzio si bilanciano, alternandosi e compensandosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La narrazione è centrata spesso su aspetti secondari, su lunghe e interminabili descrizioni degli oggetti, dei luoghi, dei paesaggi. Si sente la mano della scrittrice allungare le sensazioni, perdersi nel piacere di impreziosire il racconto, eccedere laddove una sola parola avrebbe colpito in pieno viso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia di Rebecca, come nelle migliori favole, racchiude in sé il male e il bene. La cattiveria della gente, coalizzata contro il mostro, e la bontà di una madre troppo fragile per parlare, di un maestro di musica buono e disponibile, di una maestra pronta a mettersi contro schiere di genitori infuriati pur di proteggerla. Rebecca, che il primo giorno di scuola incontra la sua amica del cuore – dalla quale non si separerà più, è il contrario di una bambina sola. In tanti le hanno voluto bene, aiutandola a crescere, sviluppando in lei un barlume di autostima e sicurezza. Nella vita è una che ce la fa, che ottiene risultati, che può ritenersi appagata. Nonostante la bruttezza.&lt;/div&gt;
&lt;div class="rtejustify" style="font-family: Helvetica, Arial, FreeSans, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 21px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 1em; text-align: justify;"&gt;
Finalista al Premio Strega 2011, questo libro della Veladiano ha un gusto retrò, il sapore di una storia lontana, raccontata da una nonna arzilla e romantica. Lascia però un senso di sospensione e amarezza. Troppe divagazioni e troppi dettagli appesantiscono quella che poteva essere una storia di speranza e riscatto. Un finale a tarallucci e vino che forse si poteva evitare.&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-80996540549749429?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/80996540549749429/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/09/la-vita-accanto-di-maria-pia-veladiano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/80996540549749429'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/80996540549749429'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/09/la-vita-accanto-di-maria-pia-veladiano.html' title='&quot;La vita accanto&quot; di Maria Pia Veladiano'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-2W_tubKa6uA/Tl9H8WUQw4I/AAAAAAAAAXE/GV3o31UxDP8/s72-c/978880620598GRA.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-3642012680075168846</id><published>2011-08-26T07:41:00.000-07:00</published><updated>2011-08-26T23:11:53.652-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ritratti'/><title type='text'>Ombra</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-DIkcsgTHh64/Tlex5bmfTkI/AAAAAAAAAXA/HK9HX2k8WDY/s1600/Profilo+di+spalle+1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="178" src="http://4.bp.blogspot.com/-DIkcsgTHh64/Tlex5bmfTkI/AAAAAAAAAXA/HK9HX2k8WDY/s400/Profilo+di+spalle+1.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-3642012680075168846?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/3642012680075168846/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/08/ombre.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/3642012680075168846'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/3642012680075168846'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/08/ombre.html' title='Ombra'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-DIkcsgTHh64/Tlex5bmfTkI/AAAAAAAAAXA/HK9HX2k8WDY/s72-c/Profilo+di+spalle+1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-900861314214313862</id><published>2011-06-24T03:42:00.000-07:00</published><updated>2011-06-24T06:09:53.496-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Articolo'/><title type='text'>L'amore puro</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-QtlnPzAlwfo/TgRj0Q_v5tI/AAAAAAAAAWw/2AkaXURU-48/s1600/e0b1172907a20cef5868b0e74d25dcd9.jpeg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-QtlnPzAlwfo/TgRj0Q_v5tI/AAAAAAAAAWw/2AkaXURU-48/s320/e0b1172907a20cef5868b0e74d25dcd9.jpeg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;«Quello omosessuale è l'amore più puro, al contrario di quello eterosessuale, strumentale alla riproduzione»&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;ad affermarlo è Umberto Veronesi, medico oncologo che si è imposto come luminare nella lotta al carcinoma mammario. La dichiarazione, diretta ed educata, come è nel suo stile, segue le polemiche di questi giorni, frutto delle posizioni dei sindaci di Sulmona ("l'omosessualità è un'aberrazione sessuale") e di Bologna (il primo cittadino è impegnato in una battaglia per la salvaguardia dei diritti delle coppie sposate). Non c'è via di mezzo, come sempre nelle polemiche, c'è chi si schiera da una parte, chi dall'altra. Il centro dell'arena è uno spazio vuoto, troppo difficile da riempire.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Secondo Umberto Veronesi l'&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;amore omosessuale è libero dall'istinto della procreazione, da quella necessità di assicurarsi una pro&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;genie che spinge le coppie eterosessuali a cercarsi e unirsi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;La purezza risiederebbe così nella volontà di scegliersi, spalleggiarsi, comprendersi, affezionarsi, senza l'esigenza di riprodursi. Comprensibile come posizione. Ma riduttiva. &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;L'amore è un sentimento che pulsa sotto pelle, sul quale è impossibile avere il controllo. Siamo attratti da un essere che ci completa, ci sentiamo dilaniati se si oppone a noi, beati se ci asseconda. La via del pensiero comune, della condivisione di un'ideale, dell'abbraccio di una causa ci muove in direzione di una persona in grado di provare le stesse sensazioni che proviamo noi. Non è necessario pianificare un figlio per amare.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;L'omosessuale è una creatura pura perché priva di contaminazioni, liberata dalla necessità di seguire un percorso obbligato. Un essere consapevole e caparbio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;E l'eterosessuale? Non stiamo forse parlando di uomini e donne che intraprendono un cammino comune?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Scegliere di condividere il letto, le giornate, il futuro, con una persona dello stesso sesso non è una cosa migliore. Nè peggiore. Sono facce della stessa medaglia, girate al contrario a seconda della formazione emotiva e culturale.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Una persona eterosessuale ha le stesse difficoltà di una omosessuale. Corteggiare un uomo, o una donna, fa battere il cuore, la paura del rifiuto paralizza, la consapevolezza di non essere amati ferisce. In entrambi i casi.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Non è vero che, oggi, un omosessuale ha meno possibilità di essere compreso. Ci sono associazioni che lo tutelano, movimenti che riempiono le piazze e scuotono le coscienze, sguardi indifferenti che non giudicano, ma accettano.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Scegliere di amare è un pericolo quotidiano. Ci vogliono impegno, dedizione, fiducia, comprensione, costanza. Non basta mettersi una fede al dito per essere felici tutta la vita.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Le coppie omosessuali protestano, gridano i loro diritti, lottano felici delle conquiste che fanno.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Le coppie sposate decidono di consacrare davanti a Dio, o allo Stato, la loro unione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Le coppie di fatto (eterosessuali) rinunciano ai privilegi e alle garanzie del contratto matrimoniale e scelgono ogni giorno di amarsi, senza nessun vincolo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;La purezza dell'amore non risiede nella mancanza di un fine biologico, quale può essere la procreazione, ma nell'impegno che tutti i giorni mettiamo nel migliorare noi stessi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Si può decidere di avere un figlio perché l'orologio biologico batte veloce, perché va di moda, perché con dei figli si pensa che la coppia sia assicurata, &amp;nbsp;o semplicemente per sentirsi meno soli. Puoi farlo con la persona che ami, o con quella a cui vuoi bene.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Ma dire che scegliere di diventari genitori non comporta purezza è ingiusto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px; line-height: 21px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Puoi essere affezionato alla madre dei tuoi figli e amare un'altra persona, senza che una cosa rovini l'altra. Puoi vivere anni nell'ombra di un amore e poi sbatterlo in faccia al mondo, senza sentirti in colpa. L'amore non si programma, si accetta.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Il cuore è grande, c'è spazio per tanti sentimenti, diversi e irrinunciabili. La testa impara a tenerli divisi, a gestirli, senza creare dolore.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Bisogna imparare a non giudicare, a non avere un'etichetta pronta per ogni occasione. L'onestà che scorre nelle pieghe degli occhi di due persone che scelgono di amarsi fa la differenza. Il rispetto per la famiglia che si crea, per la persona che si ama, anche se poi non ci fai un figlio, è la cosa che conta maggiormente.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Il resto sono solo chiacchiere.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px; line-height: 21px;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Barbara Greggio&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-900861314214313862?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/900861314214313862/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/06/lamore-puro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/900861314214313862'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/900861314214313862'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/06/lamore-puro.html' title='L&apos;amore puro'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-QtlnPzAlwfo/TgRj0Q_v5tI/AAAAAAAAAWw/2AkaXURU-48/s72-c/e0b1172907a20cef5868b0e74d25dcd9.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-3932976359216905725</id><published>2011-06-09T23:45:00.000-07:00</published><updated>2011-06-10T00:58:59.523-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ritratti'/><title type='text'>E fuori piove</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-dWkJK4UY_OA/TfG9WIGb85I/AAAAAAAAAWs/jiCxg_6SYqA/s1600/bg6.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="295" src="http://2.bp.blogspot.com/-dWkJK4UY_OA/TfG9WIGb85I/AAAAAAAAAWs/jiCxg_6SYqA/s320/bg6.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-3932976359216905725?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/3932976359216905725/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/06/e-fuori-piove.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/3932976359216905725'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/3932976359216905725'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/06/e-fuori-piove.html' title='E fuori piove'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-dWkJK4UY_OA/TfG9WIGb85I/AAAAAAAAAWs/jiCxg_6SYqA/s72-c/bg6.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-4719005717907210940</id><published>2011-05-31T04:02:00.000-07:00</published><updated>2011-06-01T03:31:42.653-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Intervista'/><title type='text'>"Memorie di un venditore di libri"   Intervista ad Antonio Franchini</title><content type='html'>&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Tq7CXfsBI0U/TeTHkMtJ_BI/AAAAAAAAAWo/5stpMedkpTM/s1600/Memorie+di+un+venditore+di+libri.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/-Tq7CXfsBI0U/TeTHkMtJ_BI/AAAAAAAAAWo/5stpMedkpTM/s1600/Memorie+di+un+venditore+di+libri.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
Questa intervista è stata realizzata per &lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: orange;"&gt;SulRomanzo&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: orange;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;“’&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; line-height: 21px;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;e libri nun se vendono. Ma nun è che nun se vendono mo’. ’E libri nun se so’ venduti maie!”&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div class="rtejustify" style="font-size: 12px; line-height: 21px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 1em; text-align: justify;"&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Il venditore di libri è una figura sconosciuta al lettore, un operatore del settore editoriale che lavora nell’ombra. Il suo compito è simile a quello di un qualunque altro commerciante, se non fosse che il prodotto che vende è il libro, un oggetto che ha in sé il potere di incutere timore e creare fascinazione. Don Procolo, il protagonista di questo racconto di Antonio Franchini, è un venditore del Sud, disincantato, ammaliatore, talvolta cinico. Il suo intuito è infallibile, gli bastano pochi indizi per predire il successo o il fallimento di un'opera letteraria, con la conseguente fortuna o miseria del suo autore. Viaggiare nei ricordi di Don Procolo è un po’ come scendere lungo l’Italia, perdersi tra i paesi sulla costa, scoprire che c’è vita anche quando l’estate finisce, e che, proprio nei mesi vuoti di turisti, il venditore tesse la sua trama. I libri da vendere spesso li sceglie lui direttamente, perché i proprietari delle mercerie, degli empori e delle edicole che li metteranno in bella mostra non capiscono nulla di letteratura e non hanno alcuna dimestichezza con le parole scritte. Sullo sfondo ci sono due viaggi, a Vienna e Madrid, in compagnia di venditori e autori, tra cui il poeta Cattabiani. A lui Franchini affida la riflessione sul mondo della scrittura, sulle pulsioni che spingono una persona a scrivere, sul desiderio sempre più pressante di pubblicare, vendere, essere famosi. Davvero si scrive solo per avere successo? Cosa è cambiato nel corso del tempo, quali emozioni lottano nel cuore di uno scrittore?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="rtejustify" style="font-size: 12px; line-height: 21px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 1em; text-align: justify;"&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Franchini non si lancia in giudizi perentori ma, come è nel suo stile, conduce il lettore a una riflessione profonda e struggente. La satira nasconde una dura verità che si lascia svelare con lentezza, come un’onda che arriva lunga a bagnare la spiaggia. Don Procolo è pretesto ed esempio, così come i suoi compagni di avventura. La lingua del Sud è vibrante e diretta, le descrizioni raggiungono i dettagli minori, che concorrono a rendere completo il racconto. Come spesso accade nella narrazione di Franchini, due poli si attraggono e si respingono. Da un lato le lunghe descrizioni dei luoghi, che sono pennellate calde e precise, dall’altro i pensieri dei protagonisti, in questo caso essenziali e taglienti. “Memorie di un venditore di libri” è stato scritto nel 2000 per la raccolta “Disertori” ed. Einaudi, e, leggendolo oggi, ci si meraviglia della sua straordinaria attualità, nonostante il mercato del libro abbia subito profondi cambiamenti in questi undici anni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="rtejustify" style="font-size: 12px; line-height: 21px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 1em; text-align: justify;"&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: orange;"&gt;Don Procolo Falanga è un venditore di libri diretto, onesto, pragmatico e irriverente. Non ostenta mai la sua cultura, che pure è vasta. A tuo avviso la sua dote migliore, come venditore, è la capacità che lui ha di esplorare la mente dei suoi clienti?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-CIhtm4U2m-M/TeTGNRgzZgI/AAAAAAAAAWg/TxU-UP9wcZE/s1600/antonio-franchini.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-CIhtm4U2m-M/TeTGNRgzZgI/AAAAAAAAAWg/TxU-UP9wcZE/s320/antonio-franchini.jpg" width="244" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="rtejustify" style="font-size: 12px; line-height: 21px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 1em; text-align: justify;"&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;La principale caratteristica di un buon venditore è sapersi rapportare al suo interlocutore. Se vuoi vendere un prodotto è fondamentale essere in grado di avere un rapporto umano con chi ti sta davanti. Ad esempio, se io insegno qualcosa a una persona, si presupporrebbe che io abbia un buon rapporto con questa persona, ma non è detto. Se invece devo venderle un prodotto avere un buon rapporto è indispensabile. Tra le varie categorie professionali direi che il venditore di libri è quello che comprende meglio il cliente. Ciò che maggiormente lo differenzia da qualsiasi altro commerciante è che lui incute soggezione, ciò che vende – il libro – è circondato da un’aura sacrale che lui ovviamente sfrutta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="rtejustify" style="font-size: 12px; line-height: 21px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 1em; text-align: justify;"&gt;
&lt;strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: orange;"&gt;Don Procolo è considerato, nella parte finale, un eroe indegno. Quali sono i vantaggi di non essere un eroe classico?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="rtejustify" style="font-size: 12px; line-height: 21px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 1em; text-align: justify;"&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Don Procolo è un eroe indegno semplicemente perché l’eroe classico non esiste più e probabilmente gli eroi classici non sono mai davvero esistiti, se non nei poemi omerici. Da allora in poi sono tutti eroi non classici.&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman';"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: orange;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="rtejustify" style="font-size: 12px; line-height: 21px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 1em; text-align: justify;"&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman';"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: orange;"&gt;Il venditore di libri è una figura professionale poco nota. Leggendo il tuo racconto ho pensato che non ho ricordi di un simile commerciante al Nord. È un caso o il grosso del lavoro si svolge al Sud?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="rtejustify" style="font-size: 12px; line-height: 21px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 1em; text-align: justify;"&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;I venditori di libri operano in tutta Italia e dappertutto si trovano negozi "stagionali", al Sud come lungo le coste centrali del Tirreno o lungo tutto l'Adriatico. C’è da dire che oggi mercerie, edicole ed empori vanno scemando, sostituiti dalla grande distribuzione. Il mercato in questo senso è profondamente cambiato, le librerie a catena e la minor diffusione di piccole librerie indipendenti fanno sì che non ci sia più la necessità di avere punti di appoggio anche in altri esercizi. Il venditore di libri è comunque una figura professionale poco conosciuta, anche il lettore evoluto non contempla il fatto che il libro sia venduto come qualsiasi altra merce.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="rtejustify" style="font-size: 12px; line-height: 21px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 1em; text-align: justify;"&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: orange;"&gt;Il giro di vendite con Ferdinando, il vero Don Procolo, è riuscito a mitigare il ricordo negativo della costiera amalfitana che ti portavi dietro dalla giovinezza?&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="rtejustify" style="font-size: 12px; line-height: 21px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 1em; text-align: justify;"&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;Direi che in quel viaggio ho visto un’altra costiera amalfitana, diversa dal luogo di villeggiatura e vita mondana che solitamente si conosce. Vedere che c’erano delle sacche di vita vera, degli angoli scuri, è stata una cosa sorprendente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;Barbara Greggio&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-4719005717907210940?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/4719005717907210940/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/05/memorie-di-un-venditore-di-libri.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/4719005717907210940'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/4719005717907210940'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/05/memorie-di-un-venditore-di-libri.html' title='&quot;Memorie di un venditore di libri&quot;   Intervista ad Antonio Franchini'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-Tq7CXfsBI0U/TeTHkMtJ_BI/AAAAAAAAAWo/5stpMedkpTM/s72-c/Memorie+di+un+venditore+di+libri.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-2803016748093997704</id><published>2011-04-29T02:23:00.000-07:00</published><updated>2011-04-29T02:23:56.832-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensione'/><title type='text'>"Il mondo è rappresentazione" di Ferruccio Parazzoli</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-3pH1kHHS-7k/TbqDJa2tztI/AAAAAAAAAWc/h4osAzAXSD8/s1600/thumb_parazzolimondo.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-3pH1kHHS-7k/TbqDJa2tztI/AAAAAAAAAWc/h4osAzAXSD8/s1600/thumb_parazzolimondo.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
Questa recensione è stata scritta per &lt;i&gt;&lt;b&gt;Sulromanzo&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;«Sì, il teatro è crudele, la rappresentazione del mondo o supera in crudeltà la crudeltà stessa della realtà o è soltanto mediocrità di chiacchiere e fallimento di azione.»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Non esiste uno spazio temporale definito, a Euroland i giorni si ammassano veloci, scivolando pesanti uno sull’altro. L’Europa ha perso colore, la guerriglia impera ovunque, le città e i paesi cadono vittime di bande partigiane che non si sa bene da quale parte stiano. Il potere temporale è una cupola d’aria sotto cui solo i cristiani possono respirare, il resto è eresia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Brendano è monaco a Morimondo, vive di questua e salmi, e non conosce pace. Là fuori, si ripete, c’è la Festa. Non c’è scelta, bisogna andare, conoscere, sperimentare, cercare. In una parola: vivere. Wulferio sarà la festa suprema, vertigine dei sensi e incantamento dell’anima. Leviatano la loro casa. Per le strade si respira odore di morte, la polvere sale densa dalle macerie, la fame uccide chi scampa ai mitragliatori. Si combatte senza tregua, una guerra di nessuno, che di santo ha ben poco. Si riaccendono vecchie supertizioni, i boschi tornano a partotire streghe da bruciare sul rogo, le rappresentazioni sacre attirano il pubblico. Wulferio è teatrante, il più popolare e perseguitato di tutta Euroland. Aldagerio, abate di Conques, mette Brendano sulle sue tracce, incaricandolo di seguirlo, spiarlo e poi infine tradirlo. È sua la testa che la Chiesa reclama con ira.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;«Wulferio aveva scoperto l’allegria della spietatezza, la fede a oltranza che mette Dio con le spalle al muro, proprio quando Dio spera che ci si dimentichi di lui… In quel momento decisi che non lo avrei mai tradito.»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;La missione di Brendano ha inizio in un parcheggio, dove una distesa di camion attende l’arrivo del dio carburante, dispensatore di vita. Leviathan, un vecchio camion telonato, è la dimora di Wulferio e della sua compagnia di teatranti. L’Imperatore, Tempestaria, Artaldo e Brendano si mettono in viaggio per Gandersheim, alla ricerca di un incontro con Horoswita, badessa del convento, autrice dei testi che Wulferio tanto desidera rappresentare. Perché quello che conta non è la parola, ma la sua rappresentazione, tanto più vera quanto più cruenta.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Brendando ci racconta, in questo suo diario che è fedele racconto dei fatti, di rappresentazioni tanto veritiere da valicare il confine della realtà stessa, corpi nudi offerti agli occhi avidi e lussuriosi di un pubblico spesso grezzo, incattivito dalla guerra. Il sangue che scende sulla schiena morbida di Sacuntala non è finzione, la verginità di Maria si rinnova dopo ogni stupro. Tempestaria chiama la pioggia dal fondo di un catino pieno d’acqua, invoca la neve per purificare il corpo dell’amato Wulferio, riportandolo alla purezza, prima che un’altra rappresentazione vada in scena. C’è violenza nelle pagine raccolte da Brendano, nei suoi appunti precisi, nel suo osservare Wulferio dall’angolo di una stanza di cui lui non raggiunge mai il centro. Conosce il latino Brendano, e questo gli garantisce la vicinanza con il grande teatrante. C’è il martirio, in ogni sua forma, narrato, dipinto, scolpito, scritto, rappresentato e, infine, compiuto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;«Dio è la nostaglia che abbiamo di lui, è questa necessità di distruggerlo per poterlo ritrovare… Tutto il divenire è dolore… L’enigma ci viene continuamente riproposto… Negare l’enigma è negare la vita… tutto è dolore e tutto è un aspetto dell’enigma. Tutto è impregnato della stessa nostalgia…»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;La vita umana è solo una rappresentazione, messa in scena per compiacere un unico spettatore supremo: Dio. È per questo che Wulferio lo rende sempre partecipe delle sue rappresentazioni, collocandolo nel punto più alto della scenografia, vigile e attento a cogliere quello che si compie sotto ai suoi occhi. Fino all’ultima, la sola a cui Dio non assiste.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Il mondo è rappresentazione è la prova di un grande scrittore, Ferruccio Parazzoli, che ha messo in scena per noi, i suoi lettori, il viaggio impervio dell’animo umano, dilaniato tra fede e scetticismo. Non è possibile, terminata la lettura, ignorare il tarlo che si insinua nella mente, che cresce pagina dopo pagina fino a non poterlo più mettere a tacere. E se l’uomo fosse davvero l’attore di una rappresentazione divina, inconsapevole protagonista di un disegno supremo e irraggiungibile?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;Barbara Greggio&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-2803016748093997704?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/2803016748093997704/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/04/il-mondo-e-rappresentazione-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/2803016748093997704'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/2803016748093997704'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/04/il-mondo-e-rappresentazione-di.html' title='&quot;Il mondo è rappresentazione&quot; di Ferruccio Parazzoli'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-3pH1kHHS-7k/TbqDJa2tztI/AAAAAAAAAWc/h4osAzAXSD8/s72-c/thumb_parazzolimondo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-9131441065432299048</id><published>2011-04-03T10:47:00.000-07:00</published><updated>2011-04-04T00:08:45.849-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Articolo'/><title type='text'>La macchina dell'ipocrisia</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-cdKE0UQUcZE/TZidUpIhe7I/AAAAAAAAAWU/dZk3YQSAM70/s1600/images.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-cdKE0UQUcZE/TZidUpIhe7I/AAAAAAAAAWU/dZk3YQSAM70/s1600/images.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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Il limite della decenza è un vecchio cliché, superato. Il senso del pudore, un tempo comune, ora è soggettiva rappresentazione della realtà. Quasi un anno fa una trasmissione televisiva del pomeriggio arruolava pubblico per piangere in diretta Pietro Taricone, quando ancora non era morto. I mesi successivi sono stati segnati dalla scomparsa di Sarah Scazzi, quindicenne di Avetrana, ritrovata morta nel fondo bagnato di una cisterna in aperta campagna, uccisa da mani famigliari. Poi è stata la volta di Yara Gambirasio, dei suoi 13 anni sezionati in mille commenti, ricomposti a fatica nel dolore silenzioso della famiglia.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
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Abbiamo letto i diari di Sarah, ascoltato la voce incerta dello zio reo confesso, che ha ritrattato, ri-confessato e ri-ritrattato come se la sua parte fosse stata scritta da uno sceneggiatore alle prime armi che taglia e allunga, diluisce e concentra a seconda della curva dell'audience della puntata pilota.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;
Morta Sarah è scomparsa Yara, e la televisione ha tirato un sospiro di sollievo, il pubblico affezionato a criminologi e periti di parte aveva un altro boccone succulento da masticare, piano, ora dopo ora, trasmissione dopo trasmissione.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
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Avetrana e Brembate sono state lo scenario perfetto per la macchina dell'ipocrisia. La prima sul mare, nel tacco profondo e sottile di un'Italia sempre più alla deriva, l'altra nel cuore del nord operaio, produttivo, sicuro e pulito. Agli antipodi e perciò complementari. Perché il male sta dappertutto, e la giustizia trionfa sempre. No, non sempre. Di Sarah si sa che è morta strangolata, ma su chi le abbia messo il cappio al collo non si ha ancora certezza. Yara è un mistero opaco e sbiadito, una crepa nel sistema delle indagini, una falla nel meccanismo della protezione civile.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;
Chissenefrega delle loro vite sospese, del futuro che non vivranno, del freddo che le ha inghiottite! Bisogna guardarle negli occhi, entrare nella staticità delle loro foto, rubate chissà dove, offerte chissà da chi, a quale prezzo. Guardiamole, allora, queste due ragazze. Cerchiamo punti in comune, l'assonanza dei loro nomi, la tragicità della loro fine, il dolore composto e tanto diverso delle loro famiglie. Scandagliamo le loro infanzie, alla ricerca di qualcosa che non troveremo.&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;
In fondo c'è il diritto di cronaca, no? No! Non c'è diritto di cronaca nello spiare un sorriso privato, o il lucicchio di un cerchio che vola alto o il colore di un vestito a festa.&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;
Siamo obiettivi, smettiamola di dire che bisgona sapere, che ne abbiamo il diritto, che l'Italia tutta deve conoscere il volto degli assassini! La giustizia sola e le famiglie devastate dal dolore devono sapere, noi non abbiamo alcun diritto in queste storie, solo colpe e vergogna. La componente consolatoria del "è successo a loro e non a me" non giustifica l'accanimento morboso nel cercare dettagli che non ci riguardano. Cosa apportano alla notizia le immagini trasmesse in questi giorni, spezzoni amatoriali che ritraggono Yara impegnata in gare di ginnastica artistica, circondata da compagne altrettanto minorenni e altrettanto indifese? Nulla.&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;
Non mi riferisco, sia chiaro, solo a Bruno Vespa, che per primo ha diffuso i video, ma a tutti quei siti internet che li hanno pubblicati lavandosi la coscienza con un semplice "Bruno Vespa è brutto e cattivo, guardate qui cosa manda in onda!"&amp;nbsp;&amp;nbsp;Leggendo un articolo su un blog indipendente, esattamente come questo, mi sono imbattuta nella seguente affermazione "&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; line-height: 22px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #f3f3f3;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: black;"&gt;Il video in questione che potete&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; line-height: 22px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #f3f3f3;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: black;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; line-height: 22px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #f3f3f3;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: black;"&gt;guardare qui&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; line-height: 22px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #f3f3f3;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: black;"&gt;, ritrae la piccola mentre svolge alcuni esercizi di ginnastica all’interno della palestra di Brembate di Sopra. Noi abbiamo deciso di non pubblicare il video, ma di rimandarvi al link che abbiamo postato più in alto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; line-height: 22px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #f3f3f3;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: black;"&gt;"&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Il problema di fondo è l'ipocrisia con cui si mescolano le parti in gioco, facendo sembrare lecito e morale ciò che lecito e morale non è, come se addossando tutta la colpa ad un altro, la propria, di colpa, si azzerasse. Al di là dell'aspetto puramente legale, cui faranno fronte i diretti interessati, bisogna considerare anche la scelta irrispettosa di alcuni siti o blog in cui, accanto alla notizia di Yara, o Sarah, o tante altre vittime meno &amp;nbsp;popolari e sfruttabili, si affianca, in alcuni casi addirittura si associa, il link ad uno sponsor, spesso inopportuno, &amp;nbsp;a volte con donne discinte che pubblicizzano chat erotiche e quant'altro. Certo, a scrivere senza banner non si guadagna un euro, ma il rispetto del prossimo non ha un prezzo, mai.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;
&lt;i&gt;Barbara Greggio&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-9131441065432299048?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/9131441065432299048/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/04/la-macchina-dellipocrisia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/9131441065432299048'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/9131441065432299048'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/04/la-macchina-dellipocrisia.html' title='La macchina dell&apos;ipocrisia'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-cdKE0UQUcZE/TZidUpIhe7I/AAAAAAAAAWU/dZk3YQSAM70/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-2058369135891341370</id><published>2011-04-03T03:36:00.000-07:00</published><updated>2011-04-03T03:40:45.149-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fotografia'/><title type='text'>Ombre</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-LWR9rwD9y6A/TZhNanTSW2I/AAAAAAAAAWQ/V3HvDGgCCUI/s1600/Ombre.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="300" src="http://4.bp.blogspot.com/-LWR9rwD9y6A/TZhNanTSW2I/AAAAAAAAAWQ/V3HvDGgCCUI/s400/Ombre.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-2058369135891341370?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/2058369135891341370/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/04/ombre.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/2058369135891341370'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/2058369135891341370'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/04/ombre.html' title='Ombre'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-LWR9rwD9y6A/TZhNanTSW2I/AAAAAAAAAWQ/V3HvDGgCCUI/s72-c/Ombre.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-6482594859706978554</id><published>2011-03-25T12:04:00.000-07:00</published><updated>2011-03-25T12:24:22.128-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Articolo'/><title type='text'>Non solo il corpo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-1Lt1tXk942A/TYzr2uinM7I/AAAAAAAAAV4/b3_o7XzCAgk/s1600/venere%252Bdi%252BBotticelli.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 257px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-1Lt1tXk942A/TYzr2uinM7I/AAAAAAAAAV4/b3_o7XzCAgk/s400/venere%252Bdi%252BBotticelli.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5588100563098612658" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;div&gt;&lt;div&gt;La donna è il suo corpo. E basta.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lo usa come un portafoglio, ad ogni moneta corrisponde una mossa, ad ogni banconota un indumento che vola via. I letti dei potenti come i divani dei produttori, tutto è ambiguo, lascivo, sporco. La donna è meretrice, amante, protetta, raccomandata. Il corpo arriva dove la mente si ferma.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non c'è trasmissione televisiva che non mostri cosce scoperte e seni rigonfi. Le rughe scompaiono sotto i colpi irregolari di troppi bisturi, i muscoli s'irrigidiscono in espressioni plastiche. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;I documentari si moltiplicano, crescono le proteste, aumentano i dibattiti. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il corpo delle donne è carne da macello, mortificazione, sottomissione all'uomo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Davvero è tutto qui?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'Italia non è una Repubblica fondata sulle vallette. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le donne che sognano di lavorare in televisione non sono la maggioranza. Quelle che passano le proprie giornate a spogliarsi non sono la regola.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La vita reale è altro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La sovraesposizione mediatica dell'argomento sta rischiando di banalizzarlo. La correttezza della posizione di Lorella Zanardo scivola nell'informità nebulosa della risposta di Striscia la Notizia. Bisogna parlarne troppo, fino a non poterne parlare più. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il telespettatore è anestetizzato, tutto è normale, non esiste limite all'indecenza.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il lettore posa gli occhi su natiche nude con la stessa partecipazione con cui controlla i bollini della spesa.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non esiste umiliazione nella libera scelta. Ragazze giovani e avvenenti che ballano mezze nude su banconi o tra la gente non hanno diritto alla nostra pietà.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La pietà è un sentimento che va riservato alle madri che piangono i figli morti in battaglia, alle donne che lottano contro il cancro, a quelle che non rimangono incinta o a quelle che fanno due lavori al giorno per mantenere la famiglia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ridurre la donna al solo corpo è pretestuoso.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Credere che il telespettatore e il lettore siano degli incapaci è offensivo nei loro confronti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Bisogna uscire dal vortice incorporeo del mondo dello spettacolo e guardarsi attorno.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le donne insegnano, difendono, dirigono, curano, gestiscono, decidono, corrono, si allenano.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lo fanno con la testa, con il cuore e con il corpo. Tutti i giorni, in tutte le città.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Barbara Greggio&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-6482594859706978554?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/6482594859706978554/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/03/non-solo-il-corpo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/6482594859706978554'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/6482594859706978554'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/03/non-solo-il-corpo.html' title='Non solo il corpo'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-1Lt1tXk942A/TYzr2uinM7I/AAAAAAAAAV4/b3_o7XzCAgk/s72-c/venere%252Bdi%252BBotticelli.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-5468023402003345068</id><published>2011-02-28T08:12:00.000-08:00</published><updated>2011-02-28T08:23:25.768-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Intervista'/><title type='text'>L'energia del vuoto. Intervista a Bruno Arpaia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-7l774YWTsNA/TWvKGdz_JUI/AAAAAAAAAVs/Vy7OvBk3_UA/s1600/brunoarpaialenergiadelvuoto.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-7l774YWTsNA/TWvKGdz_JUI/AAAAAAAAAVs/Vy7OvBk3_UA/s400/brunoarpaialenergiadelvuoto.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5578774775859193154" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Questa intevista è stata realizzata per Sulromanzo.it&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 13px; "&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 13px; "&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;...una particella può entrare in palcoscenico, però, facendolo, lo incurva e lo modifica, così il palcoscenico diventa a sua volta un attore, cambiando le caratteristiche della particella...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;  &lt;p class="rtejustify" style="margin-top:12.0pt;margin-right:0cm;margin-bottom: 12.0pt;margin-left:0cm;text-align:justify;line-height:9.8pt"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Addentrarsi tra le pagine del nuovo romanzo di Bruno Arpaia è come inerpicarsi su una roccia a strapiombo sul mare, sospinti verso il nulla da raffiche di vento scostanti e improvvise. Si fa giusto in tempo ad abituarsi alla narrazione letteraria che, d’un tratto, ci s’imbatte in formule, numeri, definizioni. La fisica si fa acqua che impregna le parole e s’insinua sotto la pelle del lettore. I cambi di scena repentini, così come lo spostamento irregolare sulla linea del tempo, accelerano il racconto. I ruoli sociali s’invertono con un padre attento e presente nella vita del figlio e una madre fagocitata dai sotterranei del CERN. Il lavoro di Emilia apre una falla nel rapporto coniugale, generando in Pietro il tormento della solitudine. Le metafore che Arpaia distribuisce con sapiente alternanza lungo la narrazione coinvolgono il lettore, conducendolo al cuore del racconto: la fisica. Chi non è avvezzo alla scienza, a neutrini, quark, stringhe e gravità potrebbe temere di perdersi per strada, di non comprendere, di annoiarsi. Non è così. Le spiegazioni scientifiche sono affidate alle parole semplici e dirette di Emilia e dei suoi collaboratori, intenti a spiegare la loro misteriosa professione a una giornalista spagnola. Leggere queste pagine è come assistere a una lezione privata, popolata da segni alla lavagna, slide sullo schermo, mani alzate a interrogare. Le risposte arrivano senza presunzione, poche sono le certezze, molti i dubbi. E poi ancora l’intrigo, una fuga – apparentemente senza motivo –, un susseguirsi di strade provinciali, campagne, piccole città, telefono spento e occhi guardinghi. Pietro e suo figlio corrono contro il tempo, contro un mistero che non possono risolvere da soli, potendosi affidare solo all’istinto. Emilia si trasforma improvvisamente in un soldato coraggioso, senza troppa convinzione. Si affida a un destino che forse è già scritto, perché talvolta, presente, passato e futuro si sovrappongono.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="rtejustify" style="margin-top:12.0pt;margin-right:0cm;margin-bottom: 12.0pt;margin-left:0cm;text-align:justify;line-height:9.8pt"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Il vuoto, con la sua energia, è il fulcro di questo romanzo, perché anche nel vuoto c’è qualcosa da scoprire. Come nella vita, anche nella scienza esiste la vibrazione di un attimo. Quando le pagine si tingono di fumo, terrorismo, fondamentalisti e intrighi internazionali, il battito di un’intuizione cambia la vita dei protagonisti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="rtejustify" style="margin-top:12.0pt;margin-right:0cm;margin-bottom: 12.0pt;margin-left:0cm;text-align:justify;line-height:9.8pt"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;“L’energia del vuoto” (ed. Guanda) è uno di quei testi che i ragazzi dovrebbero studiare a scuola per imparare che la vita, la scienza, la letteratura, i sentimenti altro non sono che facce diverse dello stesso solido&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="rtejustify" style="margin-top:12.0pt;margin-right:0cm;margin-bottom: 12.0pt;margin-left:0cm;text-align:justify;line-height:9.8pt"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;La fisica è spesso ritenuta un argomento di nicchia, per conoscitori esperti. Leggendo il tuo romanzo, invece, ci s’imbatte in un mondo ricco di fascino e trasparenza. Sembra quasi che la curiosità scientifica sia insita in tutti noi in forma latente. Cosa conduce all’esplosione di questo sentimento?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="rtejustify" style="margin-top:12.0pt;margin-right:0cm;margin-bottom: 12.0pt;margin-left:0cm;text-align:justify;line-height:9.8pt"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Forse il fatto che la fisica contemporanea, al di là dei suoi tecnicismi, riservati agli esperti, è tornata a porsi le domande fondamentali, quelle che si ponevano già i presocratici e che assillano noi oggi: che cosa siamo, da dove veniamo, cosa sono davvero la materia, lo spazio, il tempo? Del resto, la fisica è solo un modo come un altro per esplorare i confini di noi stessi e del nostro mondo, per vivere l’avventura e la passione della conoscenza. Nel corso del XX secolo, infatti, la relatività e la quantistica hanno rivoluzionato il nostro universo e perfino il modo in cui pensiamo alla scienza stessa. Oggi la scienza, esattamente come l’arte, usa molta immaginazione, si occupa sia di verità sia di bellezza, è più incerta, indeterminata: più misteriosa. Insomma, come ha scritto John Banville, «a un certo livello, essenziale, l’arte e la scienza sono talmente vicine che è difficile distinguerle».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="rtejustify" style="margin-top:12.0pt;margin-right:0cm;margin-bottom: 12.0pt;margin-left:0cm;text-align:justify;line-height:9.8pt"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Nella narrazione dai maggiore importanza agli eventi e non al loro susseguirsi temporale. Cosa rappresenta, per te, il tempo?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="rtejustify" style="margin-top:12.0pt;margin-right:0cm;margin-bottom: 12.0pt;margin-left:0cm;text-align:justify;line-height:9.8pt"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Per me è un’ossessione, la vera molla che mi spinge a scrivere, e costituisce infatti il&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;fil rouge&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;di tutti i miei romanzi. Credo che chiunque racconti storie si occupi di una cosa evidente: che esiste il tempo e che la nostra vita è vissuta in quanto tempo. Raccontare storie, insomma, significa occuparsi del tempo, del fatto che dentro il tempo la nostra vita ha un termine. Perciò le teorie fisiche che, da Einstein in poi, mettono in discussione il «tempo assoluto» e oggettivo di cui parlava Newton o che mettono addirittura in dubbio l’esistenza stessa del tempo dovrebbero far parte del bagaglio di qualunque narratore. In questo libro ho cercato, con le armi della narrazione, di far esperire al lettore la possibilità di un tempo diverso dalla nostra comune percezione, di un tempo, per così dire, più fondamentale, di un «tempo proprio», come lo chiamava Einstein. Ognuno potrà leggere il romanzo montandolo secondo il proprio particolare tempo, per scoprire forse che quella linea ininterrotta che va dal passato al futuro, passando per il presente (che è il comune modo di noi occidentali di percepire il tempo), potrebbe essere soltanto un’illusione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="rtejustify" style="margin-top:12.0pt;margin-right:0cm;margin-bottom: 12.0pt;margin-left:0cm;text-align:justify;line-height:9.8pt"&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Sono dubbiosi, i fisici.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;È nel dubbio che nasce il desiderio di sperimentare?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="rtejustify" style="margin-top:12.0pt;margin-right:0cm;margin-bottom: 12.0pt;margin-left:0cm;text-align:justify;line-height:9.8pt"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Certo. Soloi fondamentalisti, religiosi o meno, credono di possedere già tutte le risposte: ulteriori domande sgretolerebbero il loro sistema chiuso, totalizzante, e conseguentemente il loro potere. Per questo ne hanno paura e tentano di imporre i propri dogmi a tutti i costi. Come faccio dire a uno dei miei personaggi: «Io penso che raccontare sia, come la scienza, fare domande complicate al mondo, che portano ad altre domande complicate e mai a risposte definitive e certe».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="rtejustify" style="margin-top:12.0pt;margin-right:0cm;margin-bottom: 12.0pt;margin-left:0cm;text-align:justify;line-height:9.8pt"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Il tuo stile è un elemento di originalità nel panorama letterario contemporaneo. Misceli terminologie scientifiche e raffinate metafore con eleganza e rapidità. Ti senti più attratto dalla narrazione o dalla conoscenza? &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="rtejustify" style="margin-top:12.0pt;margin-right:0cm;margin-bottom: 12.0pt;margin-left:0cm;text-align:justify;line-height:9.8pt"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Non credo che narrazione e conoscenza siano due concetti antitetici. Anzi. La narrazione è forse il più antico strumento di conoscenza dell’umanità: consente di elaborare e trasmettere passioni, emozioni, ragioni e soprattutto esperienza, la quale, come diceva già Walter Benjamin negli anni Trenta del Novecento, è proprio ciò di cui l’uomo moderno è stato privato. Il racconto, insomma, è una grande forma di conoscenza, serve a fare in modo che il vissuto non vada del tutto perso. In fondo, è un modo di opporsi alla morte. Se fossimo immortali, forse non racconteremmo storie. E intanto, nell’ordinare la vita nel caos di un racconto, impariamo a conoscerla meglio e a scoprire noi stessi e la realtà.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="rtejustify" style="margin-top:12.0pt;margin-right:0cm;margin-bottom: 12.0pt;margin-left:0cm;text-align:justify;line-height:9.8pt"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Barbara Greggio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-5468023402003345068?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/5468023402003345068/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/02/lenergia-del-vuoto-intervista-bruno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/5468023402003345068'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/5468023402003345068'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/02/lenergia-del-vuoto-intervista-bruno.html' title='L&apos;energia del vuoto. Intervista a Bruno Arpaia'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-7l774YWTsNA/TWvKGdz_JUI/AAAAAAAAAVs/Vy7OvBk3_UA/s72-c/brunoarpaialenergiadelvuoto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-4943664036729820097</id><published>2011-02-26T23:55:00.000-08:00</published><updated>2011-02-27T01:25:08.188-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Articolo'/><title type='text'>Un mondo malato</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-GoxcEWb6wJ0/TWoRedhO4EI/AAAAAAAAAVk/I-CjJir_t7Q/s1600/580.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 371px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-GoxcEWb6wJ0/TWoRedhO4EI/AAAAAAAAAVk/I-CjJir_t7Q/s400/580.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5578290303469543490" /&gt;&lt;/a&gt;
Yara è morta.&lt;div&gt;Nel freddo di un pomeriggio di Carnervale il suo corpo, fragile e sottile, è stato ritrovato per caso. Nascosto tra le sterpaglie e il fango di un campo ai margini del torrente Dordo. Riconoscibile a fatica.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Yara dormiva il suo sonno più doloroso a pochi chilometri da casa, sola. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le hanno strappato la vita, a 13 anni, spegnendo il suo sorriso sincero, cancellando i suoi sogni. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tutto si è fermato una sera di novembre, che la nebbia lambiva le case e disperdeva i rumori.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Camminava tranquilla, Yara, verso il calore della sua famiglia. Calpestava i suoi stessi passi, quelli compiuti un'infintà di volte in precedenza, lasciandosi alle spalle la palestra. Camminava verso un destino atroce e immeritato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Qualcuno l'ha vista quella sera, forse. Non si ha certezza dell'auto ammaccata, dei due tizi che litigavano, della presenza di Yara accanto a loro. Testimonianze innattendibili, dicevano gli inquirenti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un volto senza nome l' ha presa, quella sera di novembre, a un mese da Natale. L'ha trascinata negli abissi della violenza, dell'oltraggio, della negazione. L'ha spinta nel buio della paura senza pensare che lei, in fondo, era solo una bambina. L'ha violata come si viola un divieto, senza umanità.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non aveva colpe, Yara.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le luci artificiali degli inquirenti l'hanno cercata ovunque, i cani fiutavano la sua presenza nei pressi di un cantiere in costruzione, un uomo era stato arrestato - e subito rimesso in libertà perché estraneo ai fatti. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;I genitori avevano scelto la strada della fede. Fede in Dio e nella giustizia. Niente interviste, un solo appello colmo di speranza e dolore. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;I giornali avevano diffuso le foto della piccola Yara, fino a quando la sua scomparsa aveva smesso di fare notizia, e allora spazio ad altro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le televisioni avevano riempito i palinsesti con le piantine di Brembate, con il cantiere di Mapello, con l'ingresso della palestra. Inviati ad ogni angolo del paese, sparsi come pedine su una scacchiera. Chiedevano, scavando in un passato limpido e senza macchie, cercavano di capire l'incomprensibile. Senza troppi scrupoli, ovvio. Tutto faceva brodo. Sulla scia di Avetrana tentavano di mandare in onda il Brembate show. Fallirono. Niente dichiarazioni pubbliche, poche foto di Yara, sempre le stesse, sempre felice, lei. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;E invece no, non era più felice la piccola Yara. Dormiva senza pace, lei.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ora che il suo destino è stato svelato, freddo e impietoso, Yara tornerà a Brembate, dove la sua famiglia potrà piangerla senza tregua.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Yara, Sarah, Tommaso, Ciccio e Tore. Giovani vite strappate senza ritegno, per pochi soldi o per un gioco finito male. Per invidia, lussuria, ignoranza. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Bisogna riflettere su questi lutti, sull'efferatezza delle mani che li hanno compiuti, sul vuoto che lasciano in questo mondo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;C'è qualcosa di malsano, oggi. Un elemento putrido e irrazionale arma la psiche labile e perversa di troppe persone. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non si può uccidere per sesso, gelosia o denaro. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non possiamo più continuare a fingere che il male del nostro paese siano le escort, la politica corrotta e i calciatori che non cantano l'Inno. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;La melma della pervesione va pulita. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Bisogna curare le menti, lavare via il sudicio, fermare in tempo chi rischia di perdersi nel buio del delitto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Bisogna prevenire.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dobbiamo potreggere i nostri figli, garantendo loro un presente sicuro, consegnandoli a un futuro migliore.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Da qualche parte esiste la strada giusta, sta a noi tutti trovarla e percorrerla, smettendo di fermarsi al proprio ombelico e guardando oltre. Insieme.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Barbara Greggio.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-4943664036729820097?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/4943664036729820097/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/02/un-mondo-malato.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/4943664036729820097'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/4943664036729820097'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/02/un-mondo-malato.html' title='Un mondo malato'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-GoxcEWb6wJ0/TWoRedhO4EI/AAAAAAAAAVk/I-CjJir_t7Q/s72-c/580.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-6879988303571254782</id><published>2011-02-22T06:28:00.000-08:00</published><updated>2011-02-22T06:31:12.966-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pittura'/><title type='text'>Rinascita</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-zU4uSWPFrU8/TWPIf9G80JI/AAAAAAAAAVE/EM0cYJoiYA8/s1600/Q4.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 285px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-zU4uSWPFrU8/TWPIf9G80JI/AAAAAAAAAVE/EM0cYJoiYA8/s400/Q4.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5576521214920020114" /&gt;&lt;/a&gt;
Tempera su carta.&lt;div&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Barbara Greggio&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-6879988303571254782?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/6879988303571254782/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/02/rinascita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/6879988303571254782'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/6879988303571254782'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/02/rinascita.html' title='Rinascita'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-zU4uSWPFrU8/TWPIf9G80JI/AAAAAAAAAVE/EM0cYJoiYA8/s72-c/Q4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-6647932715409482314</id><published>2011-02-22T06:23:00.000-08:00</published><updated>2011-02-22T08:14:49.672-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pittura'/><title type='text'>La libertà sarà la mia condanna</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-9Oza16hCDI0/TWPg7wLLJwI/AAAAAAAAAVM/tJCLmpTdKVM/s1600/Q3.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 278px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-9Oza16hCDI0/TWPg7wLLJwI/AAAAAAAAAVM/tJCLmpTdKVM/s400/Q3.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5576548080763479810" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#0000EE;"&gt;&lt;u&gt;
&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#0000EE;"&gt;&lt;u&gt;
&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
Tempera su vetro.
&lt;div&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Barbara Greggio&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-6647932715409482314?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/6647932715409482314/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/02/la-liberta-sara-la-mia-condanna.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/6647932715409482314'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/6647932715409482314'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/02/la-liberta-sara-la-mia-condanna.html' title='La libertà sarà la mia condanna'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-9Oza16hCDI0/TWPg7wLLJwI/AAAAAAAAAVM/tJCLmpTdKVM/s72-c/Q3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-6160413413502683357</id><published>2011-02-20T08:22:00.000-08:00</published><updated>2011-02-22T08:26:11.677-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconto'/><title type='text'>La navata centrale</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-2mH5dWiqmvA/TWFTkQbUo3I/AAAAAAAAAUs/lBZjcASWnx0/s1600/B.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 262px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-2mH5dWiqmvA/TWFTkQbUo3I/AAAAAAAAAUs/lBZjcASWnx0/s400/B.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5575829696011346802" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;La città si spalancò davanti agli occhi senza avviso. Il calore verticale dell'asfalto mescolava i contorni dei palazzi, gettando riflessi diagonali sul fiume. Le mura medioevali circondavano l'abitato in un susseguirsi di merletti e piccole torri.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Mantova si offriva paziente agli sguardi distratti della gente. Molti la attraversavano come si attraversa la corsia di un supermercato, concentrati sul volantino della rassegna.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Parcheggiai poco dopo il ponte, girando a destra su per una strada sottile e senza curve. La luce inclinava la mia ombra sull'acciottolato, disegnando un ologramma fuggevole. La piantina della città si rivelò ben presto inutile, tutte le vie confluivano misteriosamente in un unico punto senza nome, né riferimento. Passai tre volte davanti allo stesso bar, intrecciando altrettante diagonali sulla piazza. Il calore saliva dalle caviglie lungo le braccia, colorandomi il volto di rabbia e frustrazione. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Arrivai alla chiesa che il sole già scendeva dietro i palazzi. Il selciato era stato destinato a piazzetta, i tavolini del bar occupavano parte dell'ingresso, con sfrontatezza e indolenza. La facciata, fresca di colore, nascondeva un interno dismesso e ai limiti della decadenza. Un'unica navata conduceva al vecchio altare, nessun paramento copriva le pareti. Ai piedi di quello che un tempo doveva essere stato il pulpito, si ammassavano polvere e calcinacci. Al posto delle panche stavano sedie di plastica blu, lisce nella seduta consunta. Ero sola all'interno. Chiusi gli occhi e immaginai lo splendore barocco dell'organo a canne, l'abito bianco di una sposa emozionata, il pianto sincero di un neonato alla fonte battesimale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Lui entrò poco dopo, seguito da un piccolo gruppo di colleghi e amici. Vestiva un abito nero, ai piedi un paio di scarpe da ginnastica. Sentivo la tensione mangiarmi i respiri, gli occhi fissi sul palco. Mi guardò, e subito girai la testa altrove, incapace di sostenere i suoi occhi scuri fissi su di me. Compresi solo poi che l'insistenza del suo sguardo celava il bisogno di dare un nome al mio volto. Parlava bene, lui, sorrideva ad ogni battuta della sua intervistatrice. Il tintinnio dei bracciali che portava al polso accompagnava il racconto dei suoi viaggi, come una timida musica. Difendeva la sua anima inquieta, spostando l'attenzione su aneddoti lontani. C'era altro nella sua voce, la ricerca di una pace ancora da venire. Sorrideva un sorriso aperto che disegnava rughe profonde agli angoli della bocca.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Stare a pochi metri da lui mi innervosiva.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;L'uomo seduto accanto a me aveva dita trasparenti e rovinate, attorno alle unghie cavava via strati di pelle fino a sanguinare. Poco oltre stavano due donne serene e appassionate.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;La sua voce rimestava in me il desiderio di stare sola con lui, avrei voluto che le sue parole calmassero i moti inquieti del mio animo. Non accadde, ovvio. Avevo sognato il nostro incontro la notte prima, e non era stato un bel sogno. La realtà non fu molto diversa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Scese dal palco con un balzo atletico. Saltò giù dalla pedana con naturalezza, aveva fretta d'uscire. Si voltò verso di me, mi guardò per un istante che sospese il tempo nella chiesa. Mi girai dalla parte opposta, dandogli le spalle. Non era quello il momento, non il modo. Volevo un minuto solo per me. Lo raggiunsi poi, giusto in tempo per farmi accerchiare da una decina di ammiratori impazienti e accaldati. Mi presentai a lui, e fu inutile. Lui sapeva già chi ero, non so come, né perché, mi aveva riconosciuta.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Sorrise e fu un attimo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Strinse la mia mano nella sua, una presa lunga e solida. Il suo volto si fece severo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Parlò lui, ovvio. Io mi limitai ad annuire senza replicare. Le sue parole affondarono nei muscoli della schiena, infilandosi sotto la pelle. Rimasi immobile, ad ascoltare lo stesso discorso che mi aveva fatto in sogno, la notte prima. Le persone attorno a me origliavano. Mi sentii derisa dai loro sguardi di pietà.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Non lo guardai negli occhi, lo ricordo solo ora. Mi concentrai sulla bocca sottile. Saprei descriverla nel dettaglio più insignificante, la sua bocca. Mi capita sempre, di fissare le labbra, i denti, il mento del mio interlocutore, per poi perdermi ciò che davvero conta: gli occhi. Lo salutai ed uscii svelta, le spalle ben dritte, la testa alta. Non mi voltai, mentre mi abbandonavo al pianto della sconfitta. Ero andata oltre il muro immaginario che lui aveva eretto tra noi. Avevo voltato l'angolo e gli ero comparsa davanti senza permesso. Non era stata presunzione, la mia. Ho questo maledetto bisogno di concretezza, la necessità di dare un volto alle voci. Avevo mal bilanciato i pensieri, lasciandomi guidare dal desiderio di incontrarlo. Lui era il mio spettatore speciale, quello seduto a metà della platea, annoiato e impaziente. Lo volevo conquistare come si conquista il sorriso di un bambino. Non avevo la malizia dell'arrivismo, né la freddezza del calcolo. Nel cuore avevo la forza di chi credeva in me, l'obiettività avvolgente di Catia, il sogno gentile di Elisa, la saggezza salvifica di Ilenia, le mani spesse di Emanuele.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Lui non lo poteva sapere.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Mentre scalfiva la parete confusa del mio presente, lui puniva la mia faccia ferma.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Stupida e incosciente avevo accartocciato il mio sogno, lasciando che fosse lui a gettarlo a terra. Piansi sulla mia sconfitta maggiore.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Non volevo un sì da lui, proprio come ora. Volevo un istante di verità, un guizzo di sole nel buio di un filo del telefono.Volevo lui, i suoi occhi nei miei, la sua onestà. Non m'importava nulla del suo possibile no.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Non accadde, non è accaduto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Passarono le settimane, lo risentii. Sembrava felice, non ce l'aveva più con me.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Qualcosa era cambiato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Se lo incontrassi ancora, certo, lo guarderei negli occhi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Barbara Greggio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-6160413413502683357?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/6160413413502683357/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/02/la-navata-centrale.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/6160413413502683357'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/6160413413502683357'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/02/la-navata-centrale.html' title='La navata centrale'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-2mH5dWiqmvA/TWFTkQbUo3I/AAAAAAAAAUs/lBZjcASWnx0/s72-c/B.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-4466111250169826356</id><published>2011-02-17T00:21:00.000-08:00</published><updated>2011-02-17T00:26:53.023-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Video'/><title type='text'>Chiamami ancora amore. Roberto Vecchioni.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-ActGu_dwByk/TVzbusLIhoI/AAAAAAAAAT0/-p-SNWiHYXw/s1600/Sanremo2011_Vecchioni_prima.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 266px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-ActGu_dwByk/TVzbusLIhoI/AAAAAAAAAT0/-p-SNWiHYXw/s400/Sanremo2011_Vecchioni_prima.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5574572033956152962" /&gt;&lt;/a&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Barbara Greggio&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-4466111250169826356?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.youtube.com/watch?v=iDbpHDgNe3E' title='Chiamami ancora amore. Roberto Vecchioni.'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/4466111250169826356/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/02/chiamami-ancora-amore-roberto-vecchioni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/4466111250169826356'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/4466111250169826356'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/02/chiamami-ancora-amore-roberto-vecchioni.html' title='Chiamami ancora amore. Roberto Vecchioni.'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-ActGu_dwByk/TVzbusLIhoI/AAAAAAAAAT0/-p-SNWiHYXw/s72-c/Sanremo2011_Vecchioni_prima.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-4846960518547566100</id><published>2011-02-16T06:01:00.000-08:00</published><updated>2011-02-16T08:05:45.982-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconto'/><title type='text'>Il sentiero sul costone</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-K6NCCO5CnO4/TVvsEuRsRVI/AAAAAAAAATs/K-l7AKfZGyk/s1600/f94d77e3d0b23fc5fde2d19f27803537_M.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-K6NCCO5CnO4/TVvsEuRsRVI/AAAAAAAAATs/K-l7AKfZGyk/s400/f94d77e3d0b23fc5fde2d19f27803537_M.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5574308529686988114" /&gt;&lt;/a&gt;
La strada in salita s'inerpicava su una collina disordinata e malconcia, i rami spezzati degli abeti pendevano verso il vuoto, solleticando la cima di uno scoglio. L'alone bianco della luna sputava un cerchio di luce sulla scalinata dismessa che portava al piccolo convento dei capuccini. Camminavo piano, alternando ai passi delle lunghe pause di terrore. Le imposte che davano sul porto erano chiuse, dagli usci accostati scappava qualche lucicchio di candela accesa. Non incontrai nessuno.&lt;div&gt;Maria dormiva quattro vie più in alto, nella nostra casa sulla rocca. Respirava piano nel sonno, ogni notte si addormentava  guardando la statua di San Francesco che riempiva il vuoto della finestra a sud. Aveva capelli lunghi e sottili, intrecciati sotto le scapole, ai piedi portava zoccoli di legno e pelle, li sbatteva a terra con grazia e pudore. Era giovane, nonostante fosse già madre di due bambini: i miei. Michelangelo e Leonardo, li avevamo chiamati così nella speranza che nei loro nomi si nascondesse un qualche talento che li avrebbe condotti verso un futuro migliore. Giocavano sulla spiaggia ogni pomeriggio, dopo la scuola. Gettavano frammenti di lavagna oltre gli scogli, armeggiando con delle canne di bambù logore e ammuffite. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Giuliano era alto una spanna più di me, nei suoi occhi c'era il dolore di un rimpianto, unito alla disperazione di un rifuto. Sul polso sinistro aveva un'ampia cicatrice irregolare, la nascondeva con un fazzoletto legato stretto. Si narrava di un passato misterioso, di navi fantasma e pirati vestiti di nero. Le fantasie popolane lo facevano sembrare affascinante. Nella proibizione si celava il piacere, e lui lo aveva imparato in fretta. Decine di donne si alternavano da anni tra le pareti della sua casa in montagna. Le collezionava come conchiglie sulla spiaggia. Non le amava, ovvio. Se ami una donna non puoi costringerla a vivere nel peccato di una lussuria promiscua. Aveva dei figli, belli come lui. Nascevano a nidiate di quattro o cinque per volta. In paese c'era chi lo invidiava, uomini ormai avanti con gli anni che avrebbero pagato casse piene di monete d'oro pur di fare a cambio con la sua vita. Non io. Io avevo Maria e non desideravo altro. Giuliano era un uomo strano, ma buono. Gli ero amico dai tempi dell'infanzia, eravamo cresciuti insieme, svezzati al seno di una sola madre, la mia. Donna Concetta, sua madre, era morta di parto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Accelerai il passo, infilandomi nel buco dentro la collina, arrancando oltre il primo passo sul mare. La sterpaglia si annodava alle caviglie, faticavo a mantenermi in equilibrio. Minerva faceva scudo alla luna, il profilo frastagliato del colle gettava ombre taglienti sul sentiero. Avanzai zittendo la voce della mia coscienza, incapace di voltarmi e tornare indietro. Arrivai in cresta che la notta scivolava verso il fondo del mare, le prime luci dell'alba rischiaravano gli arbusti, la rugiada brillava rotonda sulle foglie ricurve. Nel cuore batteva il respiro di Maria.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Scesi il costone a nord e mi diressi verso la piccola golena del Frammezzo. Il fiume scorreva placido, sottile come un torrente, piatto come il mare di settembre al tramonto. Mi sciacquai il viso, e subito un brivido corse lungo le dita. Nella pozza d'acqua che stava tra le mie mani vidi il volto vecchio e raggrinzito di mio padre. Ingollai il ricordo del nostro passato, le gocce che si liberarono dalla mia presa corsero a bagnarmi la camicia. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;I sassi della casa si illimuninavano di screzi dorati, dall'interno saliva il vociare sommesso di donne e bambini. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lo vidi attraversare il cortile con indosso un cappello di paglia a tese larghe. Sulla spalla sinistra portava appeso un fucile a canne mozze. Camminava veloce in direzione del vigneto, il vento premeva sul suo viso aghi di marzo. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mi abbassai fino a sdraiarmi sull'erba. Strisciavo come un verme nel fango, divincolando il bacino contro il terreno sconnesso del sentiero. Il sudore scendeva veloce, nelle tempie rombava il suono di un tamburo. D'un tratto tutto si fece nero. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Affondai la mano nei pantaloni e strinsi forte. Il grilletto si spostava senza opporre resistenza, ad ogni respiro si alzava verso di me. Giuliano si girò di scatto, vedevo i suoi occhi rossi iniettati di veleno posarsi sulla schiena nuda di Maria. Aveva i calzoni calati sulle scarpe, i mutandoni arrotolati sotto le ginocchia. I glutei stretti e alti, pronti a colpire. Maria era alla finestra, i capelli sciolti. Guardava il tramonto annegare oltre l'orizzonte, amava quell'ora della sera. Voltandosi a cercare la spazzola il suo busto si offrì ai miei occhi. E a quelli di Giuliano. Lei urlò di spavento e vergogna, lui le si gettò sul seno con la bocca spalancata. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Gli avevo affondato un pugno sulle reni, facendolo accasciare e rotolare a terra. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Si era scusato, lui, il giorno dopo. Aveva farneticato di un sogno ad occhi aperti, del vino, della sbronza, del suo scarso senso di orientamento.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;No, non lo avevo perdonato. Voleva rubarmi la donna, il mio amico Giuliano. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lo vedevo ora, vestito per la caccia, ma io sapevo com'era sotto quell'abito, potevo indovinare le curve dei suoi muscoli sotto i calzoni, il suo sesso eretto pronto ad affondare la sua violenza nella carne morbida della mia Maria.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Chiusi gli occhi e premetti a fondo, contando a ritroso numeri in disordine. Attendevo un tonfo sordo, il rinculo sulla spalla, l'odore della polvere sulle dita.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nessun rumore si alzò in aria quel mattino, né i mattini a venire.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Barbara Greggio&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-4846960518547566100?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/4846960518547566100/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/02/il-sentiero-sul-costone.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/4846960518547566100'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/4846960518547566100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/02/il-sentiero-sul-costone.html' title='Il sentiero sul costone'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-K6NCCO5CnO4/TVvsEuRsRVI/AAAAAAAAATs/K-l7AKfZGyk/s72-c/f94d77e3d0b23fc5fde2d19f27803537_M.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-3724268675220903419</id><published>2011-02-14T08:58:00.000-08:00</published><updated>2011-02-14T09:04:14.223-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ritratti'/><title type='text'>Attimi in movimento</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-0VqO6rO0COY/TVlfxtvZtgI/AAAAAAAAATk/f6B51cBD3WY/s1600/bg1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 375px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-0VqO6rO0COY/TVlfxtvZtgI/AAAAAAAAATk/f6B51cBD3WY/s400/bg1.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5573591321544340994" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;i&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;&lt;i&gt;Barbara Greggio&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-3724268675220903419?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/3724268675220903419/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/02/attimi-in-movimento.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/3724268675220903419'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/3724268675220903419'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/02/attimi-in-movimento.html' title='Attimi in movimento'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-0VqO6rO0COY/TVlfxtvZtgI/AAAAAAAAATk/f6B51cBD3WY/s72-c/bg1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-6494530602661370229</id><published>2011-02-04T06:27:00.000-08:00</published><updated>2011-02-05T07:57:46.603-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Articolo'/><title type='text'>L'Italia è un paese per donne!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TU0lGQ7wBPI/AAAAAAAAATc/p4gML-1Y75k/s1600/anna_magnani3.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 270px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TU0lGQ7wBPI/AAAAAAAAATc/p4gML-1Y75k/s320/anna_magnani3.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5570149103682192626" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;i&gt;"L'Italia non è un paese per donne"&lt;/i&gt;. Angela Finocchiaro, testimonial del movimento &lt;i&gt;"Se non ora quando"&lt;/i&gt; lo dice con convinzione. Ha sul viso il sorriso solare che la contraddistingue, giallo come il sole nei capelli. Alle sue spalle si muovono donne di tutte le età, giovani e mature, anziane e ragazzine. Avanzano verso il futuro, unite e determinate. E' un'immagine che rimbomba nella testa, la voce pacata della Finocchiaro, il suo sguardo materno, la generosità del suo animo. La parete su cui incide il pacifico grido di battaglia delle donne italiane sembra immacolata, lo scalpello non alza polvere. Bello, mi dico, proprio bello. Troppo, per non nascondere difetto.&lt;div&gt;Davvero l'Italia non è un paese per donne? Gli uomini sono tutti dediti al sesso facile, pronti ad elargire favori in cambio di qualche sospiro profondo? &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non voglio pensare che le donne italiane siano solo escort, soubrette in cerca di visibiltà e disinibite arrampicatrici sociali. Non è vero che la donna italiana è solo oggetto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E' un po' come l'equazione bella=stupida. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le donne italiane sono le nostre nonne, le loro madri, quelle che stavano sole a casa, con un nugolo di bambini da crescere, in attesa che i loro uomini tornassero dalla guerra. Sono le nostre madri che ci davano un bacio in fronte davanti alla porta a vetri della scuola, mentre noi sprofondavamo nella vergogna. Le donne italiane sono il riflesso di frustrazioni e incompletezze, in gara senza sosta verso una perfezione irraggiungibile.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Spesso mi sento dire &lt;i&gt;"Così giovane e hai già un figlio. Brava!"&lt;/i&gt;. Brava? E perché? Ho trent'anni, sono una donna che lavora, ho una famiglia e una casa. Come tante. Niente di speciale.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Conosco il valore del sacrificio, il peso dell'attesa, l'impegno della dedizione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quando leggo di escort e consiglieri comunali, penso che in Italia ci si nasconda troppo dietro l'ipocrisia del qualunquismo. Non è vero che tutto è come appare. Gli scandali che salgono a galla in questi giorni sono solo la punta liquefatta e informe di un iceberg che, nel profondo, mantiene ancora integra la sua natura cristallina. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non posso pensare, da donna, che tutto si riduca a notturne feste lascive e pornografiche.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le donne dovrebbero unirsi contro chi lascia passare il messaggio che in Italia si fa carriera solo a colpi di reni e gambe spalancate. Soprattutto perché le prime a lanciarlo, questo messaggio, sono proprio delle donne, pronte a vendersi al miglior offerente.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il problema è l'educazione che abbiamo - o non abbiamo - ricevuto fin qui. Davvero a diciotto anni si pensa solo a sesso, droga e denaro? &lt;/div&gt;&lt;div&gt;In questi giorni una vecchia compagna di scuola mi ha fatto tornare alla mente gli anni in cui anche noi eravamo sul filo della maggiore età. Dodici anni fa, non secoli.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nessuna di noi è finita a spogliarsi per vivere. Nessuna è scesa a compromessi. In molte, sia chiaro, sono professioniste realizzate. Ce l'abbiamo fatta - e continueremo a farcela - credendo in noi stesse, in ciò che sappiamo fare meglio, non ci fermeremo di fronte al primo no che arriverà.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E questo a dimostrazione che le donne, quelle pulite, quelle oneste, esistono ancora. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mi sembra troppo facile urlare contro gli uomini, contro le battute infelici di alcuni giornalisti, contro la bellezza fraintesa con la disponibilità. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sono le donne a possedere lo scettro del potere. Solo noi decidiamo come e quando lasciarci umiliare, umiliandoci noi per prime.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Allora donne, alziamo il grido di protesta. Non perdiamo l'occasione di dimostrare il nostro valore, facciamolo rimanendo unite, composte, arrabbiate, combattive, sorridenti, sensuali. Perché noi siamo tutte queste cose insieme, e se una parte sovrasta l'altra, se il corpo offusca la mente, siamo noi a perdere, non gli uomini. Loro si limitano ad approffittare della smania di potere e agio che sembra aver azzerato la dignità femminile. &lt;i&gt;Sembra&lt;/i&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'Italia è un paese per donne. Intelligenti, caparbie e moralmente oneste. E' il momento di dimostrarlo. Basta lamentarsi! &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Tina Merlin, Maria Montessori, Rita Levi Montalcini, Federica Pellegrini, Valentina Vezzali, Anna Magnani, Sofia Loren, Dacia Maraini, Carla Fracci. Donne. Italiane.&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A questo punto chi mi legge potrebbe pensare&lt;i&gt; "Ecco, la solita racchia che difende le donne intelligenti perché non è bella"&lt;/i&gt;. Non è così. E' proprio perché spesso la mia avvenenza ha suscitato interessi altri, che dico queste cose. Resistere si può. Si deve. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Barbara Greggio&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-6494530602661370229?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/6494530602661370229/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/02/litalia-e-un-paese-per-donne.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/6494530602661370229'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/6494530602661370229'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/02/litalia-e-un-paese-per-donne.html' title='L&apos;Italia è un paese per donne!'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TU0lGQ7wBPI/AAAAAAAAATc/p4gML-1Y75k/s72-c/anna_magnani3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-7502276406508141469</id><published>2011-01-26T17:01:00.000-08:00</published><updated>2011-01-26T17:05:58.466-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Intervista'/><title type='text'>"Sentimenti sovversivi" Intervista a Roberto Ferrucci</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TUDEuKFILVI/AAAAAAAAATQ/ZvUU2EMh17A/s1600/roberto_ferrucci.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 210px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TUDEuKFILVI/AAAAAAAAATQ/ZvUU2EMh17A/s320/roberto_ferrucci.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5566665436688821586" /&gt;&lt;/a&gt;
Questa intervista è stata pubblicata su Sul Romanzo.&lt;div&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Helvetica, Arial, FreeSans, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 21px; "&gt;&lt;p class="rtejustify" style="margin-top: 1em; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; text-align: justify; "&gt;“Se nella tua vita sono tante, di solito, le case che hai abitato, che abiti, e che abiterai, mi sono accorto che fra queste da una parte c’è la casa dello stare, dall’altra la casa dell’essere. Quest’ultima è meglio non coincida con casa tua. È piuttosto un sentimento.” Si potrebbe riassumere in queste poche righe l’essenza più profonda del nuovo romanzo di Roberto Ferrucci. La casa dello stare è, per lui, Venezia, quella dell’essere, Saint-Nazaire.&lt;/p&gt;&lt;p class="rtejustify" style="margin-top: 1em; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; text-align: justify; "&gt;Ospite del MEET (Maison des Écrivains Étrangers et des Traducteurs), Ferrucci ha la possibilità di riflettere su se stesso e sul proprio paese, senza l’invadenza della quotidianità. Il tempo trascorso lontano dall’Italia, protetto dal calore del suo rifugio di scrittura, si dilata, prendendo forma in ricordi e rabbia. Sentendosi sempre altro, fuori posto, fuori tempo, afono in una nazione di urlatori e commedianti. Annaspando nel protrarsi di giorni sbagliati, inabissato da scelte altrui. Camminando per i viali della memoria, trovando sempre – purtroppo – qualcosa che non va, una nausea che si fatica a tenere sotto controllo. Ferrucci esprime, senza mezze misure, il suo disgusto per la società italiana contemporanea, per la sua classe dirigente e per i suoi stessi connazionali.&lt;/p&gt;&lt;p class="rtejustify" style="margin-top: 1em; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; text-align: justify; "&gt;Lui e Teresa, la compagna amatissima, sono diversi. Loro soffrono, cercano di urlare il loro disagio, ma poi non possono nulla contro il qualunquismo imperante, e finiscono per chiudersi nell’abbraccio consolatorio del loro amore, per fuggire alla loro stessa rabbia. Ferrucci che parla di politica è un fiume in piena, aspro, straripante, tagliente e distruttore. Nessuna incertezza. Ci sono stati momenti, leggendolo, in cui mi sono arrabbiata, provando io stessa dei “sentimenti sovversivi”. No, non è tutto uno schifo, non siamo tutti rincoglioniti e stupidi, non siamo uno schifo di gente, non tutti. Avrei voluto dirglielo, gridarglielo con gli occhi, sussurrandolo all’orecchio. Ma la passione, politica come amorosa, non contempla le mezze misure. O tutto o niente. O ci credi o non ci credi. E lui ci crede, a ciò che scrive, e questo smorza la mia rabbia.&lt;/p&gt;&lt;p class="rtejustify" style="margin-top: 1em; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; text-align: justify; "&gt;Poi, voltata la pagina, si scopre lo scrittore di razza, quello preciso, nitido, avvolgente. Saint-Nazaire, l’appartamento al decimo piano del Building, la terrazza sospesa sull’oceano, ti entrano negli occhi, li vedi chiaramente, senti l’odore del mare, il rumore del porto, respiri a fondo e ti trovi accanto a lui, seduto su una sedia da cucina, a guardare l’immensità del mondo da una finestra sconosciuta. Le navi da crociera in costruzione, i paquebot, sono bianche. Il palazzo dei frigoriferi è bianco. Le case sono basse e bianche. Il cielo, oltre l’orizzonte, sopra la testa, è bianco. Le pareti sono bianche. Tutto il bianco percepito (che dà il titolo al primo capitolo) è il cuore di questa storia, che storia non è. Non c’è finzione, struttura narrativa compiacente, né fantasia. È la vita, quella vera, quella che uno scrittore non sa soffocare, cui deve dare voce. Teresa e Venezia. Roberto e Saint-Nazaire. E viceversa. Torna l’irruenza, la forza, la devastazione. L’amore è tutto, per Ferrucci. È passione, tenerezza, dipendenza e lontananza. Nostalgia e desiderio. È Teresa che stempera il suo disgusto, è lei che gli stringe la mano e lo fa sentire completo. È lei la persona da portare nella casa dell’essere, la sola con cui condividerla. A cui regalare, sul finale, le parole più belle.&lt;/p&gt;&lt;p class="rtejustify" style="margin-top: 1em; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; text-align: justify; "&gt; &lt;/p&gt;&lt;p class="rtejustify" style="margin-top: 1em; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; text-align: justify; "&gt;&lt;strong&gt;Roberto, come nasce la tua collaborazione con la MEET e il suo direttore Patrick Deville?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="rtejustify" style="margin-top: 1em; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; text-align: justify; "&gt; &lt;/p&gt;&lt;p class="rtejustify" style="margin-top: 1em; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; text-align: justify; "&gt;La Meetè una Fondazione letteraria che invita scrittori di tutto il mondo in residenza a Saint-Nazaire. La residenza consiste in un soggiorno di un mese e mezzo e in una borsa settimanale. Non viene richiesto nulla agli autori, né testi, né conferenze, né incontri nelle scuole. Poi però arrivi lì, in questo appartamento nel quale sai che sono passati decine e decine di scrittori e poeti, vedi i libri bilingue sullo scaffale del soggiorno, libri curatissimi, di autori prestigiosi, come il Premio Nobel del 2000, il cinese Gao Xingijan, e sai che, eventualmente, c’è anche questa possibilità, che un tuo testo venga scelto per la collana “les bilingues”. L’unico editore in Europa, Meet, a pubblicare letteratura contemporanea in volumi bilingue. Ed è noto che la traduzione sia, per ogni editore, un costo faticosamente sostenibile. Mi piaceva quest’idea di un romanzo pubblicato soltanto altrove, quasi inesistente in Italia. Una sorta di fuga della parte creativa del mio cervello, di espatrio intellettuale da un paese in cui la cultura è ormai soltanto un inutile ostacolo a un cammino fatto di vuoto, di arroganza e di superficialità.&lt;/p&gt;&lt;p class="rtejustify" style="margin-top: 1em; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; text-align: justify; "&gt; &lt;/p&gt;&lt;p class="rtejustify" style="margin-top: 1em; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; text-align: justify; "&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Sentimenti sovversivi &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;è stato scritto tra Venezia e Saint-Nazaire. La casa reale e quella dell’essere. Ti è mai capitato di sovrapporle, o invertirle, per poi tornare a scinderle?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="rtejustify" style="margin-top: 1em; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; text-align: justify; "&gt; &lt;/p&gt;&lt;p class="rtejustify" style="margin-top: 1em; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; text-align: justify; "&gt;Non saprei dire. Forse è capitato, ma senza che io me ne rendessi conto. Del resto, è l’io narrante del romanzo a fare quella distinzione. Posso anche essere d’accordo con lui, ma credo anche che poi, alla fine, quando scrivi, la tua unica casa è la scrittura. Quando scrivo io sono là dentro. È per questo che mi riesce – e mi piace – scrivere anche fuori di casa, nei caffè, in autobus, nei vaporetti. Quando scrivo, sto dentro la pagina e basta, anche se il discorso sulle case che il protagonista fa in apertura del romanzo, be’, sì, lo condivido.&lt;/p&gt;&lt;p class="rtejustify" style="margin-top: 1em; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; text-align: justify; "&gt; &lt;/p&gt;&lt;p class="rtejustify" style="margin-top: 1em; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; text-align: justify; "&gt;&lt;strong&gt;Teresa è una figura femminile di spessore, a cui ti aggrappi per sfuggire al disgusto che genera in te questa nostra Italia. L’amore, oggi, è un sentimento sovversivo?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="rtejustify" style="margin-top: 1em; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; text-align: justify; "&gt; &lt;/p&gt;&lt;p class="rtejustify" style="margin-top: 1em; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; text-align: justify; "&gt;Sì, ma soltanto nel nostro paese (che scrivo minuscolo anche nel romanzo, perché oggi l’Italia è un paese piccolo piccolo, rancoroso, volgare). Oggi in Italia è sovversivo tutto ciò che è normale. È sovversivo esigere una scuola che funzioni, che lo studio sia un diritto. È sovversivo pretendere di essere informati sul serio, che la televisione sia anche uno strumento di approfondimento e non soltanto la vetrina del nulla. È sovversivo, oggi, in Italia, rivendicare la cultura come un valore irrinunciabile. È sovversivo che il Presidente della Repubblica sottolinei l’unità d’Italia e l’obbligo e il diritto di riconoscersi nella Costituzione che, a detta di chi ne sa, è la migliore del mondo. È sovversivo scrivere un romanzo che sottolinei tutto questo e sia, alla fine, un canto d’amore per un paese, il mio, che sembra essersi smarrito del tutto.&lt;/p&gt;&lt;p class="rtejustify" style="margin-top: 1em; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; text-align: justify; "&gt; &lt;/p&gt;&lt;p class="rtejustify" style="margin-top: 1em; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; text-align: justify; "&gt;&lt;strong&gt;&lt;img alt="Sentimenti sovversivi" src="http://www.sulromanzo.it/sites/default/files/images/morgan-palmas/sentimenti_sovversivi.jpg" title="Sentimenti sovversivi" style="border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; border-style: initial; border-color: initial; width: 186px; height: 329px; margin-top: 15px; margin-right: 15px; margin-bottom: 15px; margin-left: 15px; float: left; " /&gt;Volevi scrivere, iniziando questo romanzo, una storia d’amore. L’hai fatto, seppur in maniera trasversale. Amore per la tua città, per il tuo paese, per la tua donna. Dopo aver scritto – con competenza e abilità – di sport, attualità ed esperienze di vita, pensi sia arrivato il momento dell’invenzione, di un romanzo fatto solo delle tue parole, dei tuoi desideri, delle tue speranze?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="rtejustify" style="margin-top: 1em; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; text-align: justify; "&gt; &lt;/p&gt;&lt;p class="rtejustify" style="margin-top: 1em; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; text-align: justify; "&gt;Questo tipo di lettura, in scala uno a uno, di un libro, mi mette sempre in imbarazzo. Soprattutto perché è una lettura che avviene solo qui. Da noi. I miei tre romanzi Terra Rossa (Transeuropa, 1993), Cosa Cambia (Marsilio, 2007), Sentimenti sovversivi (Meet, 2010), hanno un io narrante che forse è sempre lo stesso. Forse. Un io narrante che mi assomiglia molto, è vero, ma che non significa necessariamente il me stesso che – forse –  conosco io e che gli altri vedono e, a loro volta, forse conoscono. A me piace pensare alla narrativa come una forma completamente aperta e al cui interno c’è spazio per tutto. Nella mia idea di narrazione non c’è differenza alcuna fra l’auto-fiction e il poliziesco, per esempio. Ancora fatico a capire perché qui in Italia tutti, lettori, critici, editori, e anche scrittori (non tutti per fortuna), pratichino una cesura radicale e verticale. Io, dopo un bel po’ (non molti a dire il vero) di libri pubblicati e una vita dedicata esclusivamente alla scrittura, ancora non capisco dove stia il discrimine fra ciò che è fiction e ciò che non lo è. E sinceramente, nemmeno mi interessa capirlo. I miei editori stranieri non si sono mai posti questo tipo di problema. Per loro la narrativa è narrativa. Punto. Il racconto è racconto. Forse dipende dall’assenza di una tradizione narrativa nel nostro paese. Ma è un discorso complicato. Non è un caso, comunque, che qui trionfi la narrativa di genere, il giallo in particolare, o il fantasy. Abbiamo bisogno di strutture chiare, riconoscibili. Abbiamo bisogno, insomma, anche in questo caso, anche come lettori, di uniformarci. Non so però se ho risposto. Posso solo dire che per ora questo è quel che ho raccontato. Per i libri che verranno, vedremo. Credo sia chiaro, però, che per quanto mi riguarda, questo tipo di questione non esiste. Stai a vedere che il mio prossimo romanzo sarà un giallo? In effetti sto leggendo e rileggendo Simenon…&lt;/p&gt;&lt;p class="rtejustify" style="margin-top: 1em; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; text-align: justify; "&gt;&lt;i&gt;Barbara Greggio&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-7502276406508141469?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/7502276406508141469/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/01/sentimenti-sovversivi-intervista.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/7502276406508141469'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/7502276406508141469'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/01/sentimenti-sovversivi-intervista.html' title='&quot;Sentimenti sovversivi&quot; Intervista a Roberto Ferrucci'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TUDEuKFILVI/AAAAAAAAATQ/ZvUU2EMh17A/s72-c/roberto_ferrucci.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-1345021023190512681</id><published>2011-01-24T06:30:00.000-08:00</published><updated>2011-01-24T10:47:04.213-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconto'/><title type='text'>La mia piccola vittima</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TT2SuMjg_uI/AAAAAAAAATI/0E7636Sdn58/s1600/GLIDE_620.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TT2SuMjg_uI/AAAAAAAAATI/0E7636Sdn58/s320/GLIDE_620.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5565766036841627362" /&gt;&lt;/a&gt;
Non le dissi la verità.&lt;div&gt;Il pomeriggio volgeva al termine, il sole scendeva veloce oltre la linea dell'orizzonte, impolverando il cielo di un arancio tenue. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lei era lì, seduta a pochi passi da me. La osservavo da ore. I capelli scuri le cadevano morbidi sulle spalle, dal cappotto usciva una lunga sciarpa grigia, annodata stretta attorno al collo. Alle mani portava guanti sottili, di pelle. Potevo sentire il suo profumo accarezzarmi il volto ad ogni folata di vento. Stava seduta composta, di lato, su una panchina di fronte al laghetto. I cigni volteggiavano davanti ai suoi occhi, scivolando incorporei sul pelo dell'acqua. Il vento increspava le loro scie in vortici disomogenei e furtivi. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non sapevo darle un'età precisa, sembrava giovane e indifesa. Piccola. Dagli occhi, di tanto in tanto, cadeva una lacrima. Forse per il freddo, forse a causa mia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Giocava con i fili della sciarpa, intrecciandoli tre a tre, senza guardare. Le sue dita si muovevano piano sopra il grembo, le vedevo voltare la testa nella mia direzione. Rimanevo immobile.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Era bella, la piccola ragazza della pianura.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Era una donna, la mia piccola vittima.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'avrei sedotta, colpita, affondandole il mio disgusto nelle carni l'avrei resa mia. Sporcandola, mi sarei ripulito. Una battuta, l'illusione di un futuro migliore, e sarebbe caduta ai miei piedi. Non avrei faticato a convincerla, mi avrebbe supplicato di farla sua. Un colpo, poi un altro e un altro ancora. Lei, una come le altre, une delle tante che ho tenuto tra le braccia. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Scuoteva la testa, piano, senza smettere di intrecciare i fili. Guardava nella mia direzione, non poteva vedermi. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Due ore sono un tempo indefinibile, se la tua mente è avvolta da un velo di ovatta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La vedevo ballare sul filo dell'acqua, bagnarsi le caviglie, scendere verso il centro del lago, inabissarsi sotto i giri delle sue piroette. Scompariva, la mia ballerina immaginaria.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mi avvicinai a lei, sedendomi al suo fianco. La presi tra le braccia e la strinsi forte, senza volerlo, senza saperlo. La baciai sulla fronte e la portai via, lontano. Al riparo da me. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Barbara Greggio&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Nell'immagine, Due cigni al tramonto, Melbourne, fonte Reuters.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-1345021023190512681?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/1345021023190512681/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/01/la-mia-piccola-vittima.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/1345021023190512681'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/1345021023190512681'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/01/la-mia-piccola-vittima.html' title='La mia piccola vittima'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TT2SuMjg_uI/AAAAAAAAATI/0E7636Sdn58/s72-c/GLIDE_620.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-6528316557060680884</id><published>2011-01-16T05:42:00.000-08:00</published><updated>2011-01-16T06:32:02.122-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Citazioni'/><title type='text'>Barbara - Jaques Prévert</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TTMAVTsS4BI/AAAAAAAAAS4/4UL3VNAmnbs/s1600/BREST.jpg"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 160px; height: 282px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TTMAVTsS4BI/AAAAAAAAAS4/4UL3VNAmnbs/s320/BREST.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5562790330796007442" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;u&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Rappelle-toi Barbara
Il pleuvait sans cesse sur Brest ce jour-là
Et tu marchais souriante
Epanouie ravie ruisselante Sous la pluie
Rappelle-toi Barbara
Il pleuvait sans cesse sur Brest
Et je t'ai croisée rue de Siam
Tu souriais, et moi je souriais de même
Rappelle-toi Barbara
Toi que je ne connaissais pas
Toi qui ne me connaissais pas
Rappelle-toi, Rappelle-toi quand même ce jour-là
N'oublie pas
Un homme sous un porche s'abritait
Et il a crie ton nom
Barbara
Et tu as couru vers lui sous la pluie
Ruisselante ravie épanouie
Et tu t'es jetée dans ses bras
Rappelle-toi cela Barbara
Et ne m'en veux pas si je te tutoie
Je dis tu a tous ceux que j'aime
Même si je ne les ai vus qu'une seule fois
Je dis tu a tous ceux qui s'aiment
Même si je ne les connais pas
Rappelle-toi Barbara, n'oublie pas
Cette pluie sage et heureuse
Sur ton visage heureux
Sur cette ville heureuse
Cette pluie sur la mer, sur l'arsenal
Sur le bateau d'Ouessant
Oh Barbara, quelle connerie la guerre
Qu'es-tu devenue maintenant
Sous cette pluie de fer
De feu d'acier de sang
Et celui qui te serrait dans ses bras
Amoureusement
Est-il mort disparu ou bien encore vivant
Oh Barbara
Il pleut sans cesse sur Brest
Comme il pleuvait avant
Mais ce n'est plus pareil et tout est abîmé
C'est une pluie de deuil terrible et désolée
Ce n'est même plus l'orage
De fer d'acier de sang
Tout simplement des nuages
Qui crèvent comme des chiens
Des chiens qui disparaissent
Au fil de l'eau sur Brest
Et vont pourrir au loin
Au loin très loin de Brest
Dont il ne reste rien.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Cliccare sul titolo per visualizzare il video correlato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-6528316557060680884?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.youtube.com/watch?v=tlADOD0LRTU' title='Barbara - Jaques Prévert'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/6528316557060680884/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/01/barbara-jaques-prevert.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/6528316557060680884'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/6528316557060680884'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2011/01/barbara-jaques-prevert.html' title='Barbara - Jaques Prévert'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TTMAVTsS4BI/AAAAAAAAAS4/4UL3VNAmnbs/s72-c/BREST.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-3649646653643514063</id><published>2010-12-20T23:58:00.000-08:00</published><updated>2010-12-21T00:14:20.185-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconto'/><title type='text'>Un regalo di Natale</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TRBg-bQpotI/AAAAAAAAASc/bDj3e8ojfdM/s1600/DSCF1911.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 289px; height: 266px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TRBg-bQpotI/AAAAAAAAASc/bDj3e8ojfdM/s320/DSCF1911.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5553044966133572306" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;Cara maestra&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;fuori nevica, è tutto bianco. I tetti delle case, i prati dei giardini, i marciapiedi, i lampioni, tutto è coperto dalla neve. Ti svelo un segreto, cara maestra, la neve non sa di niente. L’ho mangiata, sai, poco fa, mentre la guardavo scendere dal cielo con il naso all’insù. Tra un po’ di giorni è Natale e dappertutto ci sono luci accese e alberi decorati. Davanti a casa mia c'è un Babbo Natale che si arrampica su un albergo, con il vento si sposta sempre, sulle spalle ha un sacco grande, tutto coperto dalla neve anche quello. La mamma mi ha detto che quest’anno il regalo per te lo faccio io. Non serve niente, mi ha detto, solo la mia fantasia. Così ora sono qui, cara maestra, con le dita impiastricciate di colore, i brillantini sui pantaloni e la colla appiccicata alle maniche della maglia, a fare il mio regalo per te. Non sono tanto bravo, ma mi piace lo stesso. Il filo d’oro che mi ha dato la mamma, l’ho attaccato un po’ storto. Non ti arrabbi, vero? Mi piacerebbe che fosse il regalo più bello, questo che ti sto facendo. Sei buona con me, e paziente. Sai, cara maestra, la mia mamma mi racconta spesso di quando era bambina, mi dice che la sua maestra era la più buona di tutte, gentile e sempre dolce con lei. Io le sorrido, cara maestra, perché la vedo felice. Le si illuminano gli occhi quando mi parla della scuola, della sua voglio dire. Non le dico mai che, per me, la più buona di tutte sei tu, che un’altra maestra come la mia non c’è mica nel resto del mondo. Lo tengo dentro, questo mio piccolo pensiero. Così adesso mi impegno un po’ di più, cerco di non fare pasticci, coloro bene dentro ai bordi e ti regalo la mia pallina. Spero che ti piaccia, che tu la metta sul tuo albero, in un angolino speciale. Non davanti, dove tutti la vedono, ma un po’ nascosta, dove solo tu la guardi e sai che te l’ho regalata io. Sai, cara maestra, la mamma mi ha detto che la mamma di un mio compagno ha fatto il panettone, lo ha cucinato lei, sai. E’ brava, quella mamma, li fa buoni i dolci. Te lo dico perché al compleanno del mio amico la sua mamma ha fatto la torta al cioccolato, ed era proprio buona, come piace a me. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ora ti saluto, cara maestra, e ti dico Buon Natale! &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Uno dei tuoi bambini di seconda elementare.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;Barbara Greggio&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-3649646653643514063?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/3649646653643514063/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2010/12/un-regalo-di-natale.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/3649646653643514063'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/3649646653643514063'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2010/12/un-regalo-di-natale.html' title='Un regalo di Natale'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TRBg-bQpotI/AAAAAAAAASc/bDj3e8ojfdM/s72-c/DSCF1911.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-5695851928287349696</id><published>2010-12-19T02:04:00.000-08:00</published><updated>2010-12-19T02:29:04.936-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensione'/><title type='text'>"Le luci nelle case degli altri" di Chiara Gamberale</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TQ3ZY-2ENUI/AAAAAAAAASQ/LBzCoOPrBIU/s1600/5le-luci-nelle-case-degli-altri.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 308px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TQ3ZY-2ENUI/AAAAAAAAASQ/LBzCoOPrBIU/s320/5le-luci-nelle-case-degli-altri.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5552332938827543874" /&gt;&lt;/a&gt;
Questa recensione è stata scritta per "Sul Romanzo" e lì già pubblicata.&lt;div&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Le luci nelle case degli altri sono segreti di famiglia, gesti proibiti, parole non dette. L’ombra che avvolge il privato s’illumina di uno sguardo inconsueto, estraneo eppure vicino. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Viviamo tutti all’oscuro di qualcosa che ci riguarda.&lt;/i&gt; Il titolo evocativo e la copertina delicata influenzano il primo approccio che ho con questo romanzo. Seguo l’istinto, mi lascio guidare dalla sensazione positiva che tenerlo tra le mani mi regala. L’aspettativa è alta. Le prime pagine scorrono un po’ a rilento, del resto bisogna conoscere i protagonisti, comprenderne le abitudini, sbirciare nel loro passato. Le parole camminano lungo le scale di un condominio di cinque piani, più un ex-lavatoio al sesto. Cinque famiglie, più o meno tradizionali, mescolano umori e dissapori in riunioni infinite, discusse con accorata partecipazione. Una bambina, orfana di madre e ignara del padre, s’infila nelle case degli altri, tra le stanze delle loro vite. Mandorla, questo il suo nome, è figlia di Maria, l’amministratrice del condominio Poggio Ameno, via Grotta Perfetta 315. Sua madre è morta in sella al suo motorino, in un incidente stradale. La piccola transita così, di due anni in due anni, da un piano all’altro, da una famiglia all’altra. Ed è a questo punto, nel momento esatto in cui l’interminabile riunione nell’ex-lavatoio decreta il destino di Mandorla, che ho la sensazione di leggere una favola. Moderna, ma non troppo. Come ogni favola che si rispetti ci sono stereotipi funzionali alla narrazione, prevedibili e netti. La maestra anziana, zitella e senza affetti. La moglie in carriera, avvocatessa, e il marito sognatore, regista inespresso e un po’ fallito. Una coppia gay che, va da sé, partecipa al gay pride e frequenta Candy Candy, l’amico trans che di nome fa Alfredo. Due fidanzati, Lidia e Lorenzo, lei conduttrice radiofonica logorroica e incompresa, lui scrittore famoso, astratto, distaccato e cinico. E infine la famiglia modello, padre, madre, due figli – maschio e femmina. I Barilla, tipo Mulino Bianco. La scrittura è marcatamente adolescenziale, con un slang che si trasforma spesso in acronimi, uno su tutti ADME (Altri Della Mia Età). Le vicissitudini sono classiche. Mandorla ama perdutamente Matteo (Barilla), lui ama Eva (la più bella della classe), Mandorla allora si fidanza con Palomo (come Eduardo, il protagonista di “Cuore Selvaggio”) che la trascina in un vortice di disavventure emotive e materiali. L’idea di fondo, tuttavia, è molto buona. Una bambina che viene adottata da tutto un condominio perché nessuno dei possibili padri ha il coraggio di farsi avanti. &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;Vorrei che tuo papà fosse un astronauta che cammina sulla luna ma pensa sempre a noi, e non un uomo che abita in via Grotta Perfetta 315 e una sera di marzo, forse per noia forse per curiosità, nell’ex-lavatoio del sesto piano ha fatto l’amore con me.&lt;/i&gt; Scrive Maria alla sua piccola Mandorla appena nata. E così ha inizio una favola, con le regole e i crismi che ogni favola deve avere. Due&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;o tre incongruenze, seppur visibili, passano via leggere. Il finale, &lt;i&gt;Porcomondo!&lt;/i&gt;, lascia l’amaro in bocca. Perché tutti amavano Maria, ma lei ne amava uno solo. E allora, quella sera di marzo, non c’erano noia e curiosità. Tutto ha avuto inizio da una lettera, perno focale dell’intera narrazione, e solo all’ultima pagina scopri che in realtà – forse - quella lettera era un piccolo trucco per intessere la trama successiva.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;Barbara Greggio.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-5695851928287349696?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/5695851928287349696/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2010/12/le-luci-nelle-case-degli-altri-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/5695851928287349696'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/5695851928287349696'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2010/12/le-luci-nelle-case-degli-altri-di.html' title='&quot;Le luci nelle case degli altri&quot; di Chiara Gamberale'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TQ3ZY-2ENUI/AAAAAAAAASQ/LBzCoOPrBIU/s72-c/5le-luci-nelle-case-degli-altri.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-540892369437943480</id><published>2010-12-06T03:14:00.000-08:00</published><updated>2010-12-06T05:11:00.594-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Articolo'/><title type='text'>E ora il silenzio.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TPzNmI8Pr7I/AAAAAAAAARA/KG82gx-IPBs/s1600/silenzio.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 262px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TPzNmI8Pr7I/AAAAAAAAARA/KG82gx-IPBs/s320/silenzio.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5547534896132501426" /&gt;&lt;/a&gt;
Piangere la morte di una figlia, senza nemmeno sapere come è morta. Se davvero è morta.&lt;div&gt;I giornali cristallizzano di staticità le ore passate a setacciare i campi, i boschi, le fondamenta ferruginose di un cantiere maledetto. I cani annusano pezzi d'erba, la pioggia si alterna alla neve di una stagione fredda e umida.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le indagini ruotano attorno ad un marocchino poco più che ventenne, intercettato prima e arrestato poi. L'accusa è la più grave: omicidio e occultamento di cadavere.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La giovane ginnasta dal fisico asciutto e il sorriso sincero, ora è solo un cadavere da cercare nell'andro oscuro di un bosco, o sotto la gettata fresca di un cemento pesante.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La ragazzina che ha lasciato alle sue spalle il vuoto, un'assenza che pesa come il macigno più spigoloso sul cuore dei suoi genitori, è svanita nei pixel di una foto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La cercano e non la trovano, la cercano anche troppo - troppo rispetto alla ragazzina bionda che si è spenta nel calore gelido di una famiglia sconosciuta. Avevano nomi assonanti, scrive qualcuno, erano simili per età, ora le accomuna la stessa, triste, sorte avversa.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non erano la stessa persona, eppure bisogna trovarci per forza delle cose in comune, per aumentare il pathos e trascinare la linea dell'audience verso vette alte e lusinghiere.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quale lusinga può esserci nel tritare il dolore di una famiglia e risputarlo infarcito di supposizioni e inutili dietrologie? Quale spirito anima commentatori, giornalisti, avvocati, criminologi e periti, seduti comodamente su poltroncine di finta pelle, pronti a prendere difese e lanciare accuse?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Due ragazzine sono morte. Una per certo, l'altra si suppone ma non se ne ha certezza.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Due madri e due padri piangono sull'infanzia appena archiviata e l'adolescenza in fiore di due figlie troppo giovani per essere violate, troppo fragili per essere distrutte.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Di loro non si parla mai. Sulle loro giovani vite si costruiscono programmi televisivi, colonne di giornali, fiaccolate e raccolte fondi. Si sfregia l'intimità dei loro pensieri, si pubblicano i contenuti dei loro diari, si riempiono le strade dei loro volti sorridenti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se la prima fosse stata trovata subito, avrebbe potuto godere dell'ultima carezza di sua madre. Se la seconda si trovasse ora, forse sarebbe ancora viva, o forse no. Certo, avrebbe anche lei quell'ultimo abbraccio che le consentirebbe di slegarsi dall'angheria dell'oltraggio compiuto su di lei, forse tornerebbe ad essere una bambina che piange, che cerca la mamma, che ha paura e non vuole più dormire nel fondo buio di qualche terra brulla, da sola, al freddo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Si fa presto a scrivere di questo o quello, a schierarsi dalla parte di un assassino che forse assassino non è, o di un'innocente che forse ha ucciso. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Perché nessuno più si schiera dalla parte delle vittime? Perché non si tace e si sente invece il bisogno di urlare le proprie ragioni, che ragioni non sono?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Si fanno le classifiche sulle ricerche, sul dispiego dei volontari, sulla morbosità dei mezzi di comunicazione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;No, loro non sono la stessa persona. Non hanno nomi assonanti. Non sono intercambiabili.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sono due ragazze strappate alla vita. Altro non si può aggiungere.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La prima ha fatto in modo che la seconda ricevesse maggiore attenzione, che l'ignavia che spesso circonda l'esistenza umana si sciogliesse nel desiderio di non veder più nessuna vita oltraggiata e calpestata. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Piangere ora, però, che la certezza ancora non c'è, che si fanno i conti con un indagato che non confessa, con un corpo che non si trova, è irrispettoso. Perché nessuno di noi conosceva quella ragazza, nessuno di quelli che ora condividono foto e parole su angeli e cieli amava quella ragazza, nessuno di chi scrive - me compresa - ha il diritto di piangerla. Il dolore della sua famiglia non può essere condiviso su una piazza virtuale, o sulla tela di un lenzuolo imbrattato dallo spray di una bomboletta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per una volta, almeno, potremmo provare a stare in silenzio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Barbara Greggio.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-540892369437943480?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/540892369437943480/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2010/12/e-ora-il-silenzio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/540892369437943480'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/540892369437943480'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2010/12/e-ora-il-silenzio.html' title='E ora il silenzio.'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TPzNmI8Pr7I/AAAAAAAAARA/KG82gx-IPBs/s72-c/silenzio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-4754172941907116856</id><published>2010-11-30T00:57:00.000-08:00</published><updated>2011-02-20T02:49:46.623-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Articolo'/><title type='text'>Mario Monicelli. L'ultimo finale.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TPTB_Zk_y6I/AAAAAAAAAQ4/VuykS4AEQeU/s1600/4251757282_600550da3b.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TPTB_Zk_y6I/AAAAAAAAAQ4/VuykS4AEQeU/s320/4251757282_600550da3b.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5545270336141904802" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;
&lt;/b&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;"Si doveva sapere come chiudeva."&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;
&lt;/b&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;"La sceneggiatura si scriveva un po' per volta, però dovevi avere un'idea e sapere come finiva."&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mario Monicelli è morto a 95 anni, fendendo l'aria di una notte di fine novembre, che notte ancora non era. Il finale lo ha deciso lui, come in un film.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;...................................&lt;/div&gt;&lt;div&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mario Monicelli sceneggiatore:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  line-height: 19px; font-family:sans-serif;font-size:13px;"&gt;&lt;ul style="line-height: 1.5em; list-style-type: square; margin-top: 0.3em; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 1.5em; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; list-style-image: url(http://bits.wikimedia.org/skins-1.5/vector/images/bullet-icon.png?1); "&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/I_ragazzi_della_via_Paal_(film_1935)" title="I ragazzi della via Paal (film 1935)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;I ragazzi della via Paal&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1935" title="1935" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1935&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pioggia_d%27estate" title="Pioggia d'estate" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Pioggia d'estate&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1937" title="1937" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1937&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=La_granduchessa_si_diverte&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1" class="new" title="La granduchessa si diverte (pagina inesistente)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;La granduchessa si diverte&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1940" title="1940" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1940&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Brivido_(film_1941)&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1" class="new" title="Brivido (film 1941) (pagina inesistente)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Brivido&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1941" title="1941" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1941&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_donna_%C3%A8_mobile_(film_1942)" title="La donna è mobile (film 1942)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;La donna è mobile&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1942" title="1942" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1942&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cortocircuito_(film_1943)" title="Cortocircuito (film 1943)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Cortocircuito&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1943" title="1943" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1943&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_sole_di_Montecassino" title="Il sole di Montecassino" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Il sole di Montecassino&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1945" title="1945" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1945&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aquila_nera_(film_1946)" title="Aquila nera (film 1946)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Aquila nera&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1946" title="1946" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1946&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giovent%C3%B9_perduta" title="Gioventù perduta" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Gioventù perduta&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1947" title="1947" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1947&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_figlia_del_capitano" title="La figlia del capitano" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;La figlia del capitano&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1947" title="1947" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1947&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Il_corriere_del_re&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1" class="new" title="Il corriere del re (pagina inesistente)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Il corriere del re&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1947" title="1947" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1947&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Follie_per_l%27opera&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1" class="new" title="Follie per l'opera (pagina inesistente)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Follie per l'opera&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1948" title="1948" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1948&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/I_miserabili_(film_1948)" title="I miserabili (film 1948)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;I Miserabili&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1948" title="1948" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1948&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/L%27ebreo_errante_(film_1949)" title="L'ebreo errante (film 1949)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;L'ebreo errante&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1948" title="1948" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1948&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_cavaliere_misterioso" title="Il cavaliere misterioso" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Il cavaliere misterioso&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1948" title="1948" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1948&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Accidenti_alla_guerra!...&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1" class="new" title="Accidenti alla guerra!... (pagina inesistente)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Accidenti alla guerra!...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1948" title="1948" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1948&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tot%C3%B2_cerca_casa" title="Totò cerca casa" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Totò cerca casa&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1949" title="1949" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1949&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_lupo_della_Sila" title="Il lupo della Sila" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Il lupo della Sila&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (1949)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_conte_Ugolino_(film_1949)" title="Il conte Ugolino (film 1949)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Il conte Ugolino&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1949" title="1949" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1949&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Al_diavolo_la_celebrit%C3%A0" title="Al diavolo la celebrità" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Al diavolo la celebrità&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1949" title="1949" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1949&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Come_scopersi_l%27America" title="Come scopersi l'America" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Come scopersi l'America&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1949" title="1949" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1949&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Follie_per_l%27opera&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1" class="new" title="Follie per l'opera (pagina inesistente)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Follie per l'opera&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1949" title="1949" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1949&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/%C3%88_arrivato_il_cavaliere" title="È arrivato il cavaliere" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;È arrivato il cavaliere&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1950" title="1950" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1950&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_brigante_Musolino_(film)" title="Il brigante Musolino (film)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Il brigante Musolino&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1950" title="1950" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1950&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Botta_e_risposta&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1" class="new" title="Botta e risposta (pagina inesistente)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Botta e risposta&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1950" title="1950" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1950&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/L%27inafferrabile_12" title="L'inafferrabile 12" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;L'inafferrabile 12&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1950" title="1950" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1950&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vita_da_cani_(film_1950)" title="Vita da cani (film 1950)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Vita da cani&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1950" title="1950" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1950&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Soho_Conspiracy&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1" class="new" title="Soho Conspiracy (pagina inesistente)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Soho Conspiracy&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1950" title="1950" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1950&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vendetta..._sarda" title="Vendetta... sarda" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Vendetta... sarda&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1951" title="1951" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1951&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tot%C3%B2_e_i_re_di_Roma" title="Totò e i re di Roma" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Totò e i re di Roma&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1951" title="1951" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1951&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tizio,_Caio,_Sempronio" title="Tizio, Caio, Sempronio" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Tizio, Caio, Sempronio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1951" title="1951" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1951&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=%C3%88_l%27amor_che_mi_rovina&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1" class="new" title="È l'amor che mi rovina (pagina inesistente)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;È l'amor che mi rovina&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1951" title="1951" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1951&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Core_%27ngrato" title="Core 'ngrato" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Core 'ngrato&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1951" title="1951" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1951&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_tradimento_(film_1951)" title="Il tradimento (film 1951)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Il tradimento&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1951" title="1951" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1951&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Accidenti_alle_tasse!!" title="Accidenti alle tasse!!" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Accidenti alle tasse!!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1951" title="1951" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1951&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Amo_un_assassino&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1" class="new" title="Amo un assassino (pagina inesistente)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Amo un assassino&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1951" title="1951" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1951&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guardie_e_ladri" title="Guardie e ladri" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Guardie e ladri&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1951" title="1951" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1951&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tot%C3%B2_e_le_donne" title="Totò e le donne" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Totò e le donne&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1952" title="1952" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1952&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tot%C3%B2_a_colori" title="Totò a colori" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Totò a colori&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1952" title="1952" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1952&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cinque_poveri_in_automobile" title="Cinque poveri in automobile" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Cinque poveri in automobile&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1952" title="1952" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1952&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Cani_e_gatti&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1" class="new" title="Cani e gatti (pagina inesistente)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Cani e gatti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1952" title="1952" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1952&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Un_turco_napoletano" title="Un turco napoletano" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Un turco napoletano&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1953" title="1953" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1953&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_pi%C3%B9_comico_spettacolo_del_mondo" title="Il più comico spettacolo del mondo" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Il più comico spettacolo del mondo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;(&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1953" title="1953" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1953&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cavalleria_rusticana_(film_1953)" title="Cavalleria rusticana (film 1953)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Cavalleria rusticana&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1953" title="1953" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1953&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Le_infedeli" title="Le infedeli" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Le infedeli&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1953" title="1953" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1953&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Perdonami&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1" class="new" title="Perdonami (pagina inesistente)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Perdonami&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1953" title="1953" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1953&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Verdi_(film_1953)" title="Giuseppe Verdi (film 1953)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Giuseppe Verdi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1953" title="1953" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1953&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Violenza_sul_lago" title="Violenza sul lago" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Violenza sul lago&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1954" title="1954" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1954&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guai_ai_vinti" title="Guai ai vinti" class="mw-redirect" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Guai ai vinti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1954" title="1954" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1954&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Proibito_(film_1954)" title="Proibito (film 1954)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Proibito&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1954" title="1954" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1954&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tot%C3%B2_e_Carolina" title="Totò e Carolina" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Totò e Carolina&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1955" title="1955" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1955&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Un_eroe_dei_nostri_tempi" title="Un eroe dei nostri tempi" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Un eroe dei nostri tempi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1955" title="1955" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1955&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Donatella_(film_1956)" title="Donatella (film 1956)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Donatella&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1956" title="1956" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1956&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_donna_pi%C3%B9_bella_del_mondo" title="La donna più bella del mondo" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;La donna più bella del mondo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1955" title="1955" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1955&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_medico_e_lo_stregone" title="Il medico e lo stregone" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Il medico e lo stregone&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1957" title="1957" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1957&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Padri_e_figli_(film_1957)" title="Padri e figli (film 1957)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Padri e figli&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1957" title="1957" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1957&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/I_soliti_ignoti" title="I soliti ignoti" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;I soliti ignoti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1958" title="1958" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1958&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ballerina_e_Buon_Dio" title="Ballerina e Buon Dio" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Ballerina e Buon Dio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (1958)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_grande_guerra" title="La grande guerra" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;La grande guerra&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1959" title="1959" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1959&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Risate_di_gioia" title="Risate di gioia" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Risate di gioia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1960" title="1960" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1960&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/A_cavallo_della_tigre_(film_1961)" title="A cavallo della tigre (film 1961)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;A cavallo della tigre&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1961" title="1961" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1961&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Boccaccio_%2770" title="Boccaccio '70" class="mw-redirect" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Boccaccio '70&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1962" title="1962" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1962&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;) - segmento &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Renzo e Luciana&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Frenesia_dell%27estate" title="Frenesia dell'estate" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Frenesia dell'estate&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1963" title="1963" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1963&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/I_compagni" title="I compagni" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;I compagni&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1963" title="1963" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1963&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Casanova_%2770" title="Casanova '70" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Casanova '70&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1965" title="1965" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1965&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/I_nostri_mariti" title="I nostri mariti" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;I nostri mariti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1966" title="1966" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1966&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;) - segmento &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Il Marito di Olga&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/L%27armata_Brancaleone" title="L'armata Brancaleone" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;L'armata Brancaleone&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1966" title="1966" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1966&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Toh,_%C3%A8_morta_la_nonna!" title="Toh, è morta la nonna!" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Toh, è morta la nonna!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1969" title="1969" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1969&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Brancaleone_alle_crociate" title="Brancaleone alle crociate" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Brancaleone alle crociate&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1970" title="1970" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1970&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Le_coppie" title="Le coppie" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Le coppie&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1970" title="1970" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1970&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vogliamo_i_colonnelli" title="Vogliamo i colonnelli" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Vogliamo i colonnelli&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1973" title="1973" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1973&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Romanzo_popolare" title="Romanzo popolare" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Romanzo popolare&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1974" title="1974" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1974&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gran_bollito" title="Gran bollito" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Gran bollito&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1977" title="1977" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1977&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Un_borghese_piccolo_piccolo_(film)" title="Un borghese piccolo piccolo (film)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Un borghese piccolo piccolo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1977" title="1977" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1977&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Temporale_Rosy" title="Temporale Rosy" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Temporale Rosy&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1980" title="1980" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1980&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Camera_d%27albergo" title="Camera d'albergo" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Camera d'albergo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1981" title="1981" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1981&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_marchese_del_Grillo" title="Il marchese del Grillo" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Il marchese del Grillo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1981" title="1981" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1981&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amici_miei_atto_II" title="Amici miei atto II" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Amici miei atto II&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1982" title="1982" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1982&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bertoldo,_Bertoldino_e..._Cacasenno" title="Bertoldo, Bertoldino e... Cacasenno" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Bertoldo, Bertoldino e... Cacasenno&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;(&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1984" title="1984" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1984&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Le_due_vite_di_Mattia_Pascal" title="Le due vite di Mattia Pascal" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Le due vite di Mattia Pascal&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1985" title="1985" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1985&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Speriamo_che_sia_femmina" title="Speriamo che sia femmina" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Speriamo che sia femmina&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1986" title="1986" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1986&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/I_picari" title="I picari" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;I picari&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1988" title="1988" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1988&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_male_oscuro_(film)" title="Il male oscuro (film)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Il male oscuro&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1990" title="1990" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1990&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rossini!_Rossini!" title="Rossini! Rossini!" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Rossini! Rossini!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1991" title="1991" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1991&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Parenti_serpenti" title="Parenti serpenti" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Parenti serpenti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1992" title="1992" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1992&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cari_fottutissimi_amici" title="Cari fottutissimi amici" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Cari fottutissimi amici&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1994" title="1994" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1994&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Facciamo_paradiso" title="Facciamo paradiso" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Facciamo paradiso&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1995" title="1995" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1995&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Panni_sporchi" title="Panni sporchi" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Panni sporchi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1999" title="1999" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1999&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Un_amico_magico:_il_maestro_Nino_Rota&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1" class="new" title="Un amico magico: il maestro Nino Rota (pagina inesistente)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Un amico magico: il maestro Nino Rota&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;(&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1999" title="1999" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1999&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;) - documentario&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Come_quando_fuori_piove" title="Come quando fuori piove" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Come quando fuori piove&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/2000" title="2000" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;2000&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;) - miniserie TV&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Le_rose_del_deserto" title="Le rose del deserto" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Le rose del deserto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/2006" title="2006" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;2006&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vicino_al_Colosseo..._c%27%C3%A8_Monti" title="Vicino al Colosseo... c'è Monti" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Vicino al Colosseo... c'è Monti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/2008" title="2008" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;2008&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;) - cortometraggio documentaristico&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_nuova_armata_Brancaleone" title="La nuova armata Brancaleone" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;La nuova armata Brancaleone&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/2010" title="2010" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;2010&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;) - cortometraggio, solo credito&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" line-height: normal;  font-size:16px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'courier new';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Mario Monicelli regista:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-size:13px;"&gt;&lt;ul style="line-height: 1.5em; list-style-type: square; margin-top: 0.3em; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 1.5em; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; list-style-image: url(http://bits.wikimedia.org/skins-1.5/vector/images/bullet-icon.png?1); "&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/I_ragazzi_della_via_Paal_(film_1935)" title="I ragazzi della via Paal (film 1935)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;I ragazzi della via Paal&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1935" title="1935" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1935&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pioggia_d%27estate" title="Pioggia d'estate" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Pioggia d'estate&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1937" title="1937" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1937&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tot%C3%B2_cerca_casa" title="Totò cerca casa" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Totò cerca casa&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;, con &lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Steno" title="Steno" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Steno&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1949" title="1949" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1949&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Al_diavolo_la_celebrit%C3%A0" title="Al diavolo la celebrità" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Al diavolo la celebrità&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;, con &lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Steno" title="Steno" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Steno&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1949" title="1949" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1949&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/%C3%88_arrivato_il_cavaliere" title="È arrivato il cavaliere" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;È arrivato il cavaliere&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;, con &lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Steno" title="Steno" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Steno&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1950" title="1950" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1950&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vita_da_cani_(film_1950)" title="Vita da cani (film 1950)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Vita da cani&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;, con &lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Steno" title="Steno" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Steno&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1950" title="1950" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1950&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guardie_e_ladri" title="Guardie e ladri" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Guardie e ladri&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;, con &lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Steno" title="Steno" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Steno&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1951" title="1951" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1951&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tot%C3%B2_e_i_re_di_Roma" title="Totò e i re di Roma" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Totò e i re di Roma&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;, con &lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Steno" title="Steno" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Steno&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1952" title="1952" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1952&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tot%C3%B2_e_le_donne" title="Totò e le donne" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Totò e le donne&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;, con &lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Steno" title="Steno" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Steno&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1952" title="1952" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1952&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Le_infedeli" title="Le infedeli" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Le infedeli&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;, con &lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Steno" title="Steno" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Steno&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1953" title="1953" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1953&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Proibito_(film_1954)" title="Proibito (film 1954)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Proibito&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1954" title="1954" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1954&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Un_eroe_dei_nostri_tempi" title="Un eroe dei nostri tempi" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Un eroe dei nostri tempi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1955" title="1955" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1955&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tot%C3%B2_e_Carolina" title="Totò e Carolina" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Totò e Carolina&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1955" title="1955" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1955&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Donatella_(film_1956)" title="Donatella (film 1956)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Donatella&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1956" title="1956" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1956&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_medico_e_lo_stregone" title="Il medico e lo stregone" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Il medico e lo stregone&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1957" title="1957" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1957&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Padri_e_figli_(film_1957)" title="Padri e figli (film 1957)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Padri e figli&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1957" title="1957" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1957&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/I_soliti_ignoti" title="I soliti ignoti" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;I soliti ignoti&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1958" title="1958" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1958&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Lettere_dei_condannati_a_morte&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1" class="new" title="Lettere dei condannati a morte (pagina inesistente)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Lettere dei condannati a morte&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1959" title="1959" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1959&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_grande_guerra" title="La grande guerra" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;La grande guerra&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1959" title="1959" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1959&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Risate_di_gioia" title="Risate di gioia" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Risate di gioia&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1960" title="1960" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1960&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Boccaccio_%2770" title="Boccaccio '70" class="mw-redirect" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Boccaccio '70&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1962" title="1962" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1962&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;) - episodio &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Renzo e Luciana&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/I_compagni" title="I compagni" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;I compagni&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1963" title="1963" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1963&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alta_infedelt%C3%A0" title="Alta infedeltà" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Alta infedeltà&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1964" title="1964" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1964&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;) - episodio &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Gente moderna&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Casanova_%2770" title="Casanova '70" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Casanova '70&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1965" title="1965" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1965&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Le_fate_(film)" title="Le fate (film)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Le fate&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1966" title="1966" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1966&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;) - episodio &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Fata Armenia&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/L%27armata_Brancaleone" title="L'armata Brancaleone" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;L'armata Brancaleone&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1966" title="1966" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1966&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_ragazza_con_la_pistola" title="La ragazza con la pistola" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;La ragazza con la pistola&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1968" title="1968" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1968&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Capriccio_all%27italiana" title="Capriccio all'italiana" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Capriccio all'italiana&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1968" title="1968" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1968&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;) - episodio &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;La bambinaia&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Toh,_%C3%A8_morta_la_nonna!" title="Toh, è morta la nonna!" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Toh, è morta la nonna!&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1969" title="1969" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1969&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Le_coppie" title="Le coppie" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Le coppie&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1970" title="1970" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1970&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;) - episodio &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Il frigorifero&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Brancaleone_alle_crociate" title="Brancaleone alle crociate" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Brancaleone alle crociate&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1970" title="1970" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1970&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_mortadella" title="La mortadella" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;La mortadella&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1971" title="1971" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1971&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vogliamo_i_colonnelli" title="Vogliamo i colonnelli" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Vogliamo i colonnelli&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1973" title="1973" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1973&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Romanzo_popolare" title="Romanzo popolare" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Romanzo popolare&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1974" title="1974" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1974&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amici_miei" title="Amici miei" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Amici miei&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1975" title="1975" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1975&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Caro_Michele" title="Caro Michele" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Caro Michele&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1976" title="1976" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1976&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Signore_e_signori,_buonanotte" title="Signore e signori, buonanotte" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Signore e signori, buonanotte&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;, con &lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Comencini" title="Luigi Comencini" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Luigi Comencini&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nanni_Loy" title="Nanni Loy" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Nanni Loy&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Magni" title="Luigi Magni" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Luigi Magni&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; ed&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ettore_Scola" title="Ettore Scola" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Ettore Scola&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1976" title="1976" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1976&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Un_borghese_piccolo_piccolo_(film)" title="Un borghese piccolo piccolo (film)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Un borghese piccolo piccolo&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1977" title="1977" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1977&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/I_nuovi_mostri" title="I nuovi mostri" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;I nuovi mostri&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1977" title="1977" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1977&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;) - episodi &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Autostop&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;e &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;First Aid&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Viaggio_con_Anita" title="Viaggio con Anita" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Viaggio con Anita&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1979" title="1979" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1979&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Temporale_Rosy" title="Temporale Rosy" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Temporale Rosy&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1980" title="1980" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1980&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Camera_d%27albergo" title="Camera d'albergo" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Camera d'albergo&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1981" title="1981" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1981&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_marchese_del_Grillo" title="Il marchese del Grillo" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Il marchese del Grillo&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1981" title="1981" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1981&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amici_miei_atto_II" title="Amici miei atto II" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Amici miei atto II&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1982" title="1982" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1982&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bertoldo,_Bertoldino_e..._Cacasenno" title="Bertoldo, Bertoldino e... Cacasenno" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Bertoldo, Bertoldino e... Cacasenno&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;(&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1984" title="1984" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1984&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Le_due_vite_di_Mattia_Pascal" title="Le due vite di Mattia Pascal" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Le due vite di Mattia Pascal&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1985" title="1985" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1985&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Speriamo_che_sia_femmina" title="Speriamo che sia femmina" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Speriamo che sia femmina&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1986" title="1986" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1986&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/I_picari" title="I picari" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;I picari&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1988" title="1988" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1988&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=La_moglie_ingenua_e_il_marito_malato_(film_tv)&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1" class="new" title="La moglie ingenua e il marito malato (film tv) (pagina inesistente)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;La moglie ingenua e il marito malato&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;(&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1989" title="1989" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1989&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;) - film TV&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/12_registi_per_12_citt%C3%A0" title="12 registi per 12 città" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;12 registi per 12 città&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1989" title="1989" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1989&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;) - documentario, episodio &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Verona&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_male_oscuro_(film)" title="Il male oscuro (film)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Il male oscuro&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1990" title="1990" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1990&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rossini!_Rossini!" title="Rossini! Rossini!" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Rossini! Rossini!&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1991" title="1991" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1991&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Parenti_serpenti" title="Parenti serpenti" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Parenti serpenti&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1992" title="1992" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1992&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cari_fottutissimi_amici" title="Cari fottutissimi amici" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Cari fottutissimi amici&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1994" title="1994" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1994&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=The_Royal_Affair&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1" class="new" title="The Royal Affair (pagina inesistente)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;The Royal Affair&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1995" title="1995" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1995&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Facciamo_paradiso" title="Facciamo paradiso" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Facciamo paradiso&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1995" title="1995" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1995&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Esercizi_di_stile_(film)&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1" class="new" title="Esercizi di stile (film) (pagina inesistente)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Esercizi di stile&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1996" title="1996" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1996&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;) - episodio &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Idillio edile&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Topi_di_appartamento&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1" class="new" title="Topi di appartamento (pagina inesistente)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Topi di appartamento&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1997" title="1997" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1997&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;) - cortometraggio&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=I_corti_italiani&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1" class="new" title="I corti italiani (pagina inesistente)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;I corti italiani&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1997" title="1997" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1997&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;) - episodio &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Topi di appartamento&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Panni_sporchi_(film_1999)" title="Panni sporchi (film 1999)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Panni sporchi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1999" title="1999" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1999&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Un_amico_magico:_il_maestro_Nino_Rota&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1" class="new" title="Un amico magico: il maestro Nino Rota (pagina inesistente)" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Un amico magico: il maestro Nino Rota&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;(&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1999" title="1999" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;1999&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;) - documentario&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Come_quando_fuori_piove" title="Come quando fuori piove" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Come quando fuori piove&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/2000" title="2000" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;2000&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;) - miniserie TV&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Un_altro_mondo_%C3%A8_possibile" title="Un altro mondo è possibile" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Un altro mondo è possibile&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/2001" title="2001" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;2001&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;) - documentario collettivo&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lettere_dalla_Palestina" title="Lettere dalla Palestina" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Lettere dalla Palestina&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/2002" title="2002" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;2002&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;) - &lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Docu-drama" title="Docu-drama" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;docu-drama&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; collettivo&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Firenze,_il_nostro_domani" title="Firenze, il nostro domani" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Firenze, il nostro domani&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/2003" title="2003" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;2003&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;) - documentario collettivo&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Le_rose_del_deserto" title="Le rose del deserto" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Le rose del deserto&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/2006" title="2006" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;2006&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vicino_al_Colosseo..._c%27%C3%A8_Monti" title="Vicino al Colosseo... c'è Monti" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Vicino al Colosseo... c'è Monti&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/2008" title="2008" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;2008&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;) - cortometraggio documentaristico&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="margin-bottom: 0.1em; "&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_nuova_armata_Brancaleone" title="La nuova armata Brancaleone" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;La nuova armata Brancaleone&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/2010" title="2010" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;2010&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;) - cortometraggio, solo credito&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" line-height: normal;  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'courier new';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Cliccando sul titolo è possibile vedere l'intervista a Mario Monicelli realizzata da Giovanni Bogani. Fonte filmografia Wikipedia. Foto di Renato Bonesoli.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" line-height: normal;  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'courier new';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" line-height: normal;  "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'courier new';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Barbara Greggio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-4754172941907116856?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.youtube.com/watch?v=B-5WwrFF65U&amp;playnext=1&amp;list=PLF945F96322CAC20C&amp;index=5' title='Mario Monicelli. L&apos;ultimo finale.'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/4754172941907116856/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2010/11/mario-monicelli-lultimo-finale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/4754172941907116856'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/4754172941907116856'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2010/11/mario-monicelli-lultimo-finale.html' title='Mario Monicelli. L&apos;ultimo finale.'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TPTB_Zk_y6I/AAAAAAAAAQ4/VuykS4AEQeU/s72-c/4251757282_600550da3b.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-1791693038890694470</id><published>2010-11-26T01:20:00.000-08:00</published><updated>2011-02-20T02:47:13.768-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensione'/><title type='text'>"La fine del mondo storto" di Mauro Corona</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TO98iqACzWI/AAAAAAAAAQw/YtqG_06yMSY/s1600/Corona.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 206px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TO98iqACzWI/AAAAAAAAAQw/YtqG_06yMSY/s320/Corona.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5543786601148239202" /&gt;&lt;/a&gt;
Recensione apparsa su Sulromanzo.it&lt;div&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  color: rgb(51, 51, 51); line-height: 20px; font-family:Trebuchet, 'Trebuchet MS', Arial, sans-serif;font-size:13px;"&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'courier new';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;“La fine del mondo storto” di Mauro Corona (Ed. Mondadori)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'courier new';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'courier new';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Mettiamo che un giorno il mondo si sveglia e scopre che sono finiti petrolio, carbone ed energia elettrica. (…) “Sacramento che disgrazia!”… “Non sappiamo usare le mani.”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'courier new';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Ai tempi delle vacche obese ognuno pensava per sé, non esisteva collaborazione né rispetto. Ci si azzuffava per un nonnulla, si accumulavano ricchezze a discapito di onestà e buon senso. Poi una mattina tutto finisce. La tecnologia – idolatrata – regna su un mondo silenzioso e buio. I lampioni non illuminano più le strade, dai termosifoni non si alza calore, i motori si fermano. È la fine del mondo storto. Gli uomini iniziano a morire come mosche, almeno due terzi della popolazione mondiale non arriveranno alla primavera successiva. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'courier new';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'courier new';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;L’inverno della morte bianca e nera, della paura e del terrore, miete vittime soprattutto tra i malati, i cagionevoli di salute, gli anziani e i bambini. I mestieri ammirati ai tempi d’oro dell’umanità non servono a nulla ora che l’energia elettrica non pompa luce e le pance sono vuote. I sopravissuti migrano verso le montagne, dove c’è legna in abbondanza. In città si brucia tutto, mobili, libri, quadri, i soldi (ma quelli bruciano poco e non scaldano). Fa freddo e la fame attanaglia le menti. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'courier new';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;E così quell’inverno sono dieci inverni accatastati uno sull’altro&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'courier new';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'courier new';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'courier new';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Chi sopravvive non si arrende, torna ad essere umile, va in campagna in cerca di contadini. I contadini sanno ancora usare le mani, mungono gli animali, sanno cavare cibo dalla terra. Così come i montanari, che cacciano uccelli e colgono erbe medicinali. Tornano in auge marchingegni arcaici per catturare animali nei boschi, i fucili sono solo ferro da buttare ora che nessuno produce più le munizioni. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'courier new';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Nelle città c’è un silenzio che intorce le budella&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'courier new';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;. Non si litiga, né si parla a vanvera, si pensa solo a non morire. L’inverno della paura fa riavvicinare le persone, ci si unisce per arrivare al giorno dopo, nella speranza che il freddo se ne vada e torni il sole a scaldare le ossa magre. Chi non muore non si ammala più, fortificato dalla fame e dai sacrifici. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'courier new';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;In quelle condizioni, i rimasti in piedi son diventati saggi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'courier new';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; La natura è venerata, rispettata, amata. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'courier new';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'courier new';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Agli albori della primavera si torna pian piano a sorridere, il verde invade le città, ogni pezzo di terra viene messo a coltivazione. Frutta, verzure, latte, farina, formaggi. L’uomo non muore più di fame. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'courier new';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;I giorni sono diventati meno duri, la speranza torna a consolidarsi, la vita mette i piedi sulla testa della morte.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'courier new';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; Saggezza e prudenza conducono gli uomini verso una nuova era, in un mondo depurato dalle ingiustizie e dalle frustrazioni. Si torna a parlare, nelle notti d’estate, attorno ad un fuoco. Si aguzza l’ingegno, ci si scambiano consigli. Non esistono padroni, né sudditi. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'courier new';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'courier new';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;In montagna, per ogni albero tagliato se ne piantano altri dieci, si pensa al futuro, non si spreca nulla e tutto viene equamente diviso.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'courier new';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Senza rendersene conto, stanno creando una società perfetta, dove non ci sono gerarchie né subordinati .&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'courier new';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt; Il mondo forse ha davvero imparato la lezione, si è pulito ed è pronto ad andare avanti. Ma l’uomo ha in sé il germe della discordia, un’insoddisfazione latente che, a pancia piena, risale a galla. Tornano i primi ladri, e con loro gli assassini. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'courier new';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Non c’è niente da fare, l’uomo è un cane che si mangia la coda. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'courier new';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Gira in cerchio fino a consumarsi. In questo suo nuovo romanzo Mauro Corona è come vento di montagna, tagliente e disincantato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'courier new';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'courier new';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;Barbara Greggio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-1791693038890694470?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/1791693038890694470/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2010/11/la-fine-del-mondo-storto-di-mauro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/1791693038890694470'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/1791693038890694470'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2010/11/la-fine-del-mondo-storto-di-mauro.html' title='&quot;La fine del mondo storto&quot; di Mauro Corona'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TO98iqACzWI/AAAAAAAAAQw/YtqG_06yMSY/s72-c/Corona.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-6668032327886122616</id><published>2010-11-19T00:12:00.000-08:00</published><updated>2011-02-23T08:53:53.418-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Video'/><title type='text'>Sally</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-CTNNuSAYpXg/TWU7bACegTI/AAAAAAAAAVc/8buCHCZ3WEo/s1600/pioggia20lorca-vi.gif"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 279px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-CTNNuSAYpXg/TWU7bACegTI/AAAAAAAAAVc/8buCHCZ3WEo/s400/pioggia20lorca-vi.gif" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5576929048621121842" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#0000EE;"&gt;&lt;u&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;BG&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-6668032327886122616?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.youtube.com/watch?v=gIrTePS5Bko' title='Sally'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/6668032327886122616/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2010/11/sally.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/6668032327886122616'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/6668032327886122616'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2010/11/sally.html' title='Sally'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-CTNNuSAYpXg/TWU7bACegTI/AAAAAAAAAVc/8buCHCZ3WEo/s72-c/pioggia20lorca-vi.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-8195160309530570727</id><published>2010-11-18T00:05:00.000-08:00</published><updated>2010-11-18T04:43:07.337-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Articolo'/><title type='text'>Scegliere di morire a 11 anni.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TOTqeQ5mctI/AAAAAAAAAQo/Z8hl4HdwfSs/s1600/burrone.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 230px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TOTqeQ5mctI/AAAAAAAAAQo/Z8hl4HdwfSs/s320/burrone.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5540811247226090194" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;i&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;Filippo ha undici anni e vive a San Martino Ulmiano. Frequenta la seconda media. Gioca a calcio nel Migliarino.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;La scuola media di Pontasserchio dista poco meno di 4 chilometri da San Giuliano Terme, paese della provincia di Pisa. 7 minuti se si percorre la Provinciale 30, 8 minuti se si sceglie la Statale 12.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;&lt;i&gt;&lt;div style="display: inline !important; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;&lt;i&gt;&lt;div style="display: inline !important; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;Il Migliarino è undicesimo in classifica, a parimerito con Latignano 2005 e Casteldelbosco. Ha vinto il derby con il Filettone, 3-1. Prima rete stagionale di Filippo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;div&gt;E' un giorno qualunque, alle 8 suona la prima campana, ci si ammassa nell'atrio, poi su, sospinti nella mischia verso il piano superiore. Gli insegnanti fanno lezione, i ragazzi ascoltano distratti, proiettati verso l'ora di pranzo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La scuola italiana è in agonia, tutti se ne lamentano da decenni. Allora oggi si sciopera, contro la Gelmini, contro i tagli, contro i soldi che non arrivano mai. I prof scendono in  piazza, camminano nei cortei, sventolano le bandiere dei sindacati.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I ragazzi gioiscono, senza darlo a vedere. Oggi si va casa prima, niente ultima ora, per fortuna. Nessuna interrogazione, né compito in classe.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Filippo torna verso San Martino Ulmiano, una manciata di chilometri dalla scuola. A casa non c'è nessuno, a quell'ora. Cammina piano, o forse corre. Entra nella camera del fratellino, 16 mesi, e posa accanto a sé un foglio. L'avrà riscritto dieci volte, nella sua testa, quel biglietto di scuse.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sfila la cintura dai pantaloni e pensa al peso che opprime il suo petto da tempo, quel macigno che toglie il respiro e azzera i battiti nel cuore. E' giovane, Filippo, un bambino. Non sa che tutto si può risolvere, forse si sente incompreso, un po' solo. La sua mamma e il suo papà non vivono insieme, il suo piccolo guscio si è spezzato e lui non sa come aggiustarlo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E' dura fare i conti con il dolore quando sei un bambino, quando il dolore non sai ancora gestirlo e ti senti senza forze. Guardi avanti e il futuro non lo vedi. Vivi come tutti gli altri, vai a scuola, giochi a pallone, fai gol, esulti per la vittoria. In classe stropicci gli occhi alla prima ora, conti i minuti per le campanelle, speri che il prof si dimentichi di te e non ti interroghi. Poi, però, ti ricordi di quella lacerazione che sbriciola i tuoi pensieri, di quella fitta che ti stringe il cuore e spinge le tue spalle verso il basso. E' tutto difficile, troppo. Cerchi aiuto, ma non sai chiederlo nel modo giusto. Hai la sensazione che nessuno ti possa capire e ti chiudi sempre più nel tuo piccolo male di vivere. E quel male cresce, si gonfia, scivola dai polsi per poi rientrare in circolo. Sei piccolo, ma anche grande. Sei in quell'età di mezzo che sconvolge i sensi e destabilizza.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Allora non sai come fare, vorresti urlare ma non hai la voce per farlo. Hai paura del domani, di te stesso, degli altri che diventano sempre più altro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E così finisci per compiere un gesto più grande di te.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Filippo ha infilato un estremo della cintura tra le sbarre del lettino del fratello, figlio di sua mamma e del suo nuovo compagno, e ha fatto scivolare l'altro sulla sua gola.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Aveva undici anni, e ora non c'è più.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nessuno sa spiegarselo, il perché.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'uomo non sa più ascoltare, si è fatto incapace di guardare con disinteresse. L'uomo è accecato dall'amor proprio, dalla paura di fallire, dalla sete di potere.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I ragazzi crescono all'ombra di famiglie assenti, impegnate a raccimolare denaro, a scalare gradini. Troppo spesso si sentono soli, i nostri figli. E noi? Noi li ascoltiamo a tratti, senza convizione, spazientiti. Dobbiamo lavorare, fare i soldi, comprare case e auto di lusso. I bambini non hanno chiesto nulla, a noi genitori. Non ci chiedono loro di nascere, siamo noi a metterli al mondo. Abbiamo delle responsabilità nei loro confronti, dobbiamo fare il massimo per insegnar loro a vivere onestamente, senza paure e con dignità. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ecco, però, che scatta un meccanismo subdolo, figlio di questi nostri tempi sbiaditi. L'invidia, la frustrazione, il diniego. Un figlio toglie spazio, ruba attenzione, distrae dagli impegni sociali. Un bambino ti fagocita, annienta la tua persona, ti toglie il sonno. Se non lo sai educare.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un figlio, in realtà, accresce i genitori, li rende delle persone migliori, meno intimorite dal futuro, capaci di sacrificare il superfluo per amore. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il mondo sgretolato va ricomposto, a partire dal nucleo famigliare, centro della vita. Il resto cambia, tutto scorre, si modifica, invecchia e perisce. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un figlio non è uno status symbol, un figlio è una persona che va rispettata e ascoltata.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tanti ragazzi, come Filippo, si sentono sul bordo di un precipizio. Alcuni indietreggiano e si salvano, altri scivolano giù. Noi genitori dobbiamo scalare la montagna al fianco dei nostri figli, e tendere loro la mano, quando il burrone si avvicina.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Filippo è caduto, scivolato nel suo dolore a 11 anni, un mercoledì di metà novembre. Ha chiesto scusa, lui, che non aveva nessuna colpa.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Barbara Greggio&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-8195160309530570727?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/8195160309530570727/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2010/11/scegliere-di-morire-11-anni.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/8195160309530570727'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/8195160309530570727'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2010/11/scegliere-di-morire-11-anni.html' title='Scegliere di morire a 11 anni.'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TOTqeQ5mctI/AAAAAAAAAQo/Z8hl4HdwfSs/s72-c/burrone.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-2751098512265948302</id><published>2010-11-09T10:35:00.000-08:00</published><updated>2010-11-10T05:25:38.534-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Reportage'/><title type='text'>La voce spazzata via dall'acqua. Viaggio tra gli alluvionati  del Veneto.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNp-q8g46aI/AAAAAAAAAQg/f5DtHMrSoXE/s1600/Bovolenta1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNp-q8g46aI/AAAAAAAAAQg/f5DtHMrSoXE/s320/Bovolenta1.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5537877968069126562" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#0000EE;"&gt;&lt;u&gt;
&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNp5k013TjI/AAAAAAAAAQQ/gsAoUPNs0X8/s1600/Bovolenta1.jpg"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); "&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNp5k013TjI/AAAAAAAAAQQ/gsAoUPNs0X8/s1600/Bovolenta1.jpg"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); -webkit-text-decorations-in-effect: none; "&gt;9 novembre 2010&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Arrivare a Bovolenta è più difficile del previsto. All'incrocio che da Bertipaglia porta a Casalserugo trovo il primo posto di blocco dei vigili urbani. Piove, una leggera coltre di nebbia sale dai campi, l'uomo che mi parla attraverso il finestrino indossa una lunga mantella impermeabile, scura come l'auto che mi sta davanti. "Proseguire in direzione Padova" mi dice, con poca convinzione. Deve essere stato inviato lì da un altro distretto, probabilmente è la prima volta che mette piede in quella zona, vista la poca conoscenza del territorio. Ma io non voglio andare verso Padova, io voglio vedere cosa accade a una settimana dall'alluvione, se davvero è ancora emergenza come dicono alla tivvù. Mi sposto sulla corsia di sinistra, svolto comunque per Casalserugo e, oltre la curva dello spaccio Corona, trovo il primo gruppo di vigili del fuoco. Hanno fatto base su un quadrato di terra pieno di fango, qualche camionetta e una barca ancorata ad una palma. Ci sono uomini vestiti di giallo fluoresecente, pronti ad entrare in azione, intenti per il momento a scrutare il cielo minaccioso. Le vetrine dei negozi sono tappezzate di fogli, avvisi del Comune su dove poter trovare indumenti e generi di prima necessità. Non riesco ad avanzare molto, al semaforo trovo il secondo blocco. La strada per Polverara è transennata, il ponte è chiuso. Un uomo mi spiega che il livello del canale è sceso, ora è sotto controllo, ma il ponte deve essere testato prima di poter riaprire il traffico. Una precauzione doverosa, penso io. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Svolto a sinistra, mi lascio la chiesa alle spalle e imbocco una stradina a senso unico, stretta e con molte curve. Un serpentello d'asfalto su cui sbucano sacchi di juta bianca con la scritta azzurra "Protezione civile Regione Veneto", sembrano funghi dopo la pioggia, cresciuti all'improvviso. E qui, su questa via lunga e irregolare, trovo i primi segni evidenti dell'alluvione. Tre divani - la sola struttura, senza più i cuscini - stanno appoggiati contro una rete, di fronte ad un'abitazione. Sono soli, inzuppati d'acqua, scoloriti. Attendono di essere buttati tra i rifiuti. Proseguo, non senza fatica, e arrivo in un quartiere graziato dalla pioggia, i sacchi pressoché inutilizzati, le cantine asciutte. Non si arriva al cuore dell'alluvione, e comunque non ci voglio arrivare, non ora.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Cambio destinazione: Bovolenta. Bovolenta è la mia seconda casa, ci sono cresciuta quando - bambinetta  - ci passavo le estati con i miei cugini. La casa di mia zia è andata sotto completamente, solo la soffitta si è salvata, nel 1966. Questa volta il fiume ha scelto di esondare dalla parte opposta, l'argine ha rotto oltre la chiesa e la piazza, inondando la zona che va verso Ronchi. Guido piano, non ho fretta, continua a piovere. Mi perdo tra viuzze di cui non conoscevo l'esistenza fino a pochi minuti fa, un groviglio di piccole abitazioni e campi, erba sui fossi, foglie sull'asfalto lucido. Passo per Bertipaglia, noto un particolare che nelle grandi città è andato perduto: alla parete del bar del paese, tra la finestra dietro il bancone e la porta d'ingresso, sono appesi i necrologi. Sono tanti, penso, ma forse sono anziani, in questo scampolo di campagna da cui molti fuggono, e mi rincuoro. E' un falso balsamo per la mia anima, lo so bene. Non è vero che tutti fuggono dal paese in cui nascono, per quanto piccolo e di strette vedute. Molti dei miei cugini, alcuni proprio di Bertipaglia, non si sono allontanati affatto e vivono bene lo stesso. Sereni, tranquilli, appagati. Forse è la città che rimescola gli animi, portandoli al subbuglio. Torno a concentrarmi sulla strada davanti a me, conto i blocchi sui canali, minuscole dighe di ferro che regolano il flusso delle acque. Chissà chi le ha alzate, in questi giorni? Gli abitanti della via, o forse la protezione civile, o forse ancora, nessuno, erano già sollevate. Sembrano ghigliottine, con la lama pronta a scendere e tagliare i fili d'erba oltre il pelo dell'acqua. Non ho idea di dove mi trovo, non ci sono indicazioni, né cartelli pubblicitari. Solo fossi e campi. Mi lascio guidare dall'andamento curvilineo dell'asfalto, sto in silenzio e aspetto di arrivare alla fine di questa via di cui non ho letto il nome, quando l'ho imboccata dieci minuti fa. La strada si fa in salita e d'improvviso mi trovo su un ponte. Il ponte di Cagnola. La visibilità è pessima e i camion sfrecciano veloci a recuperare i rallentamenti dei giorni scorsi. L'argine si è trasformato in una strada provinciale, ora è l'unico collegamento tra Cagnola e Bovolenta, o, meglio, tra Bovolenta e molti altri paesi. L'acqua non fa paura vista dall'alto della strada, il letto che la accoglie è grande, spazioso. I campi dabbasso sono zuppi, i solchi lasciati dalle ruote dei trattori scompaiono in enormi pozzanghere. La vita scorre, le auto proseguono decise, le persone lavorano. Poco dopo l'incrocio con Gorgo - o forse poco prima - un'idrovora è in azione, un uomo si è calato lungo il tubo maggiore, abbarbicato come la vite al legno. Solo due giorni prima, oltre il livello della strada, dal lato opposto, era tutto sommerso. Ora si vedono le case, le stalle, le aziende agricole. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Bovolenta è silenziosa, attivamente silenziosa. Non è facile trovare parcheggio in questo paese che a me, che l'ho sempre visto e vissuto, sembra un'appendice di casa. Spengo il motore in Piazza Ragazzi del 99, affollata di auto. Fatto insolito, questo, ma non oggi, che le auto accanto alla mia sono quelle di chi ha visto la propria casa andare a fondo, coperta dalla furia dell'esondazione. Cammino sul ciglio della strada in salita, non c'è marciapiede. Il traffico viene fatto deviare verso l'argine da cui sono arrivata e, più in basso, in direzione di Terrassa Padovana. "Buongiorno, si può avanzare a piedi?" Chiedo sottovoce, d'un tratto mi sento piccola e misera. "Certo, se vuole può usufruire della navetta." Mi risponde un uomo sulla sessantina, cordiale e in divisa. Protezione civile. "No, grazie. Faccio una passeggiata." Dico io, quasi arrossendo. Mi sento fuori luogo, con le mie scarpette da ginnastica e la moleskine sotto il braccio. Non sono una vera giornalista, non ce l'ho ancora - io - il tesserino da professionista. Non mi hanno chiesto nulla, su al blocco, e io non ho detto nulla. Ora, però, che passeggio lungo la strada, che mi inerpico su per l'argine a guardare l'acqua correre veloce, mi sento male. Cammino e non scrivo, non annoto nulla, bastano i miei occhi a segnare i colori, i rumori e le facce. Ha ripreso a piovere intensamente, apro l'ombrello e per poco una folata di vento non lo fa volare via, lo riprendo appena prima che si alzi oltre il recinto di un'abitazione. Un paio di ruspe sono al lavoro, rafforzano l'argine laddove l'acqua aveva strappato terra ed erba. Il fango è visibile accanto all'asfalto, una scia molliccia e profonda che divide la strada dalla pista ciclabile. Ci sono mobili ammassati sul ciglio, dall'altro lato. Un armadio, senza ante, una lavatrice, un televisore, dei ripiani. E' un quadro sgualcito quello che mi toglie le parole. Il piazzale del distributore di benzina si è trasformato in un centro di raccolta per vigili del fuoco e protezione civile. Ci sono dei gommoni, anche di privati, ora non servono più, ma - una settimana fa - hanno portato in salvo centinaia di persone. Dalle finestre spalancate non escono voci, solo il rumore sommesso del riordino. Arrivo di fronte all'idrovora di Bovolenta, costruita - leggo sulla targa appesa alla rete - nel 1925. Faccio i conti con le dita, di dieci in dieci, come i bambini delle elementari,  e mi accorgo che - praticamemente - ogni 40 anni qui c'è un alluvione che spazza via tutto. Un canale minore, che svolta in prossimità della strada, porta i segni dell'inondazione, carte, residui, impurità, rimasti impigliati sulla superifice scomposta. La siepe di una casa singola, una bella casa nonostante tutto, è segnata dal fango fin oltre la metà. Il marrone della melma ha disegnato uno spartitraffico tra il prima e il dopo, tra ieri e oggi. Non c'è confusione, tutti lavorano in silenzio, mestamente. Nessuno grida, nemmeno per salutarsi. L'acqua ha tolto la voce a queste persone, impastandole nel silenzio. Si sorride, oggi, ed è già molto. Sotto una tenda bianca, svolazzante e leggermente fuori asse, si offrono aiuti. Io - che pensavo di trovarci dentro cibo e coperte - mi sorprendo a vedere scatoloni pieni di detersivi e disinfettanti, scope e mocci. Nessuno si riunisce a parlare di quanto avvenuto una settimana fa, sono tutti impegnati a pulire e riordinare, ora che anche le cantine sono state svuotate dall'acqua. Cerco di documentare quello che vedo attorno a me, provo a fare delle foto, ma è impossibile immortalare la dignità di queste persone. E' blasfemo entrare con l'obiettivo nelle case devastate dall'alluvione. Così proseguo a testa bassa, mi limito a fotografare qualche oggetto, da lontano, con lo zoom. Altro distributore di benzina, altro punto di raccolta. Un enorme generatore pompa energia elettrica nel quartiere a ridosso dell'argine. La via, più uno spiazzo che una strada, è popolata da persone efficienti che accatastano sul marciapiede ciò che non è più salvabile e portano al sicuro le poche cose che sono scampate all'acqua. Del salone di una parrucchiera rimangono le scritte sulle vetrine - due - e le poltrone nere imbrattate di fango. Dentro si lavora senza sosta, e senza voce. Poco più in là stanno appesi dei vestiti ricoperti di nylon, di una lavanderia - forse. Il fango ha mangiato gli orli delle camicie, colorando di marrone i pantaloni piegati. Spengo la macchina fotografica e la metto in tasca. Non me la sento di scattare foto mentre, qualche metro più un là, c'è chi ha perso buona parte della casa, muri esclusi. Le mie fotografie non riporteranno indietro gli album di famiglia di quelle persone, i loro ricordi trascinati via, finiti ad impigliarsi chissà dove. Torno sui miei passi, non ha senso proseguire. Le immagini che si susseguono sono simili, per violenza e desolazione. L'acqua è furia cieca, possente, incontrollabile. Quando decide di andare all'attacco l'uomo non la può fermare, non è fuoco che si spegne. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fa freddo, lungo la strada. Ci sono 9 gradi, che sulla faccia sembrano 2, al massimo 3. Dopo l'alluvione è arrivato anche il freddo. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tra qualche ora, qui, ci saranno Berlusconi, Bossi, Bertolaso. Non cambia nulla. Non si cerca di tirare a lustro quel poco che è rimasto, si lavora per la normalità, non per le istituzioni. Vorrei non essere banale, evitare di dire che il nord - come nello stereotipo più scontato - si rimbocca le maniche e va avanti. Vorrei non cadere nel clichè del "ci arrangiamo da soli" o, meglio ancora "femo tuto da soi, che xe mejo". Vorrei raccontare una storia originale, non la solita immagine del Veneto che lavora a testa bassa e non aspetta gli aiuti da fuori. Mentirei, però, e non voglio mentire. Io, qui, racconto solo quello che ho visto, senza pregiudizi né favoritismi. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'alluvione, per me, è, e sarà sempre, il dignitoso silenzio che ho sentito questa mattina, tra gli alluvionati. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;b&gt;Per vedere le immagini correlate al reportage, cliccare sul titolo.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Barbara Greggio&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-2751098512265948302?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.flickr.com/photos/veniceb/sets/72157625229991631/' title='La voce spazzata via dall&apos;acqua. Viaggio tra gli alluvionati  del Veneto.'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/2751098512265948302/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2010/11/la-voce-spazzata-via-dallacqua-viaggio.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/2751098512265948302'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/2751098512265948302'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2010/11/la-voce-spazzata-via-dallacqua-viaggio.html' title='La voce spazzata via dall&apos;acqua. Viaggio tra gli alluvionati  del Veneto.'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNp-q8g46aI/AAAAAAAAAQg/f5DtHMrSoXE/s72-c/Bovolenta1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-6374428967372594444</id><published>2010-11-08T02:19:00.001-08:00</published><updated>2010-11-08T09:28:04.488-08:00</updated><title type='text'>"Veneto alluvionato. Veneto fortunato." Gruppo facebook offende le popolazioni alluvionate.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfbyvQb_rI/AAAAAAAAAQI/KsjKrBHwIE4/s1600/PB080017.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfbyvQb_rI/AAAAAAAAAQI/KsjKrBHwIE4/s200/PB080017.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5537135931600666290" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfbDqV2EGI/AAAAAAAAAQA/dJxogL4qZWY/s1600/PB080018.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfbDqV2EGI/AAAAAAAAAQA/dJxogL4qZWY/s200/PB080018.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5537135122827317346" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfYJDDAiHI/AAAAAAAAAP4/YuftU4WsiOs/s1600/alluvione3.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfYJDDAiHI/AAAAAAAAAP4/YuftU4WsiOs/s200/alluvione3.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5537131916823660658" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height: normal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;;color:black;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Piove ancora sul Veneto alluvionato, i canali tornano a riempirsi, l'allerta è alta nelle zone già piegate dalle piogge dei giorni scorsi. Volontari, uomini della protezione civile, vigili del fuoco lavorano senza sosta per svuotare dal fango le case e le aziende. Le scuole rimangono chiuse, alcune riapriranno domani, altre non si sa. Migliaia di animali sono periti, capi di bestiame di ogni taglia e razza sono ancora sommersi dall'acqua, in attesa di essere recuperati e bruciati. Piove senza sosta nelle ore in cui arrivano i primi aiuti dal governo, oltre alla minaccia del governatore Zaia di sospendere il pagamento delle tasse. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;;color:black;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height: normal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;;color:black;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Piove mentre su Facebook si scatena la polemica. Da un lato i gruppi a favore degli alluvionati, dove poter trovare informazioni utili alla viabilità, conti correnti e punti di raccolta aiuto,  dall'altra il gruppo "Veneto alluvionato. Veneto fortunato" dove molti lasciano commenti offensivi e irrispettosi diretti alle popolazioni colpite.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height: normal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;;color:black;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;La libertà di parola è un diritto imprescindibile nella nostra società, figlio di lotte e sacrifici, e come tale va tutelato. La libertà d'offesa gratuita, però, è un'altra cosa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;;color:black;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height: normal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;;color:black;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Nel momento in cui scrivo, il gruppo in oggetto ha 87 membri (saliti nel corso della giornata a oltre 400) che scrivono cose di questo genere:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;;color:black;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height: normal;mso-outline-level:3"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;;color:black;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;"Il meteo ha appena annunciato precipitazioni più intense per tutta la settimana. Veneti, paura eh?", "bravi, adesso chiedete anche l'elemosina. ma voi leghisti non eravate contrari a zingari e accattoni?", "io sono di Trento e considero i veneti dei gran terroni"," We we! Tutti a raccogliere lumache?", "La Regione Calabria ha detto che di mandare aiuti al Veneto non se ne parla nemmeno per sogno. La Campania, invece, ha chiesto quando cazzo vi decidete a mandare altri sghei, chè deve invitare la Puglia in pizzeria!", "Prima che vado a dormire dico una preghierina...Voi nordisti polentoni, avete tanto voluto votar Maroni, adesso che il danno è fatto, prendetene atto, ma non rompeteci il cazzo.", ""Dicono di avere perso tutto, che le loro case sono inondate dal fango e i loro animali morti, ma poi chi ci rimette siamo noi che ci aumentano le tasse...Ma andate ad abitare sulle palafitte, cosi non avrete più questi problemi e non ci rompete le balle."&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height: normal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;;color:black;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Interi quartieri sono sfollati, famiglie con bambini, anziani che si sono visti portare via dalla furia dell'acqua i ricordi di tutta una vita. Una regione è in ginocchio e c'è chi perde tempo a scherzare ancora sugli stereotipi del nord contro il sud e vice versa. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height: normal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;;color:black;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Sarebbe segno di civiltà se certe argomentazioni venissero taciute, rimandando a tempi migliori per entrambe le parti eventuali recriminazioni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height: normal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;;color:black;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Barbara Greggio&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-6374428967372594444?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/6374428967372594444/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2010/11/veneto-alluvionato-veneto-fortunato.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/6374428967372594444'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/6374428967372594444'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2010/11/veneto-alluvionato-veneto-fortunato.html' title='&quot;Veneto alluvionato. Veneto fortunato.&quot; Gruppo facebook offende le popolazioni alluvionate.'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfbyvQb_rI/AAAAAAAAAQI/KsjKrBHwIE4/s72-c/PB080017.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-7636199603856397637</id><published>2010-11-08T00:08:00.000-08:00</published><updated>2010-11-08T00:51:20.459-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Articolo'/><title type='text'>Franco Califano povero.  La musica è finita?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNe2kKNPYuI/AAAAAAAAAPQ/bGejW1F26Vc/s1600/franco_califano_.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 146px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNe2kKNPYuI/AAAAAAAAAPQ/bGejW1F26Vc/s200/franco_califano_.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5537094999206748898" /&gt;&lt;/a&gt;
Franco Califano, noto anche come il "Califfo", versa in condizioni d'indigenza. Autore di canzoni che hanno segnato la storia della musica italiana - "La musica è finita", "Minuetto", "Tutto il resto è noia", "Un'estate fa" - Califano ha speso la sua vita senza misurarsi con l'avanzare del tempo. Amante instancabile, ha collezionato belle donne e auto di lusso, preferendo i grandi alberghi internazionali alla stabilità di una casa. Maestro dell'ars amatoria e fine compositore di testi, un poeta per molti, ha raggiunto i 72 anni senza aver raccimolato alcuna fortuna economica. Una caduta, lo scorso luglio, lo ha messo in ginocchio. La frattura di tre vertebre gli impedisce di esibirsi in giro per l'Italia, azzerando il reddito in entrata. I diritti Siae sui suoi brani, 10.000 € ogni sei mesi, non sembrano sufficienti a garantirgli una dignitosa quotidianità.
L'amico senatore Domenico Gramazio chiederà al ministro Bondi che gli venga riconosciuto il sussidio statale, tramite la legge Bacchelli.
Prima di lui Alda Merini (poetessa), Anna Maria Ortense (scrittrice), Umberto Bindi (cantautore) e Giorgio Perlasca (eroe di guerra), hanno beneficiato dell'aiuto Bacchelli.
Ma Franco Califano merita davvero il vitalizio, destinato a quei cittadini italiani che si sono distinti nel mondo dell'arte, della cultura, dello sport e dello spettacolo, contribuendo alla crescita del nostro Paese?
Quanto Califano ha fatto come autore e cantante è di rilievo, per la profondità dei testi e l'originilità interpretativa. Rimane comunque il fatto che la fortuna lo ha baciato generosamente e lui, amatore incallito, si è voltato a cercarne altre.
Nemmeno l'esperienza del carcere, vissuta due volte, gli ha fatto mettere la testa a posto.
Forse - però - ad un esempio di genio e sregolatezza come il Califfo si può perdonare. Lui, che ha sempre dispensato amore e generosità, ora chiede solo un po' d'aiuto, e lo fa senza vergognarsene.
Il viale del tramonto lo attende, ma, ne siamo certi, la musica non è finita.&lt;div&gt;&lt;div&gt;
&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Barbara Greggio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-7636199603856397637?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/7636199603856397637/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2010/11/franco-califano-povero-la-musica-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/7636199603856397637'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/7636199603856397637'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2010/11/franco-califano-povero-la-musica-e.html' title='Franco Califano povero.  La musica è finita?'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNe2kKNPYuI/AAAAAAAAAPQ/bGejW1F26Vc/s72-c/franco_califano_.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-7218176310177808727</id><published>2010-11-07T00:53:00.001-07:00</published><updated>2010-11-07T08:52:52.553-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Articolo'/><title type='text'>Alluvione in Veneto. E' sussurro nazionale.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNZnzPgbvhI/AAAAAAAAAPI/ShHStHkn7Jk/s1600/alluvione4.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNZnzPgbvhI/AAAAAAAAAPI/ShHStHkn7Jk/s200/alluvione4.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5536726921932160530" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNZnuLAubMI/AAAAAAAAAPA/PYJ9uLYy5wc/s1600/alluvione2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNZnuLAubMI/AAAAAAAAAPA/PYJ9uLYy5wc/s200/alluvione2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5536726834826079426" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNZnoen5KUI/AAAAAAAAAO4/YiTxO5xAw1w/s1600/alluvione1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNZnoen5KUI/AAAAAAAAAO4/YiTxO5xAw1w/s200/alluvione1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5536726737011419458" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNZnfDU5sfI/AAAAAAAAAOw/grm5yZSTBw8/s1600/alluvione.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNZnfDU5sfI/AAAAAAAAAOw/grm5yZSTBw8/s200/alluvione.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5536726575065182706" /&gt;&lt;/a&gt;
E' sera,  ma fuori fa buio come fosse già notte. I lampioni, lungo le strade deserte, rilasciano un fascio di luce carico d'acqua. I canali s'ingrossano, il fiume si fa minaccioso, gli argini sono zuppi. Piove incessantemente da ore, con un'insistenza presaga del peggior finale. 
Il fiume si gonfia inesorabile, in più punti minaccia di straripare. Piccoli vortici increspano la superficie avanzando in direzioni opposte, fino a scontrarsi. La discesa verso il mare è rapida, così come la risalita forzata verso la pianura. Soffia vento di scirocco, il libero sfogo dei corsi d'acqua viene rispedito verso l'alto, ben oltre la portata del letto.
"Tra un'ora rompiamo l'argine, non c'è alternativa. Evacuare popolazione zona a rischio, fino oltre a Cà Erizzo." E invece l'argine si rompe da solo, a Bovolenta, dal lato opposto a quello previsto. Le case spariscono sotto l'ondata inattesa, restano fuori i tetti e parte dei piani rialzati. Il quartiere residenziale oltre il ponte, le abitazioni verso Cagnola, la zona artigianale. L'acqua entra nelle taverne, riempie i muri delle cantine, sommerge i macchinari industriali dentro i capannoni. Il distributore di benzina scompare, a segnalare la sua esistenza rimangono soltanto le insegne al neon. 
Il fiume è acqua marrone, fango e melma. L'onda che entra nelle case è viva. Ci sono vermi, topolini di campagna, nutrie. Sì, le nutrie. Castorini che vivono nei canali e si cibano della terra degli argini, creando i fontanazzi (sorgenti che si formano per infiltrazione d'acqua sul lato esterno di un argine durante le piene del fiume). Gli animalisti hanno alzato la voce per difendere questi animali, "giù le mani dalle nutrie!" urlavano convinti qualche anno fa. Tanto che la disinfestazione è stata bloccata, e gli argini indeboliti dagli attacchi famelici dei roditori. L'argine che portava al mare, quello percorso nei fine settimana estivi per raggiungere Sottomarina, è rimasto chiuso a lungo, causa lavori di rafforzamento. Le nutrie non si toccano, no. E i buchi negli argini si riempiono dell'acqua del fiume, allargandosi fino al cedimento.
I vigili del fuoco trascorrono la notte a sfollare le abitazioni sommerse, caricano alla bene e meglio intere famiglie. Destinazione: scuole, palestre, palazzetti dello sport. Il ponte di Tencarola è già chiuso, l'acqua ha la meglio anche a Casalserugo. Interi comuni tra Verona e Vicenza combattono contro la furia dell'alluvione dal giorno precedente. Un disperso, poi ritrovato morto. Altri due se ne aggiungeranno nel corso delle ore. Il piazzale antistante la Chiesa di Cresole di Caldogno diventa il simbolo di questa tragedia, forse annunciata, certamente ignorata. Il Tg3 del Veneto dedica uno speciale all'alluvione ieri, sabato 6 novembre. Cinque giorni dopo l'inizio della calamità naturale che ha messo in ginocchio Verona, Vicenza, Padova e parte della bassa. 
Strade chiuse, elicotteri in volo, mezzi anfibi in costante spostamento. I gommoni carichi di sfollati alla ricerca di un oggetto prezioso - in questi casi affettivamente e non materialmente - da portare in salvo. 
Mobili ammassati lungo le strade sgombre d'acqua e piene di fango, reti accatastate, lavatrici inutilizabili, credenze gonfie di legno umido.
I sindaci chiedono attenzione, ma a chi? Le televisioni nazionali, con i loro giornalisti, faticano a raggiungere i luoghi colpiti. E non certamente per motivi logistici. Rete Veneta, Antenna 3, Telenuovo, Telepadova, TVA, Triveneta e molte altre realtà locali sono sul posto da giorni, Il Mattino di Padova ha trasformato le prime pagine del suo quotidiano in bacheche virtuali, dove i comuni possono richiedere generi alimentari o idrovore.
Nei telegiornali nazionali poco spazio, tardivamente, all'alluvione in Veneto. Bontà loro, colpa nostra. Il capo della Protezione Civile, nel rush finale del suo incarico, ha ribadito la necessità di prevenire simili catasfrofi, investendo nella cura del territorio. Pieno consenso, se non fosse che poi Provincia e Regione si rimpallano la patata bollente dell'inadempienza. L'accordo si trova poi addosando la colpa al taglio dei fondi per le Regioni. Colpa dello Stato, suvvia!
Stride, però, leggere che la Provincia ha stanziato un fondo di 15.600 € per promuovere Venezia nel mondo, notoriamente città sconosciuta al panorama internazionale.
Viene da chiedersi come mai un evento di simile portata sia stato solo sussurrato dagli organi d'informazione nazionale, giusto accennato in chiusura di telegiornale, o oltre pagina 20 sui quotidiani.
Esiste una disgrazia di serie A e una di serie B? Tre morti non fanno notizia, sono pochi per suscitare indignazione. L'alluvione si è dispersa a macchia di leopardo, mangiandosi case, negozi, centri storici, ma non è riuscita a colpire l'animo degli italiani.
Sarà che il Veneto è operoso per natura, e galosce ai piedi, capello in testa, tutti a spalare fango e prosciugare cantine. Il Bacchiglione non è il Po, certo.
Suona un cliché usurato ormai, quello del Nord che agisce e non attende aiuti dallo stato centrale. Così fecero in Friuli, dando il pessimo esempio dell'arrangiarsi da soli a riscostruire. Così fanno ora le migliaia di persone sfollate, incapaci di rimanere a guardare.
Non arriveranno i soldi, come non sono arrivati per la tromba d'aria della scorsa estate. Il sindaco di Montegrotto Terme, Luca Claudio, minacciò poi di sciogliere il comune per mancanza di fondi. Non lo ha fatto - ovvio - per senso del dovere, mi auguro. I danni si conteranno tra qualche giorno, quando anche la seconda ondata di piogge attesa per le prossime ore sarà passata.
Magari con il ritrarsi delle acque e l'evidenza del disastro, qualche telegiornale lancerà una sottoscrizione pubblica per gli alluvionati del Veneto.
"Non è la prima volta che il fiume invade le nostre case, un giorno però le acque si ritireranno ed il sole ritornerà a splendere. Allora ci ricorderemo della fratellanza che ci ha unito in queste ore terribili e con la tenacia che Dio ci ha dato ricominceremo a lottare perché il sole sia più splendente, perché i fiori siano più belli e perché la miseria sparisca dalle nostre città e dai nostri villaggi. Dimenticheremo le discordie, e quando avremo voglia di morte cercheremo di sorridere, così tutto sarà più facile e il nostro paese diventerà un piccolo Paradiso in Terra." (Monologo tratto da "Il ritorno di Don Camillo", scena finale. Alluvione del Po, 1951). Foto gentilmente concesse da Fabiola Barison, abitante di Bovolenta (PD).
&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Barbara Greggio&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-7218176310177808727?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/7218176310177808727/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2010/11/alluvione-in-veneto-e-sussurro.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/7218176310177808727'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/7218176310177808727'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2010/11/alluvione-in-veneto-e-sussurro.html' title='Alluvione in Veneto. E&apos; sussurro nazionale.'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNZnzPgbvhI/AAAAAAAAAPI/ShHStHkn7Jk/s72-c/alluvione4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-4742212625720755952</id><published>2010-10-26T01:01:00.000-07:00</published><updated>2010-10-26T01:52:22.242-07:00</updated><title type='text'>Il reality horror di Avetrana</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TMaVTNWiyKI/AAAAAAAAAOo/O20pf4Y_kJs/s1600/03_352-288.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 262px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TMaVTNWiyKI/AAAAAAAAAOo/O20pf4Y_kJs/s320/03_352-288.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5532273349505501346" /&gt;&lt;/a&gt;
Avetrana, 60 giorni dopo.
Sarah Scaazzi, 15 anni, è morta. Il suo corpo esanime, devastato dall'acqua melmosa, è stato ritrovato 42 giorni dopo la scomparsa nel fondo di un pozzo, in località Mosca.
Sarah non si è mai allontanata da casa, ha trovato la morte tra le pareti di un luogo famiare, strangolata dalla furia cieca di una mano amica.
Lo zio Michele - quel Miché che cade in contraddizione, confessa, ritratta e sembra non aver ancora trovato la forza di dire tutto - ha pregato sulla tomba di Sarah, qualche Ave Maria sgranato in fretta sul ciglio rotondo del pozzetto, sotto il sole di un'estate morente.
Sabrina, la cugina del cuore, l'amica inseparabile, piange pensando a Sarah, si rilassa leggendo Checco Zalone, mangia regolarmente, da dietro le sbarre della cella.
Niente è come appare. Non lo è mai stato.
Sarah che scappa, fugge lontano da Avetrana, campagna sul mare del Sud, piccolo centro che offre poco o nulla ai giovani. 
Sarah che chatta su facebook, crea profili, pianifica di cambiare vita.
Sarah che adora la cugina Sabrina, ripete di voler essere adottata dalla famiglia Misseri, si lamenta perché sua madre - Concetta - non le fa abbastanza fotografie.
Sarah che si fa coccolare da Ivano.
Sarah e il suo contrario. Bella, eterea, i capelli biondi, il viso da bambina sotto il trucco pesante. Sarah che stringe al petto un pupazzo di stoffa, sorride davanti alla torta di compleanno, balla e canta con i compagni di scuola.
Sarah che nessuno conosce e tutti giudicano.
Sessanta giorni non sono stati sufficienti per fare chiarezza. Il reo confesso vacilla, punti oscuri non convincono gli inquirenti, contraddizioni che hanno il peso amaro della complicità tirano in ballo Sabrina.
Una cugina che ammazza la sorellina piccola. Un orco che sbiadisce dietro l'alone confuso del padre innamorato di una figlia ribelle e prepotente. Una madre che soffre, mentre la sorella viene risucchiata nel vortice senza freni delle accuse mediatiche.
Il reality show di Avetrana non accenna a diminuire. I riflettori sono accesi notte e giorno, puntati contro la porta marrone del garage di Via Deledda, pronti ad immortalare tutti gli spostamenti che avvengono dentro la casa degli orrori.
Ma questo non è un film. Il diritto d'informazione è stato sopraffatto dalla curiosità morbosa. 
Erika e Omar, Rosa e Olindo, Annamaria Franzoni, Alberto Stasi, Amanda Knox. Assassini condannati e presunti omicidi. Tutto passa sotto la lente deformante della morbosità, il pubblico vuole sapere come si uccide, con quali mosse si infierisce contro il corpo di un'altra persona, se questa si lamenta mentre esala l'ultimo respiro. Tutti vogliono conoscere le nefandezze di questi esseri reietti che uccidono, mossi dalla follia. La gente cerca conforto nella pazzia, un balsamo per l'animo oscuro e imperscrutabile dell'uomo. La follia è una scheggia impazzita che dilania e frantuma. Basta rinchiuderla dietro una manciata di tubi circolari per placarla.
Se fosse così non si spiegherebbe l'interesse attorno ad Avetrana.
I colpevoli sono in cella, la giustizia farà il suo corso.
Non è sufficiente per il popolo. La giustizia della gente ha tempi diversi, televisivi. Poche interruzioni pubblicitarie. Nessuna pazienza per i rilievi scientifici.
I colpevoli devono pagare, ora e subito. Prima che inizi il Grande Fratello, possibilmente.
Avetrana è il buco nero in cui l'Italia sta scivolando rovinosamente. Senza limiti né misura tutti parlano, esprimono giudizi, indagano, come se stessero guardando una puntata della Signora in giallo.
Qui il giallo è vero. La morte non è frutto della mente di uno sceneggiatore, ma il risultato di un degrado sociale pesante e opprimente.
Sarah non è più ad Avetrana, il suo spirito vola alto, osserva e s'interroga.
Sarah è nel cuore di chi l'ha amata, dei suoi genitori, di suo fratello, non certamente nel cuore dei telespettatori.
La smania di sapere, l'indecenza di fare annunci in diretta tv, l'onnipresenza di telecamere e microfoni, ha violato l'intimità di un'adolescente, rovistanto tra le pagine dei suoi diari, aprendo i cassetti della sua cameretta, frugando tra le pieghe dei suoi peluches. E Sarah in tutta questa vicenda che colpe ha? Cosa ha fatto per meritarsi un oltraggio simile? Nulla. Semplicemente è scomparsa. E mentre i resti del suo corpo si decomponevano nel buio del pozzo, sopra tutti si riempivano la bocca di supposizioni e maldicenze.
Sessanta giorni dopo nulla è cambiato. Lo show va avanti e nessuno si ritrae al fascino della telecamera, perché, ammettiamolo, di Sarah nessuno parla più. Tutti parlano di se stessi, delle proprie paure, dei propri spettri.
L'orco, l'orchessa, l'amore e la morte si sono sovrapposti creando un acquerello svilente e impreciso.
(foto: Il Sole 24 ore)
&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Barbara Greggio&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-4742212625720755952?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/4742212625720755952/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2010/10/il-reality-horror-di-avetrana.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/4742212625720755952'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/4742212625720755952'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2010/10/il-reality-horror-di-avetrana.html' title='Il reality horror di Avetrana'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TMaVTNWiyKI/AAAAAAAAAOo/O20pf4Y_kJs/s72-c/03_352-288.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-2917216703282693538</id><published>2010-10-19T01:43:00.000-07:00</published><updated>2010-10-19T01:50:58.921-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensione'/><title type='text'>"Quando la notte" di Cristina Comencini</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TL1be-anbiI/AAAAAAAAAOg/yUkNN1HkUKQ/s1600/Quando-la-notte-di-Cristina-Comencini_foto_blogpost.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 204px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TL1be-anbiI/AAAAAAAAAOg/yUkNN1HkUKQ/s320/Quando-la-notte-di-Cristina-Comencini_foto_blogpost.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5529676505189674530" /&gt;&lt;/a&gt;
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“Quando la notte” di Cristina Comencini (Ed. Feltrinelli)

&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Siamo sulla stessa strada, Manfred, io da un lato, tu dall’altro.&lt;/span&gt;
Marina non è come le sue sorelle, lei è strana e lo è sempre stata. Il pensiero è la migliore delle compagnie, la libertà di dedicarsi ad un mondo di fantasie le manca. Non ha più tempo, Marina. Ha un figlio ora, che non dorme e piange. Lo strazio del pianto si conficca nel cervello, fino a spegnerlo. Il buio, assenza di suono, e poi di nuovo la luce. Un mese da sola con lui, in montagna. Un mese lontano da Mario, suo marito, trenta giorni per dimostrargli che ce la può fare, che non è l’incapace che lui sospetta. 

&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Felicità, infelicità, che cazzate Manfred. Tu mi hai preso a calci per farmi alzare da dietro la porta. Così è quando hai un figlio, la vita ti prende a calci, se no lo sai provi a scansarti, pensi di poterli evitare. Se lo sai li incassi, tieni duro, ami e odi, perché è questo che devi fare, e lo devi sapere. Io ora lo so perché ti ho incontrato.&lt;/span&gt; 

Manfred guida i turisti su per la montagna, li porta al Gigante, si fermano a mangiare i panini alla Murena, guardano il Crocifisso di legno che sembra di carne e arrivano fino al rifugio di famiglia. Sono solo uomini, i Sane, un padre e tre figli. La madre non ha retto la montagna, se n’è andata via con uno straniero. Li ha lasciati a crescersi a vicenda, un unico blocco di pietra contro la maldicenza della gente. A Manfred tocca di veder andar via anche la moglie con i figli. Solo nel silenzio della sua montagna. Una casa, la piccozza, la camicia a quadri. E un appartamento da affittare d’estate. Marina dorme sopra di lui, s’ignorano. Fino a quando una notte tutto va in frantumi, il vino si mescola al sangue e il buio torna a colpire. Marina e Manfred si dividono. Lei su al rifugio, lui giù alla casa. Fino a quando una notte tutto va in frantumi, di nuovo. La &lt;span style="font-style:italic;"&gt;cretina&lt;/span&gt; e lo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;zotico&lt;/span&gt;. Poi, d’un tratto, la &lt;span style="font-style:italic;"&gt;cretina&lt;/span&gt; e lo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;zoppo&lt;/span&gt;. Un filo silenzioso e fragile li unisce, ispessendosi fino a divenire corda che non si spezza.&lt;span style="font-style:italic;"&gt; Mi tiene, mi ha sempre tenuto, l’unico&lt;/span&gt;. Pensa lei. &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Voglio questa donna, è l’unica che voglio&lt;/span&gt;. Cerca di confessarle lui. L’orgoglio che li unisce li divide. Lei tentenna, lui la allontana. Si sono salvati, una notte, la luce ha rischiarato il buio dei loro cuori, dando ad entrambi una seconda possibilità. 

Passano gli anni, rimane la saliva in bocca, il gusto di un bacio che non si è mai davvero interrotto. Marina cresce, impara a fare la madre, fa un’altra figlia, si perdona. Pensa a Manfred, lo sogna, va avanti per lui. A lui deve tutto. Manfred torna con Luna, sua moglie, apre un albergo. Storpio e rigido, una gamba morta, l’altra irrobustita, sparge brecciolino davanti all’albergo, guarda i figli farsi grandi. A lei no, non pensa troppo. Quindici anni lontani, a vivere due vite a metà. Poi la bufera, la funivia che si ferma, la jeep che corre giù per la montagna, un albero spezzato, le urla, la corriera che puzza d’alcol e il freddo nelle gambe. &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Stringo la giacca, mi stendo nell’angolo. Non è cambiato nulla da allora, sola sempre con le tue fantasie&lt;/span&gt;. Quando la notte un uomo incontra la sua donna, la ama, la ricopre con il peso del suo corpo e la stringe forte a sé. In quel momento comprende che &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Questa è la mia donna, non è la moglie né la madre dei miei figli, ogni mattina cerco di non volerla, ma non ci riesco&lt;/span&gt;. Si può vivere nel vuoto del silenzio per tutta la vita o decidere di andare via lontano e dare veramente un senso alla vita. &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Barbara Greggio&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-2917216703282693538?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/2917216703282693538/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2010/10/quando-la-notte-di-cristina-comencini.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/2917216703282693538'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/2917216703282693538'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2010/10/quando-la-notte-di-cristina-comencini.html' title='&quot;Quando la notte&quot; di Cristina Comencini'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TL1be-anbiI/AAAAAAAAAOg/yUkNN1HkUKQ/s72-c/Quando-la-notte-di-Cristina-Comencini_foto_blogpost.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-1259823057251845735</id><published>2010-10-07T00:52:00.000-07:00</published><updated>2010-10-07T02:10:29.570-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Articolo'/><title type='text'>Il coraggio di Sarah</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TK2Fp-hE8MI/AAAAAAAAAOY/dkWq0BBklL0/s1600/sarah-scazzi-2-300x225.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 225px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TK2Fp-hE8MI/AAAAAAAAAOY/dkWq0BBklL0/s320/sarah-scazzi-2-300x225.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5525219274056331458" /&gt;&lt;/a&gt;
Sarah Scazzi è morta ammazzata e violata, spinta nel vano cieco di un pozzo in aperta campagna, ricoperta da pietre e acqua. 
Ha pagato con la vita il suo coraggio.
Era giovane, aveva solo 15 anni, eppure ha dimostrato di avere forza e carattere. Non le piaceva la vita di quel paesino del Sud Italia, Avetrana. Sognava di andare lontano, magari al Nord, a fare una vita migliore. Ambiva alla libertà.
Per oltre un mese la cronaca si è occupata della misteriosa scomparsa di questa ragazza bionda, dal volto angelico. Una vita nascosta - falsa - è stata portata a galla, sospinta da congetture e fantasie mediatiche. Cercava comprensione Sarah, e invece le hanno cucito addosso l'abito della ribelle in cerca di evasione. Fidanzati misteriosi, piani di fuga, auto sospette, badanti ambigue, una madre che non piangeva. 
La televisione ha offerto il macabro spettacolo dell'ignoranza.
Oggi si scopre che Sarah nascondeva soltanto il peso di un abuso.
Poco importa che si trattasse di avances, che non ci fosse stata violenza sessuale. La vita di Sarah, 15 anni appena, era segnata dall'ombra opprimente di un uomo che la voleva fare sua, con la forza. Un uomo molto più grande di lei che la voleva piegare ai suoi istinti animali.
Sarah è stata coraggiosa. Ha detto no a quelle attenzioni morbose, rifiutando di cedere il suo corpo ad un atto perverso e immorale. Sarah ha lottato per difendere la sua giovinezza. Sarah ha avuto rispetto per se stessa, fino a morirne.
Aveva cercato di parlare con la cugina di questa situazione, ma, come spesso accade, non era stata creduta.
Gli antichi retaggi di un passato ignorante permettono che venga perpetrato ancora oggi l'atto di sottomissione della donna. Un padre, un marito, uno zio, un cugino. L'ignoranza, la furia cieca, il diniego del rispetto. 
La storia di Sarah purtroppo non è isolata. Nonostante il passare del tempo e l'evolversi della società civile, l'usanza di abusare delle donne di famiglia non è scomparsa. Diminuita, forse. 
Sarah è l'emblema di tutte quelle bambine, o poco più che bambine, che vengono immolate all'altare della profanazione.
Un corpo acerbo, non del tutto fiorito, risveglia nell'uomo gli istinti più bassi. Solo condannando apertamente e punendo chi si macchia di un'infamia tanto grave si può sperare di combattere la violenza in famiglia.
Sarah ha pagato invano un prezzo troppo alto per il suo coraggio. Il rispetto per se stessa le è stato strappato via dalla barbarie dello zio che ha violentato il suo giovane corpo privo di vita.
&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Barbara Greggio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-1259823057251845735?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/1259823057251845735/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2010/10/il-coraggio-di-sarah.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/1259823057251845735'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/1259823057251845735'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2010/10/il-coraggio-di-sarah.html' title='Il coraggio di Sarah'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TK2Fp-hE8MI/AAAAAAAAAOY/dkWq0BBklL0/s72-c/sarah-scazzi-2-300x225.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-1474390354040864403</id><published>2010-10-05T01:42:00.000-07:00</published><updated>2010-10-05T05:20:34.659-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Articolo'/><title type='text'>Cara mamma, perchè mi torturi?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TKrthS3mZYI/AAAAAAAAAOQ/aTAcxTJmk-Y/s1600/bimbo1m.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 197px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TKrthS3mZYI/AAAAAAAAAOQ/aTAcxTJmk-Y/s320/bimbo1m.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5524489049179841922" /&gt;&lt;/a&gt;
Lincoln, Nebraska. 
Cara mamma, 
sono il tuo bambino e ti scrivo perchè ancora non so parlar bene. Non è facile tenere la penna tra le dita, scappa dappertutto. Ho macchiato il foglio d'inchiostro, scusa. Sai, mamma, ieri sera è successa una cosa brutta e io ho pianto tanto. Avevo fame, mamma, era da tante ore che non mangiavo e avevo tanto sonno. Volevo solo bere un po' di latte e poi addormentarmi, cullato dal calore delle tue braccia. Il biberon era sul tavolo, davanti al divano, e così mi sono incamminato. Sono inciampato su Winnie, ma poi mi sono rialzato. Non ho pianto, mamma, hai visto che bravo ometto sto diventando? Ero quasi arrivato alla meta, vedevo il bianco del latte a portata di mano, ma poi è sparito. Il biberon non c'era più. Non ho ceduto al panico, mamma, mi sono girato e ho guardato verso il tuo fidanzato. No, lui non è il mio papà, però sta spesso a casa nostra. Ce l'aveva lui il mio latte. Ho pensato che volesse coccolarmi un po', sai quelle cose padre-figlio? Aveva passato del nastro verde attorno al mio biberon, non capivo cosa stesse facendo. Poi lo vidi appendere il nastro al muro. Forse era un gioco nuovo, come quelli che fanno gli orsetti in tv. Io, però, ero stanco mamma e avevo tanta fame. "Vieni, prendi il latte." Mi ripeteva, ma io non ci arrivavo mamma, il biberon era troppo in alto per me. Dove sei mamma? Perchè non dai un calcio all'uomo cattivo e lo prendi tu il mio latte? Mamma! Mamma dove sei? Eri dietro di me, mamma, e ridevi. Ridevi mentre io piangevo. Ridevi di me. Poi lui mi ha coperto le manine con il nastro verde, ridacchiando. E tu, mamma mia cara, ridevi con lui. Di me. Mi sono sentito solo, mamma, abbandonato dalla persona più importante della mia piccola vita. Quando lui mi ha attacato al muro, e i miei singhiozzi coloravano tutto di rosso, tu ridevi. 
Perchè non mi hai difeso mamma? Perchè hai lasciato che l'uomo cattivo mi trattasse come un pupazzo vecchio? Faceva male il nastro sulla mia pelle, la colla tirava, non riuscivo a muovermi, mamma. Ho cercato di tendere le braccia verso di te, ma non ci riuscivo. E tu ridevi, mamma. Ridevi di me come di un clown al circo. E io piangevo mamma. 
Mamma, volevo solo dirti che io non sono il tuo giocattolo. Non ti ho chiesto io di venire al mondo. L'hai deciso tu, e ora, per piacere, cerca di volermi bene e di trattarmi come un essere umano. Sono piccolo, lo so, ma sono pur sempre una persona. Se io, da grande, ti attaccassi al muro con il nastro verde - come avete fatto voi con me - tu saresti felice? No.
Oggi mamma, forse ti voglio un po' meno bene. Solo un po', perchè tu sei la mia mamma e io di bene te ne vorrò sempre.
Ciao. Il tuo bambino.

&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Jayla Hamm ha 18 anni e il suo fidanzato Corde Honea 19. Una sera, entrambi alticci, si sono divertiti a torturare il figlioletto di lei, 22 mesi. Lo hanno attaccato al muro con del nastro adesivo e sono rimasti a guardarlo, mentre piangeva disperato. La madre ha poi mostrato le foto dell'assurdo gioco agli amici. Subito denunciata, è stata condannata a 10 giorni di carcere e 2 anni di libertà vigilata. La pena del ragazzo, invece, va dai 36 ai 60 mesi di carcere con l'accusa di abuso su minore.&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Barbara Greggio&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-1474390354040864403?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/1474390354040864403/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2010/10/cara-mamma-perche-mi-torturi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/1474390354040864403'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/1474390354040864403'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2010/10/cara-mamma-perche-mi-torturi.html' title='Cara mamma, perchè mi torturi?'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TKrthS3mZYI/AAAAAAAAAOQ/aTAcxTJmk-Y/s72-c/bimbo1m.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-4096218397882852079</id><published>2010-09-21T07:23:00.000-07:00</published><updated>2010-09-22T05:36:24.939-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Articolo'/><title type='text'>Casa Vianello ora è vuota</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TJjPI0GnOeI/AAAAAAAAAOI/D25--geksJQ/s1600/casa-vianello.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 189px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TJjPI0GnOeI/AAAAAAAAAOI/D25--geksJQ/s320/casa-vianello.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5519389093674826210" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=hqaMgCeAHQ8"&gt;&lt;/a&gt;
Sandra Mondaini si è spenta oggi, poco prima delle 13, al San Raffaele di Milano.
159 giorni dopo la scomparsa di Raimondo Vianello. Tutti avevamo sperato che Sandra si riprendesse, che il suo volto tornasse a sorridere e che la sua voce riprendesse vigore, magari con una delle sue inconfondibili battute. Ma in fondo il desiderio di vederla di nuovo in video, come prima, era solo un pensiero, un po' egoistico forse. Sandra non poteva farcela senza Raimondo, ci ha provato, sicuramente avrà lottato per sopravvivere al dolore, ma la mancanza del compagno di una vita era troppo anche per lei, battagliera e testarda. Raimondo era diventato una parte di lei, uno dei suoi respiri, il battito accelerato delle emozioni. Il 15 aprile lui se n'era andato, precedendola in un viaggio che ora li vede di nuovo vicini. La possibilità di svegliarsi una mattina senza la sua Sandrina lo aveva piegato, lui, uomo tutto d'un pezzo, signore incontrastato dello humor. Sandra era malata da tempo, non riusciva più a camminare, e forse l'idea - terribile - di sopravviverle, lo aveva spinto a scivolare via dalla vita. A lasciare che fosse lei a rimanere, perchè più forte. Lo è stata Sandra, forte. Ci ha davvero provato. Era lì, stravolta eppure presente, accanto alla bara di Raimondo. Non lo ha mai abbandonato e con lui nel cuore ha lottato per cinque mesi. 
Sarebbe forse riduttivo elencare i numerossisimi tasselli di una carriera artistica longeva e solida. Teatro, cinema, televisione. Campagne di sensibilizzazione alla lotta contro il cancro. Sandra era tutto questo, e molto altro. 
Mi piacerebbe, quindi, ricordarla qui, legata ad un pezzettino della mia memoria personale. 
Ero bambina quando in televisione sgambettava un clown con il viso bianco, il nasone rosso e un cappello rotto da cui sbucavano capelli biondi che sembravano stoppa. Aveva la giacca larga, le scarpe enormi ed una voce buffa. Sbirulino. Ero bambina e quel clown accompagnava i miei pomeriggi, forse era domenica, mi pare di sì. Saltellava come se al posto delle gambe avesse avuto due molle, non pareva mai stanco, esuberante come un bambino. Lanciava coriandoli e secchiate d'acqua in faccia ad un uomo seduto in prima fila. Scoprii poi che quello spettatore era Raimondo Vianello.
Passarono gli anni, ma Sandra era ancora lì, presente nella mia vita. Non indossava più gli abiti di Sbirulino, si era già ammalata alcune volte, sedeva composta su un divano a due posti. Alle spalle stava un quadro, sempre lo stesso, nonostante il mobilio cambiasse ogni anno. Una giovane donna, lei. E Raimondo a punzecchiarla, cercando invano di tradirla con la bella vicina di turno. Lei si arrabbiava, spesso alla fine arrivava la polizia. Era domenica, di questo ne sono certa. Era l'ora di cena. Una mezz'ora, poco più. Casa Vianello riempiva il silenzio della cucina, le pizze in tavola, mia nonna seduta accanto a me. Guardavamo quei due attori, marito e moglie, bisticciare, spiarsi, accusarsi. La tata sempre schierata con la Signora Sandra, il marito sempre intento a tramare qualcosa. Poi tutto si risolveva in un nulla di fatto, sempre la solita routine, alla fine. "Che barba che noia, che noia che barba" sbuffava Sandra, prima di calciare sotto le coperte, mentre Raimondo leggeva la Gazzetta dello Sport. Ora che Casa Vianello è vuota, mi piace immaginarli ancora insieme, sotto le coperte, sdraiati su una nuvola. E forse, anche lì, sarà tutto una barba, un'adorabile noia, l'una al fianco dell'altro.
Addio Sandra. 
http://www.youtube.com/watch?v=hqaMgCeAHQ8

&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Barbara Greggio&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-4096218397882852079?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='enclosure' type='' href='http://www.youtube.com/watch?v=hqaMgCeAHQ8' length='0'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/4096218397882852079/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2010/09/casa-vianello-ora-e-vuota.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/4096218397882852079'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/4096218397882852079'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2010/09/casa-vianello-ora-e-vuota.html' title='Casa Vianello ora è vuota'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TJjPI0GnOeI/AAAAAAAAAOI/D25--geksJQ/s72-c/casa-vianello.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-7015459864093375633</id><published>2010-09-20T05:27:00.000-07:00</published><updated>2010-09-20T21:47:49.870-07:00</updated><title type='text'>Donne. Meglio svestite o con il burqa?</title><content type='html'>Il corpo di una donna non è merce, oggetto puramente carnale da gettare al macello di uomini meschini e fomentatori di violenza. L'esposizione di angoli sempre maggiori di pelle è vissuta come un ricatto sociale, il prezzo da pagare per essere accettate e considerate. Di rilievo, a riguardo, il documentario "Il corpo delle donne" a cura di Lorella Zanardo, esplicito nel mostrare una sequenza - nemmeno poi così difficile da trovare nella realtà, già montata in diretta - di giovani donne svestite, ammiccanti ed ambigue che riempiono i palinsesti televisivi, a tutte le ore del giorno e della notte. Il modello proposto non parla e non pensa. Agisce, usando il corpo come veicolo di successo, scorciatoia - o unica possibilità? - per abitare il mondo dello spettacolo. La carrellata di immagini tanto simili, quanto noiose, che la televisione italiana propone oggi porterebbe a pensare che il male - quello maggiore - viva e si nutra tra i cristalli liquidi di un soprammobile animato. Dai cartelloni pubblicitari piovono sederi, seni, sguardi e gesti con evidente sfondo sessuale. Ai bambini bisognerebbe coprire gli occhi, passeggiando lungo le strade di un qualsiasi centro cittadino, rischiando di non farglielo mai vedere, quel centro. 
Le donne - quelle normali, che vivono e lavorano fuori dallo show business - sono però diverse dagli stereotipi imposti dalle copertine patinate. Non si aggirano per la città seminude, con le labbra turgide di silicone e le scollature ombelicali. Sono madri, figlie, nonne e fidanzate che non cedono al richiamo suadente - eppure illusorio - del mondo artificiale della televisione.
Mi è capitato di leggere, in questi giorni, molte opinioni contrastanti riguardo alla mercificazione del corpo femminile. Tra queste, una in particolare mi ha colpito, secondo la quale le giovani donne - spesso appena maggiorenni o giù di lì - accetterebbero di esporre al pubblico ludibrio il proprio corpo perché costrette da condizioni economiche. In altre parole, sempre secondo l'opinione anomina in oggetto, in cambio di una ragionevole quantità di denaro. 
Mi sfugge, però, la componente di "costrizione" nel discorso. Se vuoi apparire in tivù devi farlo alle mie condizioni, detta l'immaginario padrone, svestita, sculettante e sorridente. Io posso appenderti ad un filo in mezzo ai prosciutti, farti sdraiare sul bordo di una piscina, metterti in ginocchio sotto un tavolo o farti leccare una fragola in diretta. Tu, donna, esegui e sorridi, in quanto pagata per questo. Desolante come prospettiva. Reale, forse, o verosimile.
Poi, però, viene da chiedersi perchè le donne accettino tali condizioni senza fiatare. Non esiste il sindacato delle veline, vallette, letterine e professoresse tv? E se esiste, perchè tace? 
La donna che accetta le regole del gioco in cambio di denaro non ha particolari giustificazioni. La mercificazione che del suo corpo se ne fa è opera solo del maschio dominante (impresario con lenti a specchio, pantaloni attillati e brillantina) o anche delle ragazze che si mettono in fila senza troppi scrupoli per accapparrarsi un posto al sole nel panorama televisivo? 
Se il rispetto non nasce da dentro, dall'animo stesso della donna, è poco probabile trovarlo fuori. 
Quando una donna decide di sottostare alle regole, in silenzio, senza opporre resistenza alcuna (preferendo al rispetto il denaro), è scorretto farne una vittima sacrificale.
Come cambiare la situazione? Smettendo di seguire programmi "indecenti", cambiando canale quando la valletta muta di turno irrompe sulla scena con un risolino scomposto e inutile. E, soprattutto, insegnando alle bambine di oggi, donne di domani, che nessuno ha il diritto di calpestare la loro dignità. Se, però, il lavoro educativo si perde per strada, se le madri sono le prime ad iscrivere le figlie ai vari concorsi di bellezza, sgomitando per passare avanti, non lamentiamoci poi che la televisione è volgare.
Ci vuole il coraggio di cambiarle le cose, rinunciando ai privilegi, battagliando unite per una giusta e comune causa. 
Additare un uomo su mille per le parole fuori luogo, o per inquadrature assurde, non basta! Perchè la donna sia forte e torni ad avere un peso nella società, deve mettere da parte le ipocrisie e puntare tutto sulla determinazione. Con coerenza. Perchè non si può scendere in piazza per difendere il diritto alla vita di Sakineh, e poi mettersi addosso un burqa per solidarizzare con una madre magrebina che porta il figlio a scuola.
Il buon senso è la vera chiave di svolta femminile. Ce lo ha dimostrato la mamma magrebina di Latina, disposta a scoprire il volto (rinunciando temporaneamente al velo integrale) per integrarsi a pieno nella comunità che la ospita. Troppo facile mettersi il burqa per cinque minuti, davanti a fotografi e giornalisti, dimostrando un'ipocrita solidarietà. Le donne italiane che hanno compiuto quel gesto, distensivo ma vuoto, dovrebbero interrogarsi su cosa significa per una donna coprirsi il volto, sempre, per tutta la vita, prima di mettere in scena una comprensione che sa tanto di leggera manchevolezza. Possibile che oggi la donna non riesca ad imporsi senza dover necessariamente rinunciare alla propria dignità - negata dalla mercificazione carnale, o celata dietro una cascata di stoffa?
&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Barbara Greggio&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-7015459864093375633?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/7015459864093375633/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2010/09/donne-meglio-svestite-o-con-il-burqa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/7015459864093375633'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/7015459864093375633'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2010/09/donne-meglio-svestite-o-con-il-burqa.html' title='Donne. Meglio svestite o con il burqa?'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-5379422566135881190</id><published>2010-09-19T02:11:00.000-07:00</published><updated>2010-09-19T02:37:47.556-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconto'/><title type='text'>Strappi d'immortalità sotto il pelo dell'acqua</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TJXY4PmM49I/AAAAAAAAANw/R7VKjNxM8zg/s1600/Kundera.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TJXY4PmM49I/AAAAAAAAANw/R7VKjNxM8zg/s320/Kundera.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5518555379183444946" /&gt;&lt;/a&gt;
Briciole di inchiostro si ancoravano al foglio, come corpi mossi dalla corrente. Non colava nulla dalle pagine, il nero che avrei voluto vedere liquefarsi sotto i colpi dell'acqua, s'imprimeva con maggior forza nella carta, risultandone esaltato. Avrei voluto bruciare quel libro, e ci avevo anche provato. La fiamma artificiale, bicolore, dell'accendino faticava a prendere corpo, repressa dalla scarsità di liquido infiammabile che ristagnava sul fondo di plastica. Dall'angolo annerito saliva un leggero filo di fumo, dall'odore acre, seppur sottile. Mossi lo strappo della pagina, spostando appena l'aria. La fiamma si rianimò, un istante soltanto, giusto il tempo di scaldare il cuore di una pulsazione accelerata. Vedevo nel calore rossastro del fuoco il volto del dolore, di quel passato che aveva invaso ogni fibra del mio essere, contorcendola in una lacrima sbiadita. Avevo pianto, prima di alzarmi dal letto. Il liquefarsi degli occhi aveva deformato la libreria in una massa informe di legno e bianco. Era ordinata, la vista di quelle costole differenti e variegate, seppur distorte dall'acqua che riempiva le palpebre. Cercavo una via d'uscita, un modo poco eclatante ma non silenzioso di reagire. Per un attimo pensai al rosso sul rosa, un rigagnolo netto e verticale, poi optai per la cenere. Immaginai di riversare il fiume di menzogne, mezzo canzonatorie, mezzo innamorate, sul fondo della vasca da bagno, in un letto di cenere grigia da impastare con l'acqua. La debolezza dell'accendino ebbe però la meglio. 
Feci torto alla copertina semirigida del libro, una raffinata edizione Adelphi, la strappai lungo l'angolo della piegatura e la divisi in quattro parti uguali. Ripetei quel movimento divisorio come un mantra, ad ogni strappo una cellula riprendeva vita, fino a che tutta l'opera finì con l'ammassarsi sulla ceramica scalfita. Angoli retti sopra a smerigliature d'inchiostro, numeri stampati sul biancore di una vena d'albero, la colla inumidita che si gonfiava al primo galleggiare sull'acqua. Profanai il mio amore per i libri, trovando in tale gesto la mia stessa rinascita. 
L'immortalità di Kundera giaceva sul fondo, sommersa dal potere della mia volontà, mentre in superficie risaliva il soffio vitale. Non l'avevo comprato per interesse culturale, quel libro, ma per prurito personale. In fondo non affogai un libro, quella domenica mattina, chiusa in bagno, ma il ricordo di una sera. 
L'immortalità dell'abbaglio si sciolse nel perdono dello stesso. 
&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Barbara Greggio&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-5379422566135881190?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/5379422566135881190/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2010/09/strappi-dimmortalita-sotto-il-pelo.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/5379422566135881190'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/5379422566135881190'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2010/09/strappi-dimmortalita-sotto-il-pelo.html' title='Strappi d&apos;immortalità sotto il pelo dell&apos;acqua'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TJXY4PmM49I/AAAAAAAAANw/R7VKjNxM8zg/s72-c/Kundera.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-8229642581579202314</id><published>2010-09-19T01:53:00.000-07:00</published><updated>2010-09-19T02:03:29.422-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensione'/><title type='text'>"Signore delle lacrime" di Antonio Franchini</title><content type='html'>Questa recensione è stata scritta per Sul Romanzo (sulromanzo.blogspot.com)
&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TJXQqEoan7I/AAAAAAAAANo/iJLrGKRwSic/s1600/copertina-franchini.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 195px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TJXQqEoan7I/AAAAAAAAANo/iJLrGKRwSic/s320/copertina-franchini.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5518546339628752818" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il “viaggio” è sempre un simbolo della prova iniziatica.
&lt;/span&gt;
Il viaggio dell’io narrante assume i contorni di una peregrinazione verso l’interno, nella parte più intima dell’uomo – fatta di memoria e passato – più che di un’esplorazione scientifica dei luoghi raggiunti. Dai ghat di Benares, le pire funerarie dove chi ha abbastanza soldi per pagarsi la legna da ardere brucia il corpo fino a divenire cenere da sciogliere nel Gange, si passa d’istinto agli scoli dell’infanzia, fatti per essere saltati, risaliti o attraversati. 

La morte è meno dolorosa da affrontare, se vista da fuori, in uno spazio in cui non si è soli. L’odore dei corpi che bruciano crea sbigottimento, perché non nauseabondo, come di carne arrostita. I mendicanti che racimolano poche rupie si fanno testimoni di una riflessione intima e silenziosa, di rimandi temporali che solo il lettore ha il privilegio di cogliere. 
Il parallelismo tra mondo occidentale e cultura induista prende corpo nei ricordi di una vita trascorsa nell’agio, eppure tormentata da &lt;span style="font-style:italic;"&gt;inezie che non si raddrizzano&lt;/span&gt;. Piccole imperfezioni che all’apparenza si fermano alla mancanza di manualità, ma che, ad una lettura più attenta, si ritrovano anche nel dubbio di una fede tralasciata, dimenticata in un’era lontana della vita, e tornata d’un tratto a colpire. Lo studio di Sìva, divinità che tutto crea e tutto distrugge, lo yogin asceta capace di amare una donna, ininterrottamente, per diecimila anni, permette all’autore di guardare con spirito critico alle proprie scelte, ad un’esistenza che fatica a trovare consolazione in un bilancio puramente statistico. La probabilità della morte lo coglie di sorpresa, come una fitta, un’urgenza di liberazione, lungo il trekking che lo porterà ad Har Ki Dun. Se la morte dovesse portarselo via lì, su quel pezzo di terra umido e coperto di neve, cosa resterebbe della sua esperienza da tramandare ai figli? 
La figura del padre assume un duplice significato nell’immaginario dialogo che l’autore fa con la sua giovane prole. Ricorda i tempi in cui lui non era ancora padre, e da figlio osservava l’afasia del genitore, costretto nel contegno di un’epoca passata, privato della capacità di parlare liberamente con il figlio, eppure volenteroso di condividere con lui anche solo un gesto. &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Spesso è per fare gesti minimi che ci vuole una forza grande&lt;/span&gt;. E così, in assenza di parole programmate, meglio lasciarsi guidare da un’ispirazione, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;che certo è più appagante di mille confuse volizioni, perché è una cosa sicura, un possesso.&lt;/span&gt; 

A cinquant’anni tutto assume un peso differente, la morte – su cui da ragazzi si discuteva con le parole grevi della letteratura classica – lascia senza fiato e senza pensieri, quando arriva senza avviso. Claudio, l’amico fraterno del protagonista, muore in silenzio, lontano dalla compassione degli amici. &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Non provavo  niente. A una certa età le reazioni rallentano come il decorso delle malattie&lt;/span&gt;. Come combattere l’impotenza? Osando. Mandando in frantumi le mille inibizioni che il pudore ha creato negli anni. La discesa del Gange in canoa diventa liberazione da infrastrutture pesanti, urla lanciate contro il fragore dell’acqua, immerso nel rumore che tutto attutisce e tutto esalta. Anche le parole appaiono più libere, dopo questo episodio. Il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;pudor&lt;/span&gt;e cede il posto allo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;stupore&lt;/span&gt;. La vita è insieme tutto e il suo contrario, proprio come Sìva, Signore delle lacrime, è &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Colui che fa piangere, ma anche Colui che piange&lt;/span&gt;.
&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Barbara Greggio
&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2055270297248568866-8229642581579202314?l=barbaragreggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/feeds/8229642581579202314/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2010/09/signore-delle-lacrime-di-antonio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/8229642581579202314'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2055270297248568866/posts/default/8229642581579202314'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://barbaragreggio.blogspot.com/2010/09/signore-delle-lacrime-di-antonio.html' title='&quot;Signore delle lacrime&quot; di Antonio Franchini'/><author><name>Barbara Greggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01906833923132520307</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TNfFB9ZYz9I/AAAAAAAAAPY/m9prkxfMQPw/S220/Barbara+Greggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TJXQqEoan7I/AAAAAAAAANo/iJLrGKRwSic/s72-c/copertina-franchini.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2055270297248568866.post-7186182486992031273</id><published>2010-09-14T00:32:00.000-07:00</published><updated>2010-09-14T02:12:26.295-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Articolo'/><title type='text'>La politica del sesso</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TI8v8CLoGJI/AAAAAAAAANg/2UX2nSSRiwo/s1600/49ac16ca9f7d2_zoom.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 248px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_IlEcNXJYuek/TI8v8CLoGJI/AAAAAAAAANg/2UX2nSSRiwo/s320/49ac16ca9f7d2_zoom.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5516680776976439442" /&gt;&lt;/a&gt;
"È assolutamente legittimo che per fare carriera ognuno di noi utilizzi quel che ha, l'intelligenza o la bellezza che siano. È invece sbagliato pensare che chi è dotato di un bel corpo sia necessariamente un cretino. Oggi la politica ha anche una dimensione pubblica. Ci si presenta anche fisicamente agli elettori. Dire il contrario è stupido moralismo." Giorgio Stracquadanio, 51 anni, deputato PDL, editorialista di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Libero&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il Tempo&lt;/span&gt;.
"Non escludo che senatrici o deputate siano state elette dopo essersi prostituite (...)E' chiaro che, essendo nominati se non si punta sulla scelta meritocratica, la donna spesso è costretta, per avere una determinata posizione in lista, anche a prostituirsi o comunque ad assecondare quelle che sono le volontà del padrone di turno." Angela Napoli, 65 anni, esponente di Futuro e Libertà per l'Italia, membro della commissione Antimafia.
Due prese di posizione simili, quelle di Stracquadanio e della Napoli, nonostante la distanza che c'è tra loro. Avvezzo al gusto della provocazione il primo, che annovera, tra le altre, 
